Bosco85 ovvero parole e immagini destinate all’incontro, perché “c’era già tutto”

Bosco85 ovvero parole e immagini destinate all’incontro, perché “c’era già tutto”

Domenica 27 novembre a Hiro Proshu Gallery alle 18 verrà presentata la pubblicazione Bosco85 di Andrea Chiesi e Laura Solieri, curata da Alessandro Formigoni, una raccolta di poesie e dipinti che si interseca con la mostra, accompagnata dalle musiche di Alessandro Formigoni. Conduce Beppe Cottafavi. Abbiamo chiesto a Laura, giornalista collaboratrice di Note Modenesi e della Gazzetta ma anche poetessa di talento, di raccontarci il senso di questa collaborazione.

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È tutto dentro di noi, solo occorre molto tempo per capirlo e tanto lavoro per farlo affiorare”. Questo è il filo conduttore della mostra “C’era già tutto” in corso fino al 1 dicembre a Modena nelle due gallerie MINA Studio (via Sant’Eufemia 88) e Hiro Proshu Gallery (via Sant’Eufemia 55): trent’anni di disegni di Andrea Chiesi accompagnati dalle poesie di Laura Solieri. ORARI di APERTURA: Lun-ven: ore 10-13/15-18. Sabato: ore 10-18. L’evento del 27 novembre, “Bosco85 : presentazione/letture/musiche” su Facebook.

cover“Guardando i primi disegni da adolescente ne ho avuta la conferma: c’era già tutto (ma non lo sapevo) tutto quello che avrei fatto negli anni successivi. Ho chiesto a Laura di scrivere per i miei disegni, lei che è nata negli anni ’80, quando questo viaggio è iniziato. I primi disegni fatti in classe, le figure femminili, la grafite che graffia la carta, gli inchiostri che si sciolgono nel nerobluviola, gli intrecci insistiti del pennarello, i taccuini, schizzi e scarabocchi (ma anche alcuni oli su tela), fino a cose recenti: 30 anni di lavoro insomma” afferma Chiesi.

Qui, alcuni lavori di Andrea Chiesi

“Accostarmi con le mie poesie alle opere di Andrea Chiesi è stata un’esperienza intensa e gratificante – racconta Laura – La collaborazione con Chiesi e Alessandro Formigoni che ha dato vita alla pubblicazione Bosco85, è il risultato di un bel percorso di ricerca interiore (in me, attraverso il mio sentimento del mondo) ed esteriore (attraverso il confronto con le opere di Andrea, le forme, i colori, il vissuto raccontato nei suoi dipinti). È la prima volta che lavoro con le immagini, e in questa raccolta il lavoro che è stato fatto non è mai didascalico. La maggior parte delle poesie le ho scritte dopo aver selezionato insieme ad Andrea e Alessandro i dipinti che sono finiti all’interno della pubblicazione; ci sono anche diversi miei lavori precedenti, che esistevano già ed è stato bello ritrovarli nella mano di Andrea: in alcuni casi, infatti, è stato fatto un lavoro di abbinamento di testo e immagini che sembravano destinati all’incontro, perché c’era già tutto. Ho ritrovato un vissuto potente nel lavoro di Andrea che non ho assolutamente voluto tradurre in parole, suggerendo una chiave di lettura ma che ho voluto accompagnare con il mio messaggio, la mia lettura, il mio vissuto per regalare al lettore suggestioni e visioni privi di qualsiasi condizionamento”.

Qui, alcune poesie di Laura Solieri.

9“Per me la poesia – ci spiega ancora Laura – è un modo per dire tanto in poco, uno strumento immediato e istintivo per capire meglio le cose che mi stanno intorno e capire meglio me stessa. Una volta che ho fermato sulla carta il mio frammento di momento, interessante è il lavoro di limatura che segue questo processo, un lavoro di essenzialità e pulizia per potermi incontrare con il testo al netto della sua portata, della sua potenza e concentrarmi al meglio sul messaggio che voglio trasmettere”.

Qui alcuni brani di Alessandro Formigoni

“Nelle mie poesie – continua – racconto il mio frammento di umanità, la mia impronta in questo mondo, le piccole cose che fanno una giornata, la mia come può essere quella di tante altre persone. Si dice spesso che la poesia è un genere bistrattato ma se in tanti continuano a scriverla evidentemente è una manifestazione fisiologica dell’uomo. E in un tempo in cui si è sempre di fretta, in cui si legge sempre meno, penso che la brevità della poesia, la sua incisività vada incontro a questa sete di immediatezza che c’è in giro, riempiendola di contenuto, fermo restando che la poesia è un genere che va esplorato ed assaporato con lentezza e in silenzio, e la sua magia, almeno per me, sta nel suo invito spesso accattivante a fermarsi e andare oltre la consueta soglia delle parole”.

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“La mia ispirazione va a folate, come il vento, e nei giorni di grande vento è veramente bello lasciarsi scompigliare senza preoccuparsi del disordine che esso crea perché ci pensa la poesia a fare sintesi e a mettere ordine, ed è sempre una sorpresa ritrovarmi sul foglio in un modo che fino a quel momento non potevo prevedere.
La poesia è una confessione impegnativa, è accettare di liberarsi dell’armatura che indossiamo tutti, tutti i giorni, per affrontare la quotidianità, per mostrarsi a chi ti legge per quello che sei, che pensi, che senti: è una prova – e non sono di certo io la prima a dirlo – di solitudine”.

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