Reato di omicidio stradale, cosa prevede il nuovo disegno di Legge

“Erano le 5 del mattino del 18 di Luglio 1998, uno dei miei primi servizi, purtroppo ricordo come fosse ieri le profonde e devastanti sensazioni che ho provato” – così racconta Matteo, un operatore della squadra mobile – “suonai il campanello di quella piccola villetta, ricordo il giardino curato, sul prato un pallone da calcio ed in lontananza si scorgeva una piccola altalena. Dovetti suonare ancora ed ancora perché nessuno mi rispondeva, eppure avevo visto accendersi le luci al piano terra, ero certo che in casa ci fosse qualcuno. Non capivo. Poi un mio collega anziano posandomi una mano sulla spalla mi sussurrò che purtroppo capita spesso che i genitori quando ci vedono arrivare a quest’ora, hanno già compreso…sono come impietriti, non trovano la forza per ricevere la terribile notizia che portiamo. Il mio collega aveva ragione, purtroppo eravamo davanti al cancello della loro casa per comunicargli l’avvenuto decesso dei loro due figli investiti da un pirata della strada, mentre passeggiavano sul lungo mare”.

È notizia di questi giorni che la Camera ha approvato il Disegno di Legge sul reato di Omicidio Stradale e Lesioni Personali Stradali. Obiettivo, imprimere una svolta epocale nel trattamento delle morti e delle lesioni per incidente stradale. Arresto, pene severissime e revoca della patente fino a trent’anni. Riccardo Nencini, Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, è deciso a portare a termine tutto l’iter legislativo affinché entro fine dell’anno la nuova Legge possa essere operativa e ci si avvii verso una rivoluzione reale del Codice della Strada. Il tema è più che mai da sviscerare e comprendere, per studiare interventi. Diverse Associazioni di familiari di vittime della strada hanno manifestato il 26 ottobre 2015 a Piazza Montecitorio, per sollecitare i deputati ad accogliere le richieste avanzate in questi anni ed inserirle nei loro emendamenti.

Photo credit: WATCH OUT > via photopin (license)
Photo credit: WATCH OUT <> via photopin (license)

Quello che da più parti viene chiesto sono, pene certe e severe da espiare per tutti quei comportamenti di guida irresponsabile temeraria, o peggio, in stato di alterazione psicofisica da sostanze alcooliche e stupefacenti che causano morti e/o lesioni gravissime. Il concetto è ben definito, chi sulla strada trasgredisce consapevolmente le norme e toglie agli altri la vita e la salute, non può restare impunito.

Il confronto e le sollecitazioni della società civile stanno determinando riflessioni, miglioramenti e modifiche nella stesura della Legge. Nella versione iniziale era previsto l’arresto in flagranza di reato in ogni occasione di omicidio stradale, mentre era facoltativo in caso di lesioni personali stradali. Oggi il testo di legge prevede l’arresto in flagranza di reato solo per i casi di omicidio stradale più gravi, per i quali sarà prevista una pena dagli 8 ai 12 anni di reclusione. Proprio su questo punto alcune associazioni di familiari e vittime si sono dette contrariate, non hanno compreso il senso di questa modifica, trattandosi di omicidio, si aspettavano che l’arresto fosse obbligatorio in tutti i casi. Altre richieste che da anni vengono rivolte alle Istituzioni che legiferano sul Codice della Strada, sono l’inserimento dell’aggravante per distrazione da guida disturbata dall’utilizzo di cellulare, e revoca a vita della patente per chi ha commesso un omicidio stradale.

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Ma quali sono le modifiche più importanti? Sicuramente l’aspetto più pesante riguarderà le pene che verranno inflitte ai trasgressori. Per la prima volta viene inserito nel Codice penale il delitto di omicidio stradale (articolo 589-bis) attraverso il quale è punito, a titolo di colpa con la reclusione di diversa entità in ragione del grado della colpa stessa, il conducente di veicoli a motore la cui condotta imprudente costituisca causa dell’evento mortale.  È confermata la fattispecie generica di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, e la pena rimane la reclusione da 2 a 7 anni.

