Ma la nostra sanità è tra le migliori o le peggiori al mondo?

Un paio di indagini statistiche internazionali pubblicate pochi giorni fa sullo stato di salute della Sanità italiana ci hanno parecchio colpito. Perchè riportano risultati quasi opposti. Secondo Bloomberg, la multinazionale del settore mass media con sede a New York, l’Italia sarebbe addirittura al terzo posto nel mondo per efficienza del suo sistema sanitario, dietro Singapore e Hong Kong e davanti di un bel po’ rispetto alla Germania, solo ventreesima e perfino alla Francia, che pure si piazza all’ottavo posto. In contemporanea, un articolo di Wired riporta una classifica elaborata dal database globale Numbeo, che invece piazza l’Italia parecchio male, addirittura diciottesima in Europa (neanche nel mondo) mentre al top della sanità europea ci sarebbero Francia, Malta e Danimarca. Dubbi atroci: a chi credere? Possiamo essere orgogliosi del nostro sistema sanitario, come dichiara Bloomberg, oppure meglio andare a farsi curare in Francia, o nella solita Germania (in questa classifica, piazzata molto meglio di noi). In realtà, ad analizzarle un po’ meglio, nessuna delle due classifiche è veriteria.

Quella di Bloomberg si basa su tre criteri per confrontare i vari paesi: l’aspettativa di vita (ponderata al 60%), il costo pro capite relativo alla sanità , ponderato per il 30%, e il costo assoluto pro capite della sanità (10%). Per costo relativo si intende il costo sanitario pro-capite in percentuale del PIL pro capite. Criteri abbastanza limitati, a dire il vero. Numbeo invece è una specie di wikipedia dei dati. Si tratta di un grande database costruito grazie alla partecipazione degl utenti che condividono informazioni di tutti i tipi: dal costo della vita, a dati sui sistemi sanitari nazionali, fino al crimine e al traffico. E’ un progetto collaborativo nato nel 2009 e molto apprezzato, tanto che delle sue statistiche si servono perfino Bbc a New York Times.

Per quanto interessante e attendibile – almeno secondo quanto sostiene la teoria sociologica per la quale una massa di individui sarebbe in grado di fornire una risposta adeguata e valida a una domanda più di quanto non siano in grado di fare gli esperti, tesi contenuta ne “La saggezza della folla” dell’economista James Surowiecki – si tratta in realtà della percezione che le persone hanno di un dato elemento. La sanità, nel caso nostro. Se guardiamo ad esempio i dati riportati rispetto alla sanità a Modena, abbiamo una serie di indicatori altissimi: Abilità e competenze degli staff medici, livello altissimo; Velocità nel completare esami ed esiti, livello molto alto; cortesia nei reparti: livello altissimo. Risultato complessivo: altissimo. Che per quanto riguarda la sanità modenese può essere un dato anche abbastanza reale, però se si guarda i contributori di questa statistica, quelli che hanno compilato il form con le varie domande, sono solo 2. Un po’ pochi per essere perfino considerati esponenti della “saggezza della folla”.

health care in modena

Meglio affidarsi allora alla cara vecchia Istat che, nel confronto europeo, ci piazza a metà classifica, senza infamia e senza lode (sorpresa: come Numbeo! Vedi un po’ la saggezza della folla…) in base però a parametri meno personali. Ecco ad esempio il confronto della spesa sanitaria nella UE. Rispetto alla quale, l’Istat rileva che “la spesa sanitaria pubblica italiana risulta inferiore a quella dei principali paesi europei: poco meno di 2.500 dollari pro capite nel 2012 (in parità di potere d’acquisto) a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Germania”.

Tendenza comune per quanto riguarda l’offerta di posti letto ospedalieri e degli istituti di cura: continua a diminuire, come nella maggior parte dei paesi dell’Unione europea. Solo che noi siamo messi parecchio male. A livello italiano.

L’Emilia-Romagna, con tutti i suoi limiti, è l’eccezione: prima in Italia. Motivo di consolazione? Direi di no. Guardare il proprio orticello non è mai una scelta azzeccata. Nel mondo globale funzionano sempre di più le logiche di sistema.

Immagine di copertina: photo credit: shady operation via photopin (license).

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