“Cosmo” di Marino Neri: il viaggio di un ragazzo per salutare le...

“Cosmo” di Marino Neri: il viaggio di un ragazzo per salutare le stelle

Recensione di "Cosmo", terzo graphic novel del modenese Marino Neri uscito quest'anno per Coconino Press - Fandango. Un viaggio simbolico, eppure vero, tra campagne piatte e personaggi soli, umanità e disumanità, seguendo quella caparbia e insensata volontà che muove tutte le cose. La destinazione? Atacama, per salutare le stelle che si stanno allontanando.

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“Uomo: trenta litri d’acqua, grasso per sette pezzi di sapone, ammoniaca sufficiente per pulire una casa, sale per un pranzo, zucchero per venti tazzine di caffè, fosforo per trentasei scatolette di fiammiferi, tanto ferro da fare un chiodo.”

cosmo-copertinaQuesta riduzione impietosa ai minimi termini dell’umano è una delle riflessioni pungenti e toccanti che percorrono “Cosmo”, graphic novel del modenese Marino Neri, edita da Cononino Press – Fandango. E’ la terza produzione dell’artista, classe 1979, pubblicata quest’anno dopo “Il re dei fiumi” (2008) e “La coda del lupo” (2011)

Il protagonista è un ragazzo di 15 anni, Cosimo, detto Cosmo. Appassionato di astronomia e poco predisposto al contatto umano, Cosmo vive in un centro di riabilitazione. Nel giorno del suo compleanno decide di scappare assieme al suo amico immaginario, il ragazzo ombra, per raggiungere il deserto di Atacama. Cosmo sa bene che è il punto migliore per vedere la Via Lattea e salutare le stelle che, per effetto dell’universo in espansione, si stanno allontanando.

marino-neri-2Del resto tutto si muove, e in “Cosmo” tutto è mosso da qualcosa che ci sembra grande e inafferrabile. Oppure, all’estremo opposto, privo di senso. Le balene per esempio, come racconta il ragazzo, percorrono in una vita tutti i chilometri che ci separano dalla luna. Le farfalle monarca invece hanno una specie di bussola interna che nell’arco di quattro generazioni le porta dal Canada al Messico. E gli uomini? “Gli uomini – dice Cosmo – sono sempre alla ricerca della felicità. Alcune persone la definiscono come la migliore condizione che si può vivere. Io penso però che gli uomini siano animali con molti problemi.” E mentre questi uomini si affannano sulla loro quotidianità, le stelle si allontanano e nessuno ci può fare niente.

Il tratto fluido di Marino Neri accompagna così Cosmo nel suo viaggio iniziatico. Colori pieni e opachi, alternati a larghe macchie scure, ci portano con lui attraverso una campagna piatta che ricorda certe distese emiliane dove il cielo si srotola all’infinito. E nella campagna, si nascondono i personaggi a cui Cosmo si aggrappa come se fossero liane per poi andare oltre. In certi casi, fuggire.

marino-neri-1La trama delle citazioni letterarie, volute o meno, scivola come un sottotesto. C’è un Ismael, come in “Moby Dick”, ma è un vagabondo tatuato più simile al polinesiano Queequeg (e come lui ha un debole per le teste). Ci sono i due bifolchi, Brano ed Ezio, che sembrano usciti dalla penna di Lansdale. C’è una volpe amica, come nel “Piccolo Principe”, e c’è una giovane Ofelia scollegata a sua volta da ciò che è la sua vita.

Il piglio cinematografico dei disegni di Neri ci fa immergere nelle esistenze di queste persone e richiama il dettaglio con pochi tratti. Un armadio un po’ datato, un pupazzo a forma di Stregatto, un poster di Harry Potter, un tappeto peloso, ed eccoci nella camera di Ofelia. Rassicurante quanto minacciosa. Proprio come gli interni incrostati della roulotte dell’uomo cieco, dove l’odore della discarica circostante esce dal foglio e arriva alle narici. Eppure, saranno proprio la generosità e il coraggio dell’uomo cieco (e dei suoi gatti) ad aiutare il ragazzo a proseguire per la sua strada.

Ce la farà Cosmo ad arrivare ad Atacama? Non ve lo diciamo, ma speriamo che a quel punto le stelle non siano già troppo lontane.

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Nata a Modena, si è laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Pisa. Lavora come autrice e copywriter collaborando con agenzie di comunicazione, enti culturali e giornali.

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