Un drago elettrico per la terra dei motori

Un drago elettrico per la terra dei motori

Per il motore a scoppio si profila ormai un lento viale del tramonto: il futuro dell'automobile sarà elettrico. A esserne convinto è il modenese Dario Calzavara che da pochi mesi ha fondato un'azienda per produrre, sulla scia della tradizione propria della terra dei motori, delle supercar. Roba da minimo 400 cavalli e 300 km/h, ma elettriche. Per un piccolo imprenditore come lui, la strada è tutta in salita ma, come diceva Enzo Ferrari, "la macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita".

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Pare che a Modena siano già tre le Tesla immatricolate. Di cui una da un tassista, primo in Italia a consentire ai propri clienti di vivere l’esperienza di farsi un giro su quest’auto a propulsione integralmente elettrica. Per i profani di auto & motori, Tesla è un’azienda americana che produce un veicolo elettrico ad alte prestazioni con l’ambizione di conquistare il mercato di massa. Insomma, di arrivare un giorno a rottamare tutto l’immenso parco macchine alimentate a benzina, gasolio e combustibili vari. Nei primi mesi del 2015 Tesla ha piazzato sul mercato mondiale 21.537 il suo “Model S”, una berlina cinque posti con un’autonomia di circa 250/300 km e una velocità massima di 225 km/h. Un incremento di vendite del 52% rispetto allo stesso periodo del 2014 nonostante il costo necessariamente ancora parecchio elevato: tra gli 80 e i 120 mila euro in Italia, a seconda della configurazione. Siamo ancora lontani da numeri (e prezzi) “di massa”, ma certo l’azienda californiana sta dando una bella spinta alla crescita di un prodotto al quale, per altro, stanno lavorando da un pezzo tutte le più grandi case automobilistiche del pianeta. Fiat compresa, nonostante fino a ieri Sergio Marchionne si sia rifiutato di riconoscere che il futuro sarà elettrico.

Tesla Model S
Tesla Model S

Dal cellulare all’automobile

«A sparigliare le carte rispetto al passato anche recente – ci spiega Dario Calzavara, titolare di “Terra Modena Mechatronic” srl – è che oggi gli enormi investimenti sulle batterie dei cellulari hanno permesso alla tecnologia di evolversi enormemente e in tempi rapidissimi: sistemi di ricarica di qualche mese fa non hanno già più niente a che fare con quello che si produce adesso. Ecco, tutto questo ora è a disposizione delle batterie per automobili». Batterie che, da sempre, sono il grande il problema per una vera esplosione sul mercato dell’auto elettrica: per la scarsa autonomia e per i tempi lunghi di ricarica. Ma appunto, l’evoluzione viaggia alla velocità della luce. Proprio a Modena (sud) è disponibile uno dei sei Tesla Supercharger – i caricatori gratuiti – presenti in Italia. Tempi di attesa per “fare il pieno”: una mezz’ora. Una tempistica ormai non troppo distante da quella necessaria per il rifornimento di un motore termico. Insomma, nonostante le perplessità di Marchionne, la rivoluzione che cambierà il nostro modo di viaggiare è già in fase avanzata, più di quel che appaia a un occhio disattento. Elon Musk, miliardario di origine sudafricana cofondatore di PayPal e proprietario di Tesla, è convinto che il futuro sia vicino, vicinissimo, e si dice sicuro che già dal 2017 la sua Tesla diventerà appetibile, come prezzo e prestazioni, anche per il grande pubblico.

Metti una tigre (elettrica) nel motore

Se davvero nei prossimi anni assisteremo a una rivoluzione nell’industria dell’automobile, riuscirà Modena a rivisitare in chiave elettrica una tradizione ormai centenaria che ha prodotto gioielli conosciuti in tutto il mondo come Ferrari e Maserati? Per ora, quello che ci sta lavorando più seriamente è un modenese d’adozione, Dario Calzavara: un passato come team manager in Ferrari Formula 1 e come dirigente del settore “Ricerca e sviluppo” in Pirelli, un presente come titolare di una trading company in Cina che si occupa di importazione di vino italiano, un futuro affidato a un sogno sul quale sta investendo enormi risorse, finanziarie e personali. Nel febbraio di quest’anno ha fondato la “Terra Modena Mechatronic”, una start up che, dopo aver sviluppato un prototipo di una monoposto da competizione a propulsione elettrica, oggi sta puntando alla realizzazione di una vettura da competizione omologabile su strada. Una GT insomma, un’automobile con prestazioni elevate ma da quattro posti. Destinata non solo a chi ama il brivido della velocità da consumare in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2 secondi, ma adatta anche a lunghe – e tranquille – percorrenze.

