Riordino enti locali: sfide e opportunità per una ri-costituzione dell’Emilia-Romagna

Il riordino istituzionale e delle funzioni locali, come previsto della Legge 56 (la Legge Delrio approvata lo scorso anno) è un appuntamento storico per il nostro paese, un passo molto importante da realizzare con ponderazione perché da questo può dipendere per molti anni il futuro concreto di territori, cittadini e imprese. Il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, dopo essersi confrontato con esperti, amministratori locali e forze sociali, ha elaborato una serie di riflessioni come contributo al percorso normativo che a breve la Regione Emilia-Romagna dovrà compiere il materia. Il documento verrà presentato oggi, lunedì 4 maggio 2015 alle ore 18 a Palazzo Europa (via Emilia Ovest 101 a Modena) in occasione di un convegno a cui parteciperanno Salvatore Vassallo, docente di Scienza politica all’università di Bologna, e Emma Petitti, assessore al Bilancio e riordino istituzionale della Regione Emilia-Romagna. L’incontro – il primo di una serie sul tema della “ri-costituzione dell’Emilia-Romagna” – è aperto a tutta la cittadinanza.

«Questo percorso di riforme avviato a livello nazionale, che comporta un riordino istituzionale e delle funzioni locali, costituisce certamente un’opportunità ma anche una responsabilità rilevante per semplificare la pubblica amministrazione, eliminare frammentazioni e sovrapposizioni nelle competenze, ridurre i costi delle numerose strutture – ha spiegato il presidente del Centro culturale F.L. Ferrari, Paolo Tomassone –. Sarà un’occasione importante per saldare al meglio il mandato democratico con i diversi livelli decisionali e gestionale delle amministrazioni, per dare loro forza e legittimazione. Se da un lato è necessario procedere in modo rapido, è anche indispensabile non trascurare il confronto sui territori, con i vertici delle province, con i comuni e le forze sociali, con chi quotidianamente si trova a dover prendere decisioni, per esempio, sulla sicurezza e la salute dei cittadini, per la salvaguardia del territorio o per la formazione delle persone e dei lavoratori».

Il Centro Ferrari ha invitato, tra febbraio e marzo 2015, diversi amministratori locali e rappresentanti di enti e associazioni coinvolti in questo processo di ammodernamento. Da questo confronto sono nate riflessioni di indirizzo, sintetizzate nel documento, per arrivare ad avere un’architettura chiara e coerente sulle competenze e le funzioni dei vari enti: quelli a elezione popolare diretta (Comuni, fusioni di Comuni e Regione) e quelli di coordinamento e concertazione che non rispondono direttamente ai cittadini (Unioni di comuni, Provincie e aree vaste).

«Come ci è stato testimoniato durante i laboratori e i focus – ha aggiunto il presidente –, il rischio di generare difficoltà al sistema delle autonomie, già così duramente provato negli ultimi anni, è molto alto. Vogliamo quindi consegnare questo documento a chi, in Regione, è chiamato a completare il percorso normativo che non può essere portato avanti solo da un gruppo tecnico ristretto».

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