Tre anni dopo, è ancora Natale per l’Emilia

Accade spesso che di fronte a un evento tragico scatti in tutti noi il meccanismo della solidarietà. A volte anche con una partecipazione commovente per qualità e quantità. E’ molto più raro invece che, a emergenza archiviata, si continui a fornire sostegno a persone e territori che invece hanno bisogno di anni per riprendersi dai danni. E’ il caso del sisma che ha sconvolto la bassa emiliana il 20 maggio di tre anni fa.

Mercoledì scorso, alla vigilia di quel drammatico anniversario,  le cooperative sociali Eortè di Soliera, Oltremare di Modena e Vagamondi di Formigine, insieme alle associazioni La Festa e Venite alla Festa, promotori di “Natale per l’Emilia”- iniziativa nata nata dopo il terremoto 2012 da tre cooperative sociali aderenti a Confcooperative Modena e due associazioni per aiutare i produttori della Bassa Modenese danneggiati dalle scosse – hanno consegnato un assegno di 1.850 euro al sindaco di Bomporto Alberto Borghi. Si tratta di una parte del ricavato delle ultime vendite di “prodotti di origine terremotata” donata al Comune di Bomporto – per altro, uno dei più colpiti anche dall’alluvione del gennaio 2014 – che verrà utilizzata per l’acquisto di materiale e attrezzature per la Protezione civile.

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Con l’iniziativa “Natale per l’Emilia”, in tre anni sono state vendute 12.669 ceste natalizie con prodotti quali il lambrusco,il Parmigiano Reggiano, l’aceto balsamico tradizionale e specialità dolciarie del commercio equosolidale. Tutti prodotti nati o confezionati nelle zone del cratere sismico. Le ceste “Natale per l’Emilia” sono state acquistate da famiglie, singole persone e soprattutto aziende in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Lazio e Piemonte.

In questi tre anni “Natale per l’Emilia” ha portato lavoro nei territori colpiti dal sisma (sono state coinvolte nel progetto dieci persone, di cui cinque svantaggiate, e quindici volontari impegnati da ottobre a dicembre), ha fatto viaggiare in Italia e all’estero i prodotti tipici di tredici tra aziende agricole e cooperative danneggiate dal terremoto, ha diffuso la cultura dei consumi “chilometri zero” e del commercio equosolidale.

“Natale per l’Emilia”, che dal 2012 a oggi ha fatturato oltre 500 mila euro ed è diventato un marchio che è stato depositato, è un’iniziativa che prosegue oltre l’emergenza terremoto. «L’esperienza è positiva perché – spiega Vittorio Reggiani, presidente della cooperativa sociale Oltremare – si è dimostrato un ottimo volano per sostenere l’economia locale, in particolare quella sociale, e il territorio. I prodotti di “Natale per l’Emilia”, di ottima qualità, a filiera corta e garantiti, continuano, infatti, a incontrare il favore del pubblico».

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