Siamo nel 2015 e ancora non abbiamo combinato niente

Siamo nel 2015 e ancora non abbiamo combinato niente

Domani si apre la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, iniziativa promossa dalla Commissione europea alla quale aderisce anche il Comune di Modena con una serie di iniziative che hanno l'obiettivo di stimolare i cittadini a usare mezzi di trasporto alternativi all'automobile. Ma finché al cittadino non verranno fornite reali alternative all'auto privata - semplici, economiche e funzionali - la mobilità sostenibile non prenderà mai veramente piede.

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Mancano solo sette anni al 2022. Data in cui è ambientato il bel film di fantascienza del 1973 di Richard Fleischer “2022: i sopravvissuti” in cui si immagina un pianeta devastato dall’inquinamento in cui gli umani sono vittime del clima torrido di un’estate che dura tutto l’anno. Ipotesi nemmeno troppo fantascientifica, almeno a quanto scriveva ieri la BBC riportando i risultati di una ricerca dell’Ufficio meteorologico britannico.

Ma mentre altrove vengono progettate futuristiche città ecosostenibili, a emissioni zero, con tanto di mezzi senza autista ed edifici con torri del vento al posto dei condizionatori, dalle nostre parti dobbiamo fare i conti con la realtà e nel nostro piccolo capire come rendere ecosostenibile una cosa che, per definizione, non lo è: ovvero una città.

Come rendere ecosostenibile un agglomerato urbano che mette insieme industrie, migliaia di impianti termici e centinaia di migliaia di automobili? Questa è una delle più grandi sfide del presente, se vogliamo continuare a vivere in città che non assomiglino a Pechino. Ma qual è la soluzione?

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La città.

In realtà, su questo ormai sono tutti d’accordo, non esiste una soluzione – a meno che non capiti come in certi film di fantascienza in cui arrivano gli alieni a risolvere il problema e/o a distruggere l’umanità – ma un insieme di piccole soluzioni. Che, messe insieme, dovrebbero contribuire a salvare il pianeta o quantomeno a lasciarlo come l’abbiamo trovato alle generazioni future. O, più realisticamente, non peggio.

Quello della mobilità è uno dei temi più importanti in tema di ecosostenibilità urbana e sarà al centro della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (dal 16 al 22 settembre), iniziativa promossa dalla Commissione europea alla quale aderisce anche il Comune di Modena. Come? Con una serie di iniziative che hanno l’obiettivo di stimolare i cittadini a usare mezzi di trasporto alternativi all’automobile.

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Fiat 600, prati verdi, famiglie che saltano gioiose. Ancora non sapevano.

Diminuire il traffico di auto private non serve solo a ridurre l’inquinamento atmosferico, anche perché, come già spiegato più volte, il traffico influisce solo in parte e di certo non ha senso fermare le auto per uno o due giorni all’anno. I vantaggi di portare il nostro stile di vita da quello auto-dipendente (diffuso dagli anni del boom economico in poi) a uno stile ecosostenibile, sono anche altri: ad esempio ridurre l’inquinamento acustico e la congestione stradale.

Un fenomeno, quest’ultimo, molto sentito e allo stesso tempo molto sottovalutato, che porta con sè tutta una serie di conseguenze negative sul benessere psicofisico dei cittadini. Vi sembra esagerato? In realtà ci siamo così abituati a stare in coda imbottigliati nel traffico che la vediamo come una cosa normale, quasi naturale, come la pioggia o il vento. Ma non lo è affatto e ogni volta dovremmo sentirci stupidi.

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Euforia anni ’60.

Su Wikipedia vengono elencati una serie di impatti negativi della congestione stradale, cose apparentemente ovvie ma che spesso sfuggono all’automobilista che, mentre inveisce e suona il clacson e se la prende con tutti gli altri automobilisti, si dimentica che anche lui, in quel momento, è parte del traffico.

Ecco alcuni degli impatti negativi delle troppe auto nelle strade:

  • perdita di tempo (“costo opportunità”), che comporta perdita di produzione e quindi di valore economico;
  • ritardi e disguidi;
  • impossibilità di previsione del tempo di viaggio;
  • consumo aggiuntivo di carburante e conseguenti emissioni;
  • stress sui veicoli e sui conducenti;
  • ritardi nei mezzi impegnati in emergenze;
  • calo dell’efficienza dei mezzi pubblici (autobus, scuolabus, taxi, ncc, ect).

Soluzione? Ancora una volta non una, ma tante. Non a caso lo slogan della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile del 2015 è “Choose. Change. Combine”. Ovvero Scegli, Cambia e soprattutto Combina. Quest’ultimo termine è un invito a combinare i diversi mezzi di trasporto alternativi. Quindi non una soluzione, ma tante, tutte insieme.

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Combinare combinare combinare.

Ogni città – lentamente ma sta accadendo – offre ai propri cittadini una gamma di opzioni: muoversi a piedi, piste ciclabili per le biciclette, car sharing, mezzi di trasporto pubblici e così via. Dunque, sempre in attesa del salvifico intervento alieno, il futuro dovrebbe essere quello di una mobilità fluida, per così dire, adattabile a seconda delle necessità. Bel tempo? Prendo la bici. Non ho fretta? Vado a piedi. E’ lontano? Prendo il bus. E’ molto lontano o devo trasportare qualcosa? Car sharing. E così via.

Parliamo di “futuro” perché – basta guardarsi intorno – è chiaro che il presente è ancora lontano dal “Choose. Change. Combine”. Buona parte della popolazione già vive così – e in particolare in una regione come l’Emilia-Romagna, dove è tradizionalmente molto diffuso l’utilizzo delle biciclette – ma è altrettanto vero che il resto vive praticamente dentro la propria automobile, che usa anche per piccoli tragitti.

Questo è come immaginano il futuro alcuni grafici.
Questo è come immaginano il futuro alcuni grafici.

Il punto fondamentale però è che la scelta ecosostenibile non può essere solo individuale: le amministrazioni devono fare il possibile per rendere semplici le alternative, per far sì che le scelte che contribuiscono al benessere generale della comunità non risultino faticose per il singolo cittadino. Come ad esempio avviene anche con la raccolta differenziata. Finché al cittadino non vengono fornite reali alternative all’automobile privata – semplici, economiche e funzionali – la mobilità sostenibile non prenderà mai veramente piede.

Questa immagine animata rende molto bene l’idea della congestione stradale e fa capire anche quanto spazio si possa risparmiare con i mezzi di trasporto alternativi:

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Meditare.

Utilizzare meno l’automobile, oltre all’effetto positivo di svuotare le strade dalle macchine e ridurre – in parte, ricordiamo – l’inquinamento, comporta anche un vantaggio economico per i cittadini e un maggiore benessere fisico.

Per questo motivo molte delle iniziative previste a Modena hanno a che fare con l’attività fisica. Inoltre, durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, sarà presentato il nuovo Piano della Mobilità ciclabile, il Piano di Car Sharing Elettrico Metrominuto, una mappa che mostra come, da piazza Grande, le parti principali della città siano raggiungibili in mezz’ora o meno. Nella mappa sono indicati i tempi di percorrenza da un punto all’altro.

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Metrominuto Modena

Sullo stesso tema vedi anche:

In copertina: Piazza Grande nei prima anni ’60 quando veniva usata per parcheggiare l’auto in centro. Qui l’immagine originale

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Nato a Oristano nel 1984. Scrive, fa video e cammina molto. Trova Modena più interessante di Bologna.

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