Dalla parte dei bambini. Da 29 anni

Dalla parte dei bambini. Da 29 anni

In occasione della celebrazione dei 29 anni dalla sua nascita, Telefono Azzurro lancia un appello in 12 punti a tutte le Istituzioni per adottare una serie di misure atte a tutelare minori e adolescenti che, in Italia, subiscono ancora abusi e maltrattamenti di ogni genere. Tra le richieste, quella di approvare lo ius soli (oltre il 30 % delle segnalazioni su minori stranieri si riferisce a bambini nati in Italia), una legge già approvata dalla Camera lo scorso anno ma attualmente ferma in Senato.

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Ha compiuto 29 anni esattamente due giorni fa l’associazione fondata nel 1987 a Bologna da Ernesto Caffo, docente di neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia. Dal 2003 da quando è stato affidata a Telefono Azzurro la gestione del Servizio Emergenza Infanzia 114 sono state decine di migliaia le segnalazioni ricevute. Oggi, il Centro Nazionale di Ascolto è un call center con 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati e centinaia di volontari che operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Gli ultimi dati resi disponibili dall’Associazione, riferiti al 2013, pongono la nostra regione tra le prime dieci in termini di valore percentuale dei casi trattati sull’intero territorio nazionale, il 7 per cento del totale. La nazionalità dei bambini per il quale viene richiesto un intervento è per l’80 per cento italiana.Per quanto riguarda i minori stranieri, nella maggior parte dei casi (36,3%) sono nati in Italia. Si tratta dunque di problematiche relative alle seconde generazioni. Tuttavia, è alta anche la percentuale di bambini profughi o rifugiati (32,4%).

L’Associazione segnala che in quasi trent’anni di lavoro la situazione dei minori nel nostro paese è certamente migliorata, grazie a una accresciuta sensibilità rispetto alla tutela dell’infanzia, ma sono ancora tantissimi i bambini, e gli adolescenti, che vivono situazione di profondo disagio. Tanto che Caffo e la sua squadra, proprio in occasione della celebrazione del (quasi) trentennale, lanciano un appello, visto che rileva “uno scenario preoccupante quello che riguarda i bambini e gli adolescenti del nostro Paese, nel quale storie di maltrattamenti e abusi sono all’ordine del giorno fra le pagine di cronaca nera di stampa, radio e televisione”.

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«I dati raccolti da Telefono Azzurro», ha sottolineato Caffo «evidenziano come nel nostro Paese i diritti dei bambini e degli adolescenti non siano ancora pienamente rispettati. Molti bambini in Italia vivono in contesti familiari e sociali nei quali la mancanza di cure e di attenzioni, l’abuso e il maltrattamento, la conflittualità e la violenza costituiscono la normalità. Per questo motivo, Telefono Azzurro rinnova il suo appello alle istituzioni con una serie di richieste di azioni urgenti, invitando tutte le istituzioni ad impegnarsi formalmente per realizzarle. Troppi bambini e bambine sono coinvolti in situazioni di pericolo, in famiglia, a scuola e anche online. Mentre i rischi aumentano le possibilità di cura e di aiuto si riducono drammaticamente: è quindi prioritario supportare le famiglie e tutte quelle figure capaci di intercettare i segnali di bisogno».

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Per queste ragioni, Telefono Azzurro chiede alle Istituzioni di impegnarsi formalmente a realizzare le seguenti misure di intervento a tutela dei diritti di bambini e adolescenti e rivolge loro un appello che si articola in 12 punti che si possono leggere integralmente qui.

In particolare, ne segnaliamo 3:

1) rispetto al fenomeno del bullismo e delle difficoltà che possono vivere i ragazzi a scuola e negli altri contesti educativi, siano supportate e maggiormente coordinate le iniziative di prevenzione e di formazione delle figure educative (dagli insegnanti agli allenatori agli educatori). La scuola è una priorità che va supportata e adeguatamente formata per rispondere alle nuove sfide didattiche, educative e culturali, poste anche dalle nuove tecnologie;

2) siano adottate adeguate iniziative volte a concedere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia, perché solo l’applicazione del principio dello jus soli consentirà di sostenere il processo di integrazione socio-culturale;

3) siano aumentate le risorse a livello nazionale e regionale da destinare alla piena attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia; più in particolare, siano incrementate le risorse attualmente assegnate al Fondo per le politiche sociali, al Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché al Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Fonte immagini: Pixabay.

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