Modena alla conquista degli States

La provincia di Modena gode di sana e robusta costituzione quando si parla di export verso gli Stati Uniti. Questo tema insieme a molti dati positivi sono stati presentati da Confindustria Modena e dall’American Chamber of Commerce in Italy durante il convegno “Mech Usa – Meccanica negli Usa – Strategie per l’anno 2015”, svolto il 17 febbraio all’auditorium Giorgio Fini in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna. In platea imprenditori desiderosi di conoscere opportunità e strumenti per crescere oltreoceano. Per conoscere il progetto Mech Usa è necessario partire da alcuni dati positivi che riguardano le aziende della Via Emilia. Quello regionale dell’export verso gli States ha toccato nel 2013 i 4,5 miliari di euro sorpassando di 1 miliardo il livello pre-crisi. Circa i 2/3 di questa cifra è da ricondurre al settore metalmeccanico, di cui la provincia è ricca: packaging, automotive, food processing, macchine utensili, meccanica di precisione, oleodinamica, meccanica agricola, macchine per la costruzione, componentistica. Sia la crescita dell’export totale sia quella dell’export del settore meccanico sono lineari: questa linearità, ovvero prospettiva di ulteriore crescita (il PIL degli Stati Uniti ha segnato un +5% nel terzo trimestre 2014), apre un quadro economico-strategico particolarmente ottimista. Nei primi nove mesi del 2014 (ultimi dati Istat) il manifatturiero “made in Mo” ha esportato verso gli Stati Uniti d’America per circa 1,1 miliardi di euro. Modena è la terza piazza di export dopo Milano e Torino.

Crescita uguale opportunità: il progetto Mech Usa promosso da Confindustria Modena vuole essere uno strumento per sostenere l’internazionalizzazione di aziende emiliano-romagnole che vogliono posizionarsi negli Stati Uniti. Si rivolge potenzialmente, quindi, a un parterre di circa 30.000 imprese del settore metalmeccanico (oltre 200.000 addetti al lavoro) ognuna delle quali può aderire entro il 4 marzo.

metal symphony

Farrell Mabry, business developer American Chamber of Commerce in Italy, ha evidenziato nel corso del convegno come gli States siano fortemente interessati alla meccanica strumentale, comparto storicamente quasi ignorato (hanno favorito aziende di servizi) ma che dal 2011 al 2012 ha registrato una crescita del 6%. In particolare, l’interesse è verso beni strumentali funzionali al settore della stampa (editoria), il settore tessile, la lavorazione dei metalli, il settore alimentare. «Da non sottovalutare gli incentivi a profilo federale e a profilo statale di cui si può beneficiare, volti a favorire l’occupazione, l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, rivolti a far crescere le iniziative imprenditoriali». Tra gli stati più fertili per il metalmeccanico Texas, New Jersey, North Carolina. Ma come scegliere lo stato dove fare investimenti e instaurare una unità produttiva o una filiale? Mech Usa si occupa anche di questo. Premesso che alcuni stati sono così interessati ad accogliere aziende in procinto di fare investimenti (perché creano anche posti di lavoro) al punto da farsi “concorrenza” a vicenda, un primo tool (strumento, come direbbero gli americani) interessante è mappa www.clustermapping.us attivata a livello nazionale, a sostegno dell’economia americana, per la lettura dello stato dell’arte dell’economia, l’individuazione dei cluster, condurre ricerche e consultare dati. Primo lampante esempio di pragmatismo alla “maniera” americana.

cibo

Tornando a Mech Usa, il progetto di Confindustria ha l’obiettivo di sviluppare accordi di collaborazione commerciale, produttiva e tecnologica tra imprese dell’Emilia-Romagna e controparti statunitensi. Per fare questo, il primo passo è il check up: definire i punti di forza e di debolezza dell’azienda candidata (ha risorse e strutture adeguate per approcciare gli USA?), organizzare missioni di business scouting e accompagnare a incontri B2B con il supporto tecnico dell’American Chamber of Commerce in Italy. Sicuramente i casi modenesi come Salami SpA, Bonfiglioli Riduttori SpA, Usco SpA presentati al convegno come success story modenesi – presenti da decenni nel “nuovo” continente – possono essere un riferimento autorevole e a portata di mano per stimolare nuove aziende a traghettarsi oltre l’oceano atlantico.

Informazioni sul progetto Mech Usa
Roeland Slagter – Area Estero di Confindustria Modena
estero@confindustriamodena.it

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