Al via i mondiali antirazzisti, il calcio povero che ci piace

Una tristissima coincidenza ha voluto che il calcio d’inizio della ventesima edizione dei mondiali antirazzisti a Castelfranco Emilia si sovrapponesse all’assassinio di matrice razzista di un nigeriano di 36 anni, Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo, ammazzato di botte nella giornata di martedì a Fermo, nelle Marche. Namdi e la compagna Chinyery erano arrivati al seminario vescovile della città lo scorso settembre, in fuga dalla Nigeria dopo l’assalto dei terroristi di Boko Haram a una chiesa nella quale erano morti i genitori della coppia e una figlia. Arrivando nella “civile” Italia, pensavano di essersi lasciati per sempre alle spalle il peggio che la vita potesse offrire loro, e invece Emmanuel ha trovato proprio qui la morte a cui era scampato in Nigeria. Tutto per aver tentato di difendere la compagna dagli insulti di due residenti che, durante una passeggiata, hanno iniziato a apostrofarla definendola una “scimmia”, un appellativo razzista nei confronti di persone di colore che vanta precedenti “illustri” – si fa per dire – addirittura nelle aule del parlamento italiano. Una tragedia che conferisce un valore particolare all’ormai tradizionale appuntamento organizzato dall’Unione Italia Sport per tutti – UISP – con l’obiettivo di combattere ogni forma di discriminazione attraverso lo sport, la musica e la cultura. Evidentemente, un obiettivo ancora lontano da raggiungere per questo Paese…

Il calcio d’inizio dei Mondiali Antirazzisti 2016 è previsto per oggi 7 luglio, alle ore 15, con l’avvio delle partite nei 20 campi da gioco ricavati all’interno del parco di Bosco Albergati. Da quel momento in poi si alterneranno partite non-stop di calcio e non solo, dal mattino al tramonto. Sino al pomeriggio di sabato 9 luglio, con la disputa delle finali che si giocheranno ai calci di rigore. Ci saranno tante storie e tante squadre diverse – ben 184 in tutto – che parlano di integrazione e impegno sociale: si va dai Sahara Saharawi, che fin dalle prime edizioni giocano per l’indipendenza del proprio popolo, ai Diavoli Rossi, formazione composta da pazienti psichiatrici, familiari e volontari, passando per la rappresentativa dell’Associazione Italiana Calciatori.

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La nuova edizione è stata tenuta a battesimo dal portavoce di Amnesty International Riccardo Noury che, insieme all’ideatore della manifestazione Carlo Balestri e all’Assessora di Castelfranco Emilia Valentina Graziosi ha dato ufficialmente il via ieri alla ventesima edizione dei Mondiali per dire “no alle discriminazioni” e ribadire con forza la volontà di ottenere “verità per Giulio Regeni”, il giovane ricercatore italiano sequestrato e ucciso al Cairo in condizioni ancora da chiarire. In In memoria di Regeni, una squadra del torneo di calcio dei Mondiali scenderà in campo con una maglia-manifesto dedicata proprio a lui dedicata. Durante il momento dell’inaugurazione avvenuto nella Piazza Antirazzista e Antisessista, circondato dai bambini dei centri estivi, Riccardo Noury ha fatto sapere che: “La famiglia di Giulio è felice di vedere associata la campagna in suo nome a una manifestazione come i Mondiali Antirazzisti, dove ci si batte con forza, seppur in modo pacifico e gioioso, per dei valori non ancora del tutto raggiunti, ma per i quali è importante schierarsi, esattamente come per il caso di Giulio Regeni, il cui omicidio rimane ancora privo di verità”.

“Uno dei filoni di questa edizione – ha spiegato in apertura Carlo Balestri – è la giustizia intesa come verità sociale, un obiettivo difficile da raggiungere ma per il quale vale la pena spendersi in onore dei mille Giulio Regeni che ci sono al mondo e nei confronti dei quali nutriamo tutti un debito a cui far fede”.

Le immagini pubblicate si riferiscono all’edizione 2015 dei Mondiali. Fonte: UISP.

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