Appunti per comporre un disegno comune

Appunti per comporre un disegno comune

Per dare seguito alla prima Lettera alla città del nuovo Vescovo Erio Castellucci, il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari ha organizzato ieri un incontro dal titolo: “Uomo-donna: l’identità prima delle differenze. Messaggio di Erio alla città”. Hanno contribuito alla discussione, don Alberto Zironi, vicario episcopale per la Liturgia dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola e Laura Leonardi, presidente dell’Azione cattolica di Modena.

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Sulla scia di papa Francesco, l’arcivescovo di Modena Erio Castellucci parla piano ma chiaro. Dopo poco più di cinque mesi dalla sua entrata nella diocesi modenese, il suo messaggio alla città suscita riflessione e dibattito. “Continuiamo una nostra tradizione – ha detto Paolo Tomassone, presidente del Centro culturare Francesco Luigi Ferrari e moderatore dell’incontro – che questa volta nasce da una curiosità, prima di tutto, da cittadini. Viviamo in un’epoca velocissima, – ha continuato – bombardati di informazioni e schiacciati sul presente, siamo spettatori e giudici e la lettera di Erio Castellucci ci chiede una riflessione in profondità cui non siamo abituati”.

L’essere umano prima delle categorie: questo il titolo tutt’altro che neutro di un messaggio che parla di tessuto sociale, confronto tra le parti e che si chiude sui temi quanto mai attuali dell’immigrazione e delle unioni civili.

Monsignor Castellucci insieme a Papa Francesco. Fonte immagine: Diocesi di Forlì-Bertinoro
Monsignor Castellucci insieme a Papa Francesco. Fonte immagine: Diocesi di Forlì-Bertinoro

All’incontro di ieri sono intervenuti don Alberto Zironi, vicario episcopale, e Laura Leonardi, presidente di Azione Cattolica di Modena. Hanno riletto e analizzato la lettera, sollevando spunti di riflessione accolti da un pubblico partecipe. “Quello che colpisce di questo messaggio – ha commentato don Alberto Zironi – è il tono confidenziale e il desiderio di partecipare alla vita della città dopo appena pochi mesi dall’entrata di don Castellucci nella nostra diocesi”. Zironi ha sottolineato l’importanza dell’incisività e della coerenza che un cristiano deve presentare nel trattare i temi di cui Castellucci si è occupato nel suo messaggio: “con onestà e competenza bisogna chiedersi come comporre un disegno comune, tenendo conto di temi attuali come l’immigrazione e le unioni civili, che rimanga però cristiano”, ha detto. Ha concluso il suo intervento sul passo più commentato della lettera del Vescovo, che recita: “il sostantivo è più importante dell’aggettivo. Il sostantivo ‘essere umano’ è più importante delle sue specificazioni: cittadino o straniero, uomo o donna, cristiano o musulmano, bianco o nero, povero o ricco, sano o malato, nascituro o nato, giovane o vecchio, santo o peccatore. Se dimentichiamo questo principio, fondamento della civiltà occidentale nata anche con l’apporto del cristianesimo, retrocediamo anziché progredire”. “Impossibile non riconoscere in queste righe un richiamo all’Evangelii Gaudium – commenta don Alberto Zironi riferendosi alla prima esortazione apostolica di papa Francesco – quando parla dell’unità che prevale sul conflitto, della realtà che è più importante dell’idea e del tutto che è superiore alla parte”.

Un momento dell'incontro di ieri
Un momento dell’incontro di ieri

La presidente di Azione Cattolica di Modena, invece, ha evidenziato l’importanza del ruolo dei laici. “Quello che emerge dalla lettera di don Castellucci – ha detto – è che la Chiesa deve porsi in dialogo con la società ed essere al servizio di essa”. L’arcivescovo ha infatti dedicato un intero punto della sua lettera a questo scambio. “I laici – ha commentato la Leonardi – non presentano compiti pastorali specifici: la loro è una presenza nei luoghi della vita che passa attraverso la formazione e il dialogo con le necessità spirituali e psicologiche delle persone”.

I due interventi hanno suscitato un dibattito interessato e partecipe. Paolo Seghedoni, direttore del settimanale Nostro Tempo, ha sottolineato l’impossibilità di essere neutrali di fronte a un messaggio del genere: “è una lettera che ci chiede di intervenire, anche schierandoci”, ha detto. Don Alberto Zironi ha risposto con la necessità di un confronto serio e aperto: “quando si tratta di temi come l’immigrazione o le unioni civili – ha detto – il confronto è sempre diviso”. “Che si tratti di singole associazioni o di partiti che decidono le linee d’azione – ha sottolineato – il confronto avviene sempre tra persone che presentano una stessa opinione, e quando questo non avviene assistiamo a frenetici dibattiti televisivi giocati sullo slogan e sui tempi di battuta da rispettare”. “Lo stile del confronto è il primo passo verso il cambiamento necessario: – ha concluso – servirebbero tavole rotonde e dibattiti con pochi relatori e di opinioni diverse, si cresce anche e soprattutto confrontandosi con una posizione di partenza diversa dalla propria”.

Fonte immagine di copertina: Liberal Ideology.

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Nata a Genova, ma modenese da qualche anno dopo diversi pellegrinaggi. Laureata in Italianistica, è giornalista pubblicista e vive nel Regno Unito dove svolge un dottorato.

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