Una porta verso il cuore della città

Mentre fanno discutere i risultati ottenuti dalla mostra “Il manichino nella storia” che già diverse polemiche aveva creato sin dall’annuncio dell’evento, ieri l’assessore alla Cultura Gian Pietro Cavazza ha illustrato i programmi espositivi per il 2016 (e fino alla primavera 2017) del Mata alla ex Manifattura Tabacchi e della Galleria civica di Modena nelle sue due sedi di Palazzo Santa Margherita e della Palazzina dei Giardini Ducali, che riprenderà anche per l’estate la sua funzione espositiva.

Per Cavazza “il Mata può offrire a diversi istituti culturali, come nel caso del Museo della Figurina, nuove opportunità di espressione e di realizzazione di iniziative che hanno bisogno di dimensioni adeguate. E il Mata assume così anche il ruolo di luogo dove sperimentare la collaborazione tra i diversi istituti che potranno costituire il Polo per l’immagine contemporanea”.

Un momento della conferenza stampa. Fonte: Comune di Modena.
Un momento della conferenza stampa. Fonte: Comune di Modena.

“In attesa del Polo Sant’Agostino – ha proseguito l’Assessore – questo nuovo spazio per la creatività e la cultura dà l’occasione per mettere in campo sinergie e collaborazioni fra enti e istituzioni diverse, nel quadro di una migliore offerta culturale complessiva tale da costituire una porta verso il cuore della città e, viceversa, da Modena verso le altre città e il mondo”.

Il programma di Mata e Galleria Civica per il 2016 illustrato spazia dalle installazioni multimediali ai ritratti di Modenesi di Beppe Zagaglia, dalle figurine sull’agonismo al colore nelle foto di Franco Fontana, dai giovani artisti polacchi agli scatti “a lume di candela” realizzati da Nino Migliori al Duomo di Modena.

Il Mata ospiterà, dal 3 aprile al 22 maggio, la mostra “Effimera. Relazioni disarmoniche” a cura di Luca Panaro e Fulvio Chimento, dedicata alle nuove tecnologie per la realizzazione di installazioni multimediali. Esposte opere di alcuni dei più talentuosi artisti italiani nati nella metà degli anni Settanta, che in questi anni hanno destato l’interesse di alcune delle più importanti istituzioni culturali estere, e che lavorano e vivono anche lontano dall’Italia. La mostra sarà anche collegata a “Play” la manifestazione sul gioco più partecipata d’Italia, che si svolge a Modena Fiere.

Fonte: Comune di Modena.
La mostra “Effimera. Relazioni disarmoniche”. Fonte: Comune di Modena.

Dal 2 giugno al 10 luglio al Mata sarà allestita “Modenesi e Modena”, mostra fotografica di Beppe Zagaglia su 40 anni di vita cittadina raccontati attraverso i ritratti di persone che animano e vivono la città, intrecciandosi con la sua storia e arricchendola di storie.

Dal 16 settembre al 26 febbraio 2017 negli spazi della ex Manifattura Tabacchi arriva il Museo della Figurina con la grande mostra “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport” nell’ambito del festivalfilosofia 2016 dedicato al tema “Agonismo”, curata con il giornalista Leo Turrini. Grandi rivalità sportive e non solo vissute attraverso le figurine più famose del mondo con ampi spazi per il gioco e le iniziative collaterali. Nella primavera 2017 invece, Modena dedicherà al fotografo Franco Fontana una antologica al Mata.

Alla Galleria civica a Palazzo S. Margherita le mostre iniziano in febbraio, dal 12 al 21, con “Hikikomori”, foto e film in un progetto culturale di Francesco Jodice che si abbina a uno spettacolo di Ert. Si prosegue dal 5 marzo al 5 giugno con una mostra di fotografie di Nino Migliori. Nella nostra città, Migliori ha fotografato i leoni stilofori del transetto della Cattedrale e le otto metope, sculture attribuite al cosiddetto “Maestro delle Metope” (prima metà XII secolo) utilizzate originariamente per decorare le terminazioni dei quattro contrafforti della navata. Stampate in bianco e nero, le immagini consentono di analizzare la figura e i dettagli delle singole sculture; sono l’esito di uno sguardo contemporaneo, ma al tempo stesso antico, su straordinarie testimonianze di scultura medioevale, parte integrante del Duomo di Modena (Sito Unesco dal 1997), di cui viene restituita una visione particolarmente suggestiva, solitamente resa difficile dalle condizioni ambientali.

“Hikikomori”, un progetto culturale di Francesco Jodice. Fonte: Comune di Modena.
“Hikikomori”, un progetto culturale di Francesco Jodice. Fonte: Comune di Modena.

Dal 19 marzo al 5 giugno 2016, la Palazzina ospita la mostra “La memoria finalmente. Arte in Polonia: 1989-2016”, a cura di Marinella Paderni, dove quindici autori selezionati – sulla scorta di tre generazioni di artisti polacchi nati tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Ottanta – presentano fotografie, pittura, collage, performance, sculture, disegni, installazioni e video.

Infine, proprio in questi giorni si stanno definendo gli accordi per una mostra alla Palazzina da fine giugno a settembre, abbinata, con apertura anche serale, alle iniziative per l’estate modenese. Per il festivalfilosofia, a settembre, una mostra a Palazzo S. Margherita valorizzerà opere delle collezioni di disegno e fotografia.

Immagine di copertina tratta da “Effimera” – Eva e Franco Mattes “My Generation” -2010. Fonte: Comune di Modena. 

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