“Che brutti voti”, anatomia del voto amministrativo

“Che brutti voti”, anatomia del voto amministrativo

A poco più di un mese dall'esito delle elezioni comunali il think tank del cattolicesimo democratico modenese analizza dati e tendenze politiche emerse nell'ultima tornata elettorale, fra assenteismo cronico e fine del bipolarismo. "In cattedra", Marco Valbruzzi, Ph. D. Researcher all'Istituto Universitario Europeo e analista dell'Istituto Cattaneo e Massimiliano Panarari, docente di marketing politico all'Università Luiss Guido Carli di Roma e editorialista de La Stampa.

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Toni distesi e temi seri lunedì sera al Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari per l’incontro intitolato “Che brutti voti! L’Italia e l’Emilia Romagna dopo le elezioni amministrative”. Una tribuna di specialisti in ingegneria, statistica, scienza e marketing della politica ha dato vita a un vivace dibattito sulle tendenze politiche emerse nell’ultimo voto municipale. A moderare l’incontro fra Marco Valbruzzi, Ph. D. Researcher all’Istituto Universitario Europeo e analista dell’Istituto Cattaneo e Massimiliano Panarari, docente di marketing politico all’Università Luiss Guido Carli di Roma e editorialista de La Stampa, il direttore di TRC e membro del direttivo del Centro Ferrari, Ettore Tazzioli. Gli interventi sono stati introdotti dal presidente del think tank cittadino del cattolicesimo democratico, Paolo Tomassone, recentemente rieletto al vertice del Centro Culturale: “Riteniamo che il voto amministrativo di giugno non sia stato analizzato compiutamente. Il referendum e le polemiche sulla Brexit, la strage in Bangladesh e a Nizza, i disordini in Turchia, le violenze in Germania hanno oscurato la portata di queste elezioni”.

Ascolta l’audio integrale dell’incontro.

25lug2016Un voto minato dall’astensionismo e caratterizzato dall’affermazione di una struttura tripolare ormai consolidata. “Queste elezioni come le due ultime precedenti segnano la fine del bipolarismo italiano”, osserva Marco Valbruzzi che propone due categorie interpretative per leggere gli ultimi risultati delle amministrative: il cambiamento e l’assestamento. “Il primo criterio è relativo ai dati, ai voti persi o presi dai singoli partiti, le cariche assunte o mancate; l’assestamento invece si riferisce al sistema politico italiano nella sua globalità “. Secondo l’analista dell’Istituto Cattaneo l’archiviazione del sistema bipolare si inserisce nella categoria dell’assestamento: “Il vero terremoto sistemico con l’ascesa del movimento 5 stelle nel 2013 è già storia, “assestamento” appunto. Questi approfondimenti rientrano negli studi dell’e-book del ricercatore di statistica “Cambiamento e assestamento”, che sarà disponibile da oggi sul sito del Cattaneo. “Tutte le elezioni successive alle politiche del 2013 stabilizzano e confermano l’emergere di un tripolarismo PD, centro-destra e Movimento 5 Stelle”. Quest’ultimo quindi non esprime più la tensione del “cambiamento”. “Il partito di Grillo in questa tornata elettorale ha dato prova di maturità politica, strutturandosi a livello locale ed è nella nuova struttura locale e nell’infiltrazione capillare sul territorio del movimento 5 stelle che risiede il “cambiamento” delle elezioni di giugno, non dimentichiamo che il messaggio di Grillo nasce come messaggio nazionale e oggi si dipana localmente, un discorso anti-casta più difficilmente traducibile a livello delle amministrazioni comunali”.

Una delle slide presentate nel corso dell'incontro da Marco Valbruzzi. Qui tutte le slide.
Una delle slide presentate nel corso dell’incontro da Marco Valbruzzi. Qui tutte le slide.

L’analista statistico non dimentica l’astensione “endemica anche nella maggior parte delle democrazie occidentali” e ridimensiona quello che per la maggioranza degli analisti politici è stato un tonfo del Partito Democratico lo scorso giugno ”in fondo il Pd ha perso 5 punti percentuali, decisivi per la perdita di città importanti e dei relativi incarichi”. Valbruzzi si concentra infine sui flussi e gli spostamenti di orientamento politico dopo aver indicato un paradosso:”Il movimento 5 stelle è in perdita se confrontiamo l’andamento elettorale dal 2013 ad oggi, ha messo la sbarra molto in alto allora, è difficile che torni a toccare quei vertici”. Per i flussi Valbruzzi parte dal dato del passaggio di molte città dal Pd al Movimento 5 stelle:”Una componente dell’elettorato del Pd si è diretta verso il movimento 5 stelle, si tratta di un elettorato insoddisfatto ma che va a votare per cultura e senso civico. Al contrario il nemico principale del movimento 5 stelle sarebbe l’astensionismo:”In mancanza di candidature, gli elettori del movimento 5 stelle disertano le urne, preferiscono astenersi che votare esponenti di centro destra o di centro sinistra”. Annotazione finale dello studioso: la debacle delle realtà politiche a sinistra del Pd. “Come nel caso bolognese, gli insoddisfatti del Pd non si rivolgono ai partiti radicali ma al movimento 5 stelle, vero partito della nazione, trasversale e pigliatutto”.

Valbruzzi ridimensiona il calo del Pd “vissuto come una tragedia ma si tratta in fondo di un decremento del 5%, il Pd è riuscito a minimizzato le perdite”, analizza i ballottaggi in cui in 19 comuni su 20 l’ha spuntata il movimento 5 stelle “vera macchina da guerra nei secondi turni” e ribadisce la regressione dello scenario politico dal bipolarismo al conclamato tripolarismo sottolineando quanto il partito di Grillo sia stato abile a vincere le partite, come a Roma o a Torino, città in cui il radicamento della militanza era già strutturato e maturo “a prendere il potere”.

