Al via i mondiali antirazzisti, il calcio povero che ci piace

Al via i mondiali antirazzisti, il calcio povero che ci piace

Calcio d'inizio oggi a Castelfranco Emilia, per la ventesima edizione dei Mondiali Antirazzisti che vedrà confrontarsi sui campi di Bosco Albergati 184 squadre. L'inizio della manifestazione, nata per combattere ogni forma di discriminazione, quest'anno coincide col brutale assassinio di matrice razzista di un giovane richiedente asilo nigeriano, massacrato a Fermo per aver tentato di difendere la sua compagna dagli insulti di due italiani. La kermesse ricorda anche Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge ucciso in Egitto lo scorso gennaio.

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Una tristissima coincidenza ha voluto che il calcio d’inizio della ventesima edizione dei mondiali antirazzisti a Castelfranco Emilia si sovrapponesse all’assassinio di matrice razzista di un nigeriano di 36 anni, Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo, ammazzato di botte nella giornata di martedì a Fermo, nelle Marche. Namdi e la compagna Chinyery erano arrivati al seminario vescovile della città lo scorso settembre, in fuga dalla Nigeria dopo l’assalto dei terroristi di Boko Haram a una chiesa nella quale erano morti i genitori della coppia e una figlia. Arrivando nella “civile” Italia, pensavano di essersi lasciati per sempre alle spalle il peggio che la vita potesse offrire loro, e invece Emmanuel ha trovato proprio qui la morte a cui era scampato in Nigeria. Tutto per aver tentato di difendere la compagna dagli insulti di due residenti che, durante una passeggiata, hanno iniziato a apostrofarla definendola una “scimmia”, un appellativo razzista nei confronti di persone di colore che vanta precedenti “illustri” – si fa per dire – addirittura nelle aule del parlamento italiano. Una tragedia che conferisce un valore particolare all’ormai tradizionale appuntamento organizzato dall’Unione Italia Sport per tutti – UISP – con l’obiettivo di combattere ogni forma di discriminazione attraverso lo sport, la musica e la cultura. Evidentemente, un obiettivo ancora lontano da raggiungere per questo Paese…

Il calcio d’inizio dei Mondiali Antirazzisti 2016 è previsto per oggi 7 luglio, alle ore 15, con l’avvio delle partite nei 20 campi da gioco ricavati all’interno del parco di Bosco Albergati. Da quel momento in poi si alterneranno partite non-stop di calcio e non solo, dal mattino al tramonto. Sino al pomeriggio di sabato 9 luglio, con la disputa delle finali che si giocheranno ai calci di rigore. Ci saranno tante storie e tante squadre diverse – ben 184 in tutto – che parlano di integrazione e impegno sociale: si va dai Sahara Saharawi, che fin dalle prime edizioni giocano per l’indipendenza del proprio popolo, ai Diavoli Rossi, formazione composta da pazienti psichiatrici, familiari e volontari, passando per la rappresentativa dell’Associazione Italiana Calciatori.

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La nuova edizione è stata tenuta a battesimo dal portavoce di Amnesty International Riccardo Noury che, insieme all’ideatore della manifestazione Carlo Balestri e all’Assessora di Castelfranco Emilia Valentina Graziosi ha dato ufficialmente il via ieri alla ventesima edizione dei Mondiali per dire “no alle discriminazioni” e ribadire con forza la volontà di ottenere “verità per Giulio Regeni”, il giovane ricercatore italiano sequestrato e ucciso al Cairo in condizioni ancora da chiarire. In In memoria di Regeni, una squadra del torneo di calcio dei Mondiali scenderà in campo con una maglia-manifesto dedicata proprio a lui dedicata. Durante il momento dell’inaugurazione avvenuto nella Piazza Antirazzista e Antisessista, circondato dai bambini dei centri estivi, Riccardo Noury ha fatto sapere che: “La famiglia di Giulio è felice di vedere associata la campagna in suo nome a una manifestazione come i Mondiali Antirazzisti, dove ci si batte con forza, seppur in modo pacifico e gioioso, per dei valori non ancora del tutto raggiunti, ma per i quali è importante schierarsi, esattamente come per il caso di Giulio Regeni, il cui omicidio rimane ancora privo di verità”.

“Uno dei filoni di questa edizione – ha spiegato in apertura Carlo Balestri – è la giustizia intesa come verità sociale, un obiettivo difficile da raggiungere ma per il quale vale la pena spendersi in onore dei mille Giulio Regeni che ci sono al mondo e nei confronti dei quali nutriamo tutti un debito a cui far fede”.

Le immagini pubblicate si riferiscono all’edizione 2015 dei Mondiali. Fonte: UISP.

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