Da Frassinoro, alla scoperta di una Cina più viCina

Il suo nome in cinese è 金梅 Jīn méi, letteralmente “oro” + “susino” = “Susino dorato”.

Isabella Silvestri è nata e cresciuta a Frassinoro, paese del nostro Appennino noto per i suoi splendidi frassini dorati.
“Così, grazie all’aiuto di alcuni amici cinesi, mi è stato dato un nome che richiama il mio paesino di montagna e un simbolo per eccellenza della cultura cinese: il susino – ci racconta – Questo fiore, tra i vari significati, rappresenta l’integrità morale e la forza di carattere; nel gelo invernale questi magnifici fiori rossi danno l’idea di un albero vivo nonostante il freddo e la neve, proprio come le persone che resistono con tenacia alle avversità della vita”.

Isabella Silvestri, Jīn méi
Isabella Silvestri, Jīn méi

Isabella tiene il blog AvviCINArsi – Una Cina più viCina, “per condividere notizie, informazioni e curiosità sulla Cina, visto che ancora oggi rappresenta una cultura davvero poco conosciuta e poco apprezzata per l’immenso valore che porta con sé. Mi stupisco di molti luoghi comuni e di quanta “poca voglia” si abbia nel voler conoscere “l’altro”: il paradosso è che stiamo parlando della lingua più parlata al mondo. Non tutti sanno infatti che non si tratta della lingua inglese, bensì di quella cinese”.

Conseguito il diploma di ragioneria, Isabella ha voluto continuare gli studi da un punto di vista linguistico “per avviCINArmi ad un mercato che già nel 2002 cresceva con cifre importanti, mentre qui si iniziava ad avvertire un’aria “diversa”. A pochi giorni dalla laurea in Storia, Cultura e Civiltà orientali a Bologna, ho trovato lavoro come impiegata commerciale e mi sono occupata per diversi anni dell’esportazione di marchi ceramici italiani in Cina”.

Isabella ha avuto una bimba e per scelte personali ha interrotto il lavoro ma se ne è creata un altro: “chi mi conosce sa che non riesco a stare ferma, così mi sono inventata un lavoro realizzando parte dei mie sogni: seguire la parte amministrativa-contabile e di segretariato per diversi professionisti (continuando a coltivare l’aspetto economico legato al mondo cinese), crescere mia figlia (la famiglia prima di tutto) ed insegnare la lingua e la cultura cinese (la mia passione), soprattutto ai bambini.

Corso di cinese per bambini nella Ludoteca Manine d'Oro di Modena
Corso di cinese per bambini nella Ludoteca Manine d’Oro di Modena

Privatamente ho sempre insegnato e da alcuni mesi sono felicissima di essere riuscita in un’impresa titanica, almeno per Modena e provincia, cioè quella di insegnare lingua e cultura cinese ai bambini!

Può sembrare strano ma ai bambini piace “da matti”! Partendo da bambini di 2 anni fino ai 10, la lingua cinese diverte e si presta benissimo per attività ludo-didattiche. Nel mondo in cui viviamo oggi penso che sia giusto dare nuove possibilità ai bambini, non pensando al loro lavoro “di domani” (che parlando da mamma mi sembra davvero esagerato), ma offrendogli esperienze multiculturali, dove il bambino possa imparare quanto una cultura diversa dalla nostra può arricchire e non privare. La sola lingua cinese ha una logica del tutto diversa da una lingua alfabetica, e ciò che può sembrare tanto difficile per un adulto, per un bambino molte volte è solo un gioco. Provare per credere!

Cosa non sappiamo di questa cultura che vale assolutamente la pena approfondire?
Sicuramente che i cinesi non sono una comunità chiusa come molto spesso si pensa: hanno un fortissimo valore della famiglia, dell’amicizia, sono molto rispettosi, accoglienti e danno molta importanza alla parola data. Questo aspetto ha permesso nei miei viaggi in Cina di sentirmi sempre “a casa”. Ho avuto la fortuna di compiere il mio primo viaggio di lavoro da sola e in occasione delle Olimpiadi del 2008. Sono andata a Pechino e a Tianjin scoprendo e vivendo la Cina che fino ad allora avevo solo studiato sui libri. Un amore a prima vista.
Porto con me il ricordo della Città Proibita, della Grande Muraglia, delle passeggiate negli Hutong, l’esperienza di lavorare a contatto con grandissime aziende cinesi che si occupano di importare piastrelle italiane. Ho conosciuto persone che lavoravano moltissimo, persone che lavoravano le loro 8 ore canoniche da impiegati, pagate molto più di me; aziende che danno moltissimo spazio e opportunità ai giovani, dove molte posizioni strategiche sono ricoperte da donne.. Insomma, una Cina per molti aspetti più avanti del nostro bel Paese. Sono stata diverse volte anche a Shanghai, ma Pechino rimarrà sempre nel mio cuore.

