Sorpresa! La terza età va di moda

Proprio ieri qui a Milano si è conclusa la settimana della moda uomo. In location incredibili sparse per tutta la città sono state presentate le collezioni Spring/Summer 2016 dei principali brand internazionali. Uno dopo l’altro, li abbiamo visti presentare le loro proposte con tendenze e codici colore che, volente o nolente, nei prossimi mesi non potremo non considerare. Mentre sulle passerelle i ragazzi calcavano la scena, le strade della città si sono colorate dei look estremi dei vari appassionati, blogger e addetti ai lavori. Calzoncini corti, pellicce per uomo e fantasie a scacchi: sempre uno spettacolo che non lascia delusi. Ma voler banalizzare questi tipi di eventi non è cosa giusta. Come ci insegna la leggendaria Miranda, temibile boss del magazine Runaway nel film “Il diavolo veste Prada”, questi codici che ora possiamo a malapena decriptare influenzeranno lo stile di consumo e le nostre preferenze negli anni a venire. Il suo monologo sul color ceruleo è considerato un must della cultura post-moderna (qui il link per chi ha voglia di riassaporarlo.. ah!).

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Tornando alle collezioni, le voci più autorevoli in campo dicono che non si è trattato di una fashion week rivoluzionaria, ma che gli stilisti hanno preferito giocare in casa, “largely bolstering the codes of their respective labels without adding much to the overall fashion debate”, citando la testata londinese “Business of Fashion“. Se sul piano del design non ci sono novità trascendentali da menzionare, non possiamo certo dire che sia lo stesso sul piano dell’immagine. Sulle passerelle di Dolce & Gabbana, infatti, abbiamo visto comparire modelli per così dire “in età”, non meno affascinanti o magnetici, se vogliamo, ma sicuramente meno giovani. Allo stesso tempo, le campagne pubblicitarie del settore fashion di questa stagione sono ricche di esempi in cui, al posto della giovane e tonica modella, si sceglie di avere come testimonial una rugosa e pungente vecchietta. Si pensi che nella Top10 delle campagne pubblicitarie della stagione in ambito fashion, ben 3 hanno come protagonista persone anziane, e altre 2 ritraggono donne iconiche ma sopra ai 50 anni. Questo turning point ha trovato la sua massima esplosione nei social network, dove si sono registrati numeri inauditi in termini di risonanza mediatica.

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Tra le campagne campionesse di like troviamo quella di Céline, che il 6 gennaio ha rilasciato sul web un’immagine della leggendaria scrittrice americana Joan Didion che indossa griffati occhiali neri oversize. Il suo sorrisino beffardo ha letteralmente stregato il web, in barba ai tanti glutei sodi che, per dirla in modenese, sono sempre e comunque un bell’andare! Saint Laurent ha invece scelto l’icona anni ’70 della musica folk Joni Mitchell. E al primo posto nella Top10 di Business of Fashion troviamo proprio la mia preferita, la campagna di D&G, con 3 rezdore sicule in primo piano che si dedicano al gossip di paese. Non mancano i video di back stage dove Domenico Dolce, nell’accomodare il vestito di una delle anziane signore per uno scatto, dice a Stefano Gabbana “Passami un rosario!”, con pronta risposta della sciura “Ne ho io uno nella borsetta!”. Insomma, le nonne sono fantastiche e dolcissime, saremo anche tutti fashion victim ma la famigghia è la famigghia!

Ritorno ai valori primari o strategia mediatica? Giudicate voi, a me piace così.

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