Conviene a tutti un carcere più umano

Venerdì scorso, 15 aprile, è andato in scena all’interno della Casa circondariale di Modena un nuovo capitolo dell’indagine artistica realizzata dal Teatro dei Venti con il sostegno della Regione Emilia Romagna e il contributo del Comune di Modena: “Antigone. Variazioni sul mito”. Sul palco detenuti e attori della compagnia hanno interpretato il classico di Sofocle che affronta il contrasto tra la legge e la “pietas” umana, tra l’autorità maschile e la sensibilità femminile.

Lo stesso giorno, è andato in scena a Roma un altro Antigone. E’ stato infatti presentato dall’omonima associazione impegnata “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, Antigone appunto, “Galere d’Italia, XII Rapporto sulle condizioni di detenzione“. Complessivamente, si possono valutare positivamente i dati presentati, con qualche ombra naturalmente. Negli ultimi sei anni i detenuti sono diminuiti di 14.763 unità, ma negli ultimi mesi sono tornati a crescere. Se al 30 giugno 2010, infatti, i detenuti erano poco più di 68 mila, al 31 marzo 2016 erano 53.495. Erano però 52.164 il 31 dicembre del 2015. Dunque negli ultimi 3 mesi c’è stato un incremento di 1.331 detenuti. E’ innegabile tuttavia che la situazione negli ultimi anni sia un po’ migliorata.

Il tasso di affollamento (numero di detenuti rispetto al numero di posti letto regolamentari), dal 2009 ad oggi, è passato dal 147% al 109. Per fare qualche confronto con il resto d’Europa, in Germania il tasso è dell’81.8%. In Spagna dell’85.2%, in Inghilterra e Galles del 97.2%, in Belgio del 118%. Il dato italiano però – specifica il rapporto – non tiene conto delle sezioni provvisoriamente chiuse. Secondo Antigone, nelle carceri di tutto il territorio nazionale, sono “almeno 3.950 le persone prive al momento di posto letto regolamentare”, a fronte di oltre 49 mila posti letto (stando ai dati dell’amministrazione penitenziaria), “non sempre tutti realmente disponibili”, lamenta l’associazione.

A Modena ad esempio, riporta il Ministero della Giustizia, i posti regolamentari attuali “non disponibili” sono 109 a fronte di 372 dichiarati invece regolamentari. Vero è che se al dicembre 2013, a proposito del carcere della nostra città, Antigone parlava di “sovraffollamento, mancanza di fondi, a Modena sono reclusi 569 detenuti, su una capienza regolamentare di 374 detenuti e tollerabile di 600 detenuti”, oggi i detenuti presenti, sempre secondo il Ministero (dati aggiornati al 23 febbraio scorso), sono 361.

affollamento

Al 31 dicembre 2014, negli 11 istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna erano 2.884 i detenuti reclusi (compresi quelli in semilibertà), a fronte di una capienza regolamentare di 2.795 posti. In termini di sovraffollamento, la nostra regione è passata dal 188.4 del 2009 al 109.1% di oggi. Un drastico calo che non può che essere salutato positivamente. Ma bisogna ancora migliorare, evidentemente: apparteniamo alla schiera di regioni con un tasso superiore al 100%. Occorre fare di più. Inoltre, insieme a Lombardia e Sicilia, deteniamo il triste record del numero dei suicidi in carcere: 6 nel 2015. Possono sembrare pochi? Se consideriamo il valore della vita umana, anche una sola persona che decide di togliersi la vita è sempre una di troppo. Complessivamente però, sono diminuiti i suicidi in carcere, sia tra i detenuti che tra gli agenti. “Segno che conviene a tutti un carcere più umano anche se le cifre restano drammatiche: 43 reclusi si sono tolti la vita, 7000 gli episodi di autolesionismo”.

suicidi

 

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