Il voto in Emilia Romagna. Una delle slide presentate nel corso dell'incontro da Marco Valbruzzi. Qui tutte le slide.
Una delle slide presentate nel corso dell’incontro da Marco Valbruzzi. Qui tutte le slide.

E dell’impossibilità quasi antropologica ad adottare un sistema politico all’inglese da parte dell’Italia parla invece il dott. Panarari professore di marketing politico all’Università LUISS Carli e editorialista de La Stampa. “Il nostro paese non è mai stato bipolare perché dal punto di vista delle culture politiche di fondo, quelle carsiche, sia all’interno del centro destra che del centro sinistra c’è una dimensione proporzionalista molto forte. L’Italia non riesce a essere compiutamente bipolare perché questo paese è fatto di trasversalità, è il paese del trasformismo, quello che accade in parlamento in occasione di questa legislatura lo dimostra. Le principali subculture politiche presenti in Italia sono di natura proporzionalista o addirittura strutturalmente proporzionaliste, siano esse post comuniste o di emanazione cattolica. Ciò succede perché queste stesse culture politiche credono nei corpi intermedi, oggi in crisi (i sindacati)”.

Panarari aggiunge alla dimensione quantitativa dei dati di Valbruzzi, alcune considerazioni e elementi qualitativi in merito alle ultime elezioni amministrative. Se le caratteristiche italiane non consentono il bipolarismo sono invece sensibili alle novità del mercato politico elettorale: è stato così con il movimento 5 stelle ma anche con la Lega Nord, formazioni ibride e trasversali. Il successo di Casaleggio che il professore della Luiss indica come il vero cervello del movimento 5 stelle risiede nell’aver utilizzato un konw how altamente tecnologico per fondare un movimento politico. Il movimento 5 stelle sarebbe dunque un partito azienda:“La Casaleggio associati è la Publitalia di oggi, si tratta di una azienda di pubbliche relazioni con interessi nella cyber-security che opera sul mercato internazionale con patnership importanti fra le quali imprese israeliane”. Il genio di Casaleggio sarebbe stato quello di portare personale altamente qualificato per fondare la piattaforma politica su cui si regge ancora oggi il movimento 5 stelle e “lanciare la sua single issue: la protesta, contro la casta, contro il sistema, contro la classe dirigente”, dice il docente universitario. Anche secondo il professore Panarari il movimento 5 stelle sta dando prova di maturità politica lanciando un nuovo tipo e una più capillare organizzazione territoriale:”Come nel caso delle “scuole di amministrazione pubblica 5 stelle” mutuate dalle vecchie scuole politiche del Pci e dei cattolici, tentano di strutturarsi come il vero partito nazione, costruendo una nuova trasversalità”.

Una delle slide presentate nel corso dell'incontro da Marco Valbruzzi. Qui tutte le slide.
Una delle slide presentate nel corso dell’incontro da Marco Valbruzzi. Qui tutte le slide.

Con un linguaggio infarcito di lemmi inglesi moderni e di matrice economica e tipica formazione anglosassone, il professore dell’Università privata romana LUISS Carli parla di politica attraverso il lessico economico e del marketing, equiparando spesso il cittadino elettore al consumatore. Sul tema dell’astensionismo e su come si rigenera la fiducia nei confronti della politica il professore della Luiss spiega :”Occorre ridefinire con precisione delle offerte politiche chiare e distinguibili come sul mercato. Offerte politiche indistinte così come prodotti indistinti sono destinati a fallire, occorre che questo prodotto sia acquistabile con chiarezza e con fiducia dal consumatore e sia nettamente distinguibile dal punto di vista degli ingredienti e della composizione rispetto agli altri. L’Italia ha accettato nella propria opinione pubblica la scelta di superare la distinzione fra destra e sinistra rispondendo a un meccanismo di secolarizzazione della società, se pero’ destra e sinistra tendono a diventare più indistinte, sarà la sinistra a essere penalizzata dal punto di vista della collocazione del proprio prodotto sul mercato elettorale, non il centrodestra che ha subito una serie di metamorfosi. Se il centrosinistra viene identificato come establishment e apparato di conservazione è destinato a perdere, perché è la stessa mission del centrosinistra a venire meno, ovvero quella di essere un soggetto rappresentativo dei ceti più deboli della società, quelli che oggi hanno subito il downgrading, peggiorato le loro condizioni sociali e che sono inclini a confluire in formazioni populiste”. Infine il professore individua un ultimo elemento da non sottovalutare per la tenuta del centro sinistra, un trend non nuovo ma che continua ad aggravarsi: “La perdita di identificazione nelle forze del centro sinistra da parte di un enorme pezzo di società: i giovani”.

Astensionismo, tripolarismo, assestamento del sistema politico, infiltrazione e sviluppo territoriale del movimento 5 stelle giunto a maturità politica e prospettive del Pd sono stati gli ingredienti di questo denso approfondimento tenuto da due studiosi di spessore con due approcci diversi ma complementari. L’incontro si è concluso come di consueto con un botta e risposta fra pubblico e relatori. Un finale vivace dove è stata confermata la vocazione al confronto e alla riflessione del Centro Ferrari, “luogo di incontro fra culture politiche diverse” ha ricordato il direttore di TRC e moderatore della serata Ettore Tazzioli.

In copertina, un lavoro di Ubé in licenza CC.

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Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

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