È punito con la reclusione da 8 a 12 anni l’omicidio stradale colposo commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave (più di 1,5 grammi per litro) o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope;

  • in stato di ebbrezza alcolica media (tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro) o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

E’ invece punito con la pena della reclusione da 5 a 10 anni l’omicidio stradale colposo commesso:

  • in stato di ebbrezza alcolica media, che abbiano superato specifici limiti di velocità, che abbiano attraversato con il semaforo rosso o abbiano circolato contromano;
  • che abbiano effettuato manovre di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi;
  • che abbiano effettuato sorpassi azzardati.

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Saranno contemplati anche reati di lesioni personali stradali sui quali non verrà più ammessa la possibilità di applicare in via alternativa la multa da 500 a 2.000 euro. Saranno introdotte sanzioni per le lesioni gravi della reclusione da 3 a 5 anni e per le gravissime con la reclusione da 4 a 7 anni.
Saranno raddoppiati i termini di prescrizione per l’omicidio stradale.
Alla condanna (o al patteggiamento) per i reati di omicidio stradale o lesioni personali stradali, limitatamente ai casi di lesioni gravi o gravissime, consegue la revoca della patente di guida.

  • nel caso di revoca della patente per le ipotesi più gravi di omicidio stradale, l’interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi 15 anni dalla revoca, 10 anni se al fatto ha concorso la condotta colposa della vittima.
  • in alcuni casi il termine è elevato a 20 anni, in altri è portato a 30 anni (nel caso in cui l’interessato si sia dato alla fuga o non abbia ottemperato agli obblighi di assistenza previsti).

Queste le novità su cui ci si sta confrontando tra Camera e Senato, un Disegno di Legge che proverà ad arginare i freddi numeri statistici realmente preoccupanti che ci comunicano l’entità di tale urgenza.

Seppur nel 2014 rispetto al 2013 il numero dei morti sulle nostre strade è diminuito dello 0,6% a fronte di una flessione del 2,5% dei sinistri e del 2,7% dei feriti, la situazione resta gravissima, basti pensare che l’anno scorso sono stati in media 485 incidenti stradali ogni giorno, dati a dir poco allarmanti. Il Portale della Sicurezza Stradale comunica che in 10 anni in Italia, dal 2004-2013, si sono contati 6.429 pedoni morti e 204.288 feriti. Il 30% circa dei pedoni è stato travolto sulle strisce o comunque sugli attraversamenti pedonali protetti. Per quanto concerne invece la provincia di Modena, secondo i dati Aci-Istat,  nel 2014 sono stati quasi tremila i feriti e 43 morti sulle nostre strade e autostrade. In tutta la nostra regione invece gli incidenti stradali sono stati  17.465, con 327 persone decedute ed il ferimento di  23.905 utenti della strada.

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Due giovani parlamentari modenesi di schieramenti politici diversi, entrambi facenti parte della Commissione Giustizia, ci hanno rilasciato un loro contributo riguardo l’omicidio stradale: Giuditta Pini deputata PD  e Vittorio Ferraresi deputato Movimento 5 Stelle.

Giuditta Pini dichiara: “Sicuramente è un traguardo importante, perché troppe volte abbiamo assistito a mancate condanne dopo gravi incidenti automobilistici con guidatori ubriachi o che non rispettavano il codice della strada. Questa legge introduce sanzioni molto severe per chi causa incidenti sotto l’effetto dell’alcol o perché non rispetta il codice. Forse non tutti sanno che la maggior parte dei morti sulle strade sono causati da infrazioni “semplici” e non da ubriachi: passare col rosso, fare inversione a ridosso di un dosso, mancata precedenza sulle strisce. Certo esiste anche una parte che a mio avviso va modificata. La legge sanziona infatti chi guida sotto l’effetto di alcol o sostanze psicotrope, ma senza indicare per queste ultime il metodo di rilevamento. Mi spiego meglio: per l’alcol esiste sia l’alcol test che le analisi del sangue con parametri fissi e certi. Per le sostanze psicotrope questi parametri non sono inseriti, questo fa sì che siano messi sullo stesso piano cocaina e Tavor, senza prescrivere metodi chiari e precisi di calcolo ed interazione delle sostanze. Speriamo che questo passaggio possa essere chiarito meglio in Senato in modo tale che la legge possa essere veramente utile a chi chiede giustizia e anche allo stato per una reale prevenzione delle morti sulla strada”.

