Cosa accadrebbe se usassimo tutti solo la bicicletta?

Cosa accadrebbe se usassimo tutti solo la bicicletta?

I modenesi percorrono ogni anno 50 milioni di km in bicicletta. In questo modo si evita l'emissione di 8000 tonnellate di CO2, 200 di monossido di carbonio e 3 delle famigerate PM10. L'utilizzo della bici al posto delle auto e delle moto migliori senza dubbio la qualità dell'aria. Ma cosa accadrebbe se di colpo cominciassimo a usarla tutti, ma proprio tutti?

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Qualche tempo fa citavamo l’antropologo Marc Augè – ospite fisso del festival della filosofia di Modena – sull’idea di una città “in cui prevale la bicicletta”. Un’idea che “non è una fantasia”, secondo Augè, e dopotutto le nostre città prima del boom economico e della diffusione delle auto erano più o meno così, come possiamo vedere dalle vecchie foto. Strade vuote, molte bici, pochissime auto. Ma allo stesso tempo notavamo come, anche in quella che potrebbe essere un modello di città per le biciclette, cioè Modena – almeno per numero di ciclisti e per cultura -, questo futuro verde fatto di due ruote e campanelli sembra ancora lontano. Le automobili in movimento sono sempre più delle biciclette, l’inquinamento (non provocato solo dalle auto, ricordiamo) è sempre alto, come rilevano gli ultimi dati sul pm10, e le misure prese sono sempre emergenziali.

Eppure la bici, se non rappresenta “la” soluzione alla mobilità nelle città, è senza dubbio una di quelle soluzioni combinate di cui si parlava l’anno scorso per la settimana della mobilità europea. “Do the right mix” si diceva, ovvero mezzi pubblici, bicicletta, car sharing e via dicendo, a seconda della situazione e del tipo di spostamento.

Fonte immagine: Amici della bicicletta FIAB Modena.
Fonte immagine: Amici della bicicletta FIAB Modena.

A Modena, secondo i dati elaborati da Wecity, vengono percorsi 50 milioni di km all’anno in bicicletta. In questo modo si evitano 8000 tonnellate di CO2, 200 di monossido di carbonio e 3 delle famigerate PM10. Numeri che dimostrerebbero come l’utilizzo della bici al posto delle auto e delle moto migliori senza dubbio la qualità dell’aria della città. Per sapere come sono stati elaborati questi dati vi invitiamo a leggere una sintetica spiegazione direttamente sul sito di Wecity, dove si trova anche una mappa dei percorsi più battuti dalla bici nella città di Modena.

Sebbene ci troviamo ancora indietro rispetto a quello che potrebbe essere un auspicabile futuro, proviamo a fare un salto in avanti e ragioniamo con il classico “what if” della fantascienza. Ovvero: cosa succederebbe a Modena se da un giorno all’altro tutti gli automobilisti, invece di intasare le strade con le loro quattro ruote, iniziassero a usare solo la bicicletta? E’ un po’ fasciarsi la testa prima di averla rotta, dato che siamo ben lontani da una situazione del genere, eppure è interessante farsi questa domanda per capire come il sistema di mobilità vada ripensato tenendo conto anche dell’urbanistica e in generale del modo di vivere la città. Ad esempio una simile situazione nel centro di Modena porterebbe a una totale congestione. Una cosa sono migliaia di bici su strade larghe e spaziose, un’altra migliaia di bici nelle viuzze di una città medievale. Incidenti tra ciclisti, incidenti tra bici e pedoni, e poi il problema dei parcheggi. Dove mettere tutte quelle bici?

E’ un problema che altrove hanno dovuto affrontare realmente e che è stato ripreso spesso anche dalla stampa italiana, anche perché è uno di quei tipici casi in cui “l’uomo morde il cane” come si usa dire tra giornalisti. Il problema di avere “troppe bici” per noi è talmente paradossale da diventare una notizia gustosa. Allo stesso tempo, è una situazione che fa riflettere.

photo credit: Bikeway via photopin (license)
photo credit: Bikeway via photopin (license)

Se guardiamo le migliori città per andare in bici, scopriamo che sono anche le stesse che hanno avuto problemi per le troppe biciclette. Copenaghen ad esempio ha avuto problemi per i troppi ingorghi, nonostante le strade larghe, e per i cosiddetti “ciclisti indisciplinati”. In realtà, qualsiasi mezzo decidiate di usare, automobile, bicicletta, trampoli, pattini a rotelle, se troppe persone si trovano nello stesso spazio, è inevitabile che ci siano situazioni di contrasto. Non si sfugge, siamo fatti così. Il problema non è il mezzo in sé, ma l’essere umano. I ciclisti, se sono tanti, possono litigare come matti esattamente come fanno gli automobilisti nelle rotonde. Probabilmente accadrebbe la stessa cosa se il mezzo di trasporto del momento fossero i trampoli o lo skate.

Problemi simili in quella che viene considerata la capitale europea delle bici, cioè Amsterdam. I dati parlano di 780mila abitanti e 881mila biciclette, dunque oltre ai soliti problemi di ingorghi e incidenti, il vero problema è quello dei parcheggi. Dove mettere tutte queste bici? L’amministrazione di Amsterdam si è dovuta ingegnare con fatica per trovare spazi. E’ la dimostrazione che un radicale mutamento della mobilità avrebbe delle conseguenze sull’urbanistica e sulla gestione della città. Dunque non è sufficiente che le persone scelgano la bici al posto dell’automobile: la città va cambiata per adattarsi ai nuovi utilizzi. Quel che ci vuole sono piste ciclabili fatte come si deve, manutenzione, rispetto del codice della strada, parcheggi sorvegliati (esiste il problema, molto diffuso, dei furti di bici), ma anche più spazi sui mezzi pubblici per caricare le bici e nei posti di lavoro (se tutti andassimo in ufficio con le bici dove le metteremmo?). In alcune città dei cosiddetti paesi virtuosi – biciclettamente parlando – negli uffici ci sono le docce, in modo che, in particolare in estate, chi ha fatto diversi chilometri in bici per andare a lavorare, si possa lavare e cambiare. Possono sembrare sciocchezze, ma alla fine sono proprio questi piccoli dettagli a portare molte persone a preferire l’auto ad altri mezzi. Come abbiamo già scritto tempo fa, non sta solo al cittadino dover faticare per migliorare le cose, ma è compito soprattutto di chi amministra la città rendere le cose il più possibile semplici in modo che le persone non trovino impossibile un cambio delle abitudini.

Ma per fortuna noi siamo ancora molto indietro e continuiamo a preferire la macchina alla bici, dunque questi problemi possiamo guardarli da lontano. (mp)

Immagine di copertina, photo credit: Cycle Around Town via photopin (license)
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