corso di cinese per bambini nella Ludoteca Manine d'Oro di Modena 2

Cina e Italia: la prima analogia che ti viene in mente e l’aspetto che invece le differenzia maggiormente.
La prima analogia che mi viene in mente è il senso della famiglia: ricordo che nel 2008 quando ero a Pechino mia nonna, qui in Italia, si trovava in ospedale, in rianimazione, e non passava giorno che i miei clienti cinesi non mi chiedessero come stava. Credo invece che una differenza, per quanto concerne l’aspetto lavorativo e pensando non tanto alla comunità cinese in Italia ma ai cinesi che vivono in Cina, sia legato al ricordo di interminabili meeting: l’aspetto decisionale aveva infatti dei tempi abbastanza diversi da quelli italiani…

Tante volte noi occidentali ricorriamo all’infelice battuta I cinesi sono tutti uguali! 
Sembra l’inizio di una barzelletta: “Un italiano, un inglese, un francese e i cinesi tutti uguali..”.
Ovviamente non sono tutti uguali. La Cina è una Paese vastissimo, popolato da oltre 1,3 miliardi di persone; si tratta di una popolazione multietnica dove coesistono diverse etnie (中国民族, gruppi etnici cinesi, attualmente ne vengono riconosciuti 56), tra cui quella degli Han (circa il 91-92% della popolazione totale), quella degli Zhuang (18 milioni di persone), quella dei Manciù (circa 10 milioni di persone), degli Hui (9 milioni di persone), quella dei Miao (9 milioni), Uiguri (8,4 milioni), Mongoli (5,8 milioni), Tibetani (5,4 milioni) e molte altre.
I Zhuang parlano una loro lingua, la lingua Zhuang; gli Hui condividono un credo religioso, quello islamico. All’interno dell’etnia Miao coesistono differenze di usi, costumi e linguistiche. Gli Uiguri rappresentano un’etnia turcofona e di religione musulmana.
Come pensare ancora che siano tutti uguali?

Figura Tianjin 天津, Casa della Porcellana瓷房子
Figura Tianjin 天津, Casa della Porcellana瓷房子

Feste e tradizioni di questo popolo che ti affascinano particolarmente?
Avendo avuto rapporti commerciali con la Cina sicuramente ho sempre sentito il Capodanno Cinese un po’ come il nostro Natale; molte persone si mettono in viaggio per ricongiungersi con le proprie famiglie e le attività commerciali “rallentano” per lasciare spazio ai festeggiamenti.
Il popolo cinese utilizza ancora il calendario lunare che comprende un ciclo di 12 anni, a ciascuno dei quali corrisponde un animale specifico. Questo calendario è molto importante perché oltre a scandire le principali feste, ha un peso rilevante nelle decisioni riguardanti la scelta dei giorni più fortunati, in cui ad esempio sposarsi o sapere il proprio segno zodiacale.
Il colore del Capodanno cinese è il rosso, ed è fortemente consigliato appendere sottosopra il carattere della fortuna福 fú, perché in cinese “la fortuna a rovescio” 福倒了 fú dàole è omofona di “la fortuna arriva” 福到了fú dàole!
Il capodanno cinese si chiama “Festa di Primavera” 春节 (春 Primavera +节 Festa) perché inizia il primo giorno del primo mese lunare, e dura 15 giorni, concludendosi con la Festa delle Lanterne.
Quest’anno, l’8 febbraio, siamo entrati nell’anno della scimmia!

Un saluto in cinese a Note Modenesi! 
Note Modenesi, 多谢你们的采访!再见!
Note Modenesi, grazie mille per la vostra intervista! Arrivederci!

Immagine di copertina, disegnata da Freepik.

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