Vittorio Ferraresi afferma: “Le morti sulle strade segnano un vero e proprio bollettino di guerra, con oltre 3.000 decessi l’anno. L’iniziativa di inasprimento delle sanzioni per reati di omicidio colposo, con aggravanti stradali, è assolutamente necessaria. A nostro avviso però il testo sostenuto dalla maggioranza non raggiunge l’obiettivo sperato, ossia dare giustizia alle vittime della strada, in quanto la legge contiene discriminazioni molto gravi. Ad esempio una pena da 2 a 7 anni per chi uccide una persona violando le norme del codice della strada, e prevede invece la pena dai 5 ai 10 anni (innalzamento nel minimo grazie al M5S) per chi uccide una persona violando alcune norme del codice stradale. Il M5S pretende che non ci siano vittime di serie A e vittime di serie B. I metodi di accertamento dello stato di alterazione psicofisica dovuta dall’assunzione di sostanze stupefacenti o da ebrezza alcolica, sono scientificamente corretti nel nostro paese ed applicati in modo omogeneo? No! Ecco perché avevamo proposto verifiche per garantire la tutela dei guidatori e delle vittime della strada, evitando ritiri di patenti ingiustificati o processi con sentenze annullate per accertamenti svolti male. Si poteva intervenire sulle norme già esistenti, aumentando in modo serio e proporzionale le pene in modo da garantire giustizia e uniformità nel sistema penale”.

Photo credit: Bus crash via photopin (license)
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Secondo l’ultimo Rapporto ACI-Istat a pesare sul dato italiano delle vittime della strada è soprattutto l’incremento della mortalità stradale all’interno dei centri urbani (+5,4%), dove si concentrano il 75,5% degli incidenti e il 44,5% dei morti. I grandi Comuni che presentano il più alto indice di mortalità sulle strade urbane sono Messina (1,6 morti ogni 100 incidenti) e Catania (1,4), mentre i valori più bassi si registrano a Bari (0,3), Milano (0,4) e Genova (0,4). Nel 2014 rispetto al 2013 è cresciuto il numero delle vittime tra i pedoni (578 morti, +4,9% rispetto al 2013) e i ciclisti (273 morti, +8,8% rispetto al 2013). La fascia di età più a rischio resta sempre quella dei giovani tra 20 e 24 anni (268 vittime), ma aumentano i decessi tra gli over 75 (+11,1%) e i bambini tra 0 e14 anni (+12,7% ).

Distrazione (21,4%), velocità elevata (17,3%) e distanze di scurezza non adeguate (13,4%) si confermano le prime cause di incidente sulle strade extraurbane, mentre in città è soprattutto la mancata osservanza di precedenze e semafori a causare sinistri (18,6%), seguita da distrazione (15,4%) e velocità (9,2%). Sono in molti ad auspicare l’utilizzo di almeno il 50% dei proventi delle multe per favorire la mobilità, per organizzare corsi di formazione, di educazione stradale e per sostenere la sicurezza stradale soprattutto in ambito urbano. Si chiede la realizzazione di attraversamenti pedonali moderni e visibili, percorsi ciclabili protetti, rotatorie efficaci affinché siano evitati i pericolosi urti laterali.

Il 15 novembre è la Giornata Mondiale del ricordo delle vittime di omicidio stradale, questa nuova Legge è solo un piccolo passo avanti nel percorso di giustizia che i familiari delle vittime della strada auspicano, per il raggiungimento di un risultato senza più ingiustizie.

Immagine di copertina, photo credit: Crash via photopin (license)

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