TM01
Terra Modena M34

Guidare un’auto elettrica è un’esperienza unica

Un uomo solo contro colossi come le tedesche o le asiatiche che sono già avanti nella progettazione di vetture di alta fascia? «In realtà – ci spiega – a livello di grandi produttori ormai l’auto elettrica è pensata come vettura da città. Io invece sto puntando su un settore di nicchia, quello delle supercar, semplicemente perché a coprirlo non c’è ancora nessuno. Per questo ho già depositato tutta una serie di brevetti. Inoltre non sono solo, con me c’è una squadra di giovani ingegneri, non solo italiani, consumati dalla stessa passione. Detto questo, so che l’impresa è di quelle da far tremare i polsi, ma nessuno mi vieta di coltivare il mio sogno. Quello che l’Italia, che Modena, culla di tutto ciò che ci invidiano all’estero, tornino ad essere anche nel ventunesimo secolo degni di questa fama. Negli ultimi dieci anni non ho visto grandi cose, né qui né in tutto il resto d’Italia. Noi abbiamo una grande storia, siamo un paese straordinario, dobbiamo essere degni di questa tradizione. Le nuove tecnologie cambieranno la maniera di muoversi: se si prova a guidare un’auto elettrica non si torna più indietro. Per la silenziosità, la flessibilità della guida, la morbidezza: cambia la percezione che abbiamo del nostro modo di guidare. Col grande vantaggio che al motore elettrico non serve manutenzione, è come quello di un frigorifero o una lavatrice: non lo tocchi mai finché continua a funzionare. Il futuro è tutto suo. Il motore termico invece, è alla vigilia della fine. Il nostro paese è stato in retroguardia sull’argomento fino ad ora, bisogna fare un’accelerazione. E io sono convinto che a riguardo Modena abbia molto da dire».

Leggi anche: Siamo nel 2015 e ancora non abbiamo combinato niente.

Lo vedremo. Ce lo auguriamo. Nell’attesa, Calzavara si porta avanti col lavoro. Anche se la sua è un’azienda virtuale, senza una sede fisica e men che meno uno stabilimento. Una start up fondata tutta sul know how, i brevetti depositati – “noi siamo gli unici al mondo a possedere brevetti per auto elettrica da corsa” – e il prototipo di monoposto già realizzato che verrà presentato sabato 26 settembre a Modena Fiere nel corso della terza edizione di Motor Gallery collateralmente a un evento in cui Calzavara, insieme a Gianpalo Dallara titolare dell’omonima casa automobilistica parmense e all’ingegner Mauro Forghieri, parlerà di “futuro, tra Racing elettrico e mobilità ecosostenibile”.

Prototipo della Terra Modena Formula 1 Super Green
Prototipo della Terra Modena Formula 1 Super Green

Dalla California a Modena

«Il mio compito nell’azienda – spiega Calzavara – è quello del “facilitatore”. Registro i brevetti, creo contatti, cerco fornitori e finanziatori, soprattutto all’estero perché in Italia è sempre più difficile fare impresa, avere accesso al credito o trovare semplicemente qualcuno che creda e investa in una start up come la mia. Anche se non mi occupo direttamente delle questioni strettamente tecniche che lascio ai bravissimi giovani ingegneri che condividono il mio stesso sogno, viaggio continuamente per vedere quel che c’è in giro, per tenermi aggiornato sull’evoluzione della componentistica che, come dicevo, nel caso delle batterie è velocissima. Ho visitato lo stabilimento della Tesla in California, sono stato in Cina e Corea dove si producono le batterie, nelle due università che negli Stati Uniti si occupano espressamente della questione auto elettrica: quella di Greenville in North Carolina e la Ohio University. Anche se può sembrare un paradosso rispetto a una sfida di questa portata, oggi essere piccoli e flessibili è un vantaggio. Non devo ammortizzare grandi investimenti per tecnologie che dopo sei mesi sono già obsolete. In un anno cambia tutto».

Perfino le sette sorelle immaginano un futuro lontano dal petrolio

Dario Calzavara
Dario Calzavara

«Vi sono ragioni ambientali, geopolitiche, che rendono ineludibile il passaggio all’elettrico – prosegue – anche se il tipo di mobilità attuale è solo uno dei fattori che incidono sul riscaldamento globale. Tempo un paio d’anni l’elettrico diventerà un’ondata inarrestabile. Anche perché, contrariamente a quanto può essere accaduto in passato, sono proprio le cosiddette “sette sorelle”, le grandi compagnie petrolifere, e i paesi arabi a finanziare la ricerca nel settore. Anche loro hanno capito da che parte sta tirando il vento. Sono convinto che entro 15 anni le auto elettriche saranno un prodotto di massa alla portata di tutti. Se gli altri sono già avanti, è ora che anche in Italia si recuperi terreno. Io ho grande rispetto per Marchionne e sono un suo tifoso: ha tirato su due aziende in crisi e le ha fatte tornare competitive. Però con le sue perplessità nei confronti dell’elettrico ha spento il dibattito nel nostro Paese. E’ ora di invertire la rotta».

Sarà lui, quindi, l’Enzo Ferrari del terzo millennio? Alla domanda non può che scappargli un sorriso: «Ma no, neanche per scherzo ci si paragona a una simile leggenda. Se proprio devo trovare qualcuno che oggi ricordi lontanamente il Drake, mi viene in mente solo Elon Musk, un sognatore che ci crede davvero nella necessità di innovare il mondo dell’automobile. Io voglio solo ritagliarmi una fetta di quel futuro. Per me, per Modena e per il mio Paese».

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Giornalista e videomaker, ho realizzato diversi documentari, reportage e inchieste. Il mio blog personale: dalomb

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