La violenza sugli animali ci racconta molto di noi umani

“Le persone che commettono un singolo atto di violenza sugli animali sono più portate a commettere altri reati rispetto a coloro che non hanno abusato di animali. Come segnale di un potenziale comportamento antisociale – che include ma non limitato alla violenza – atti isolati di crudeltà nei confronti degli animali non devono essere ignorati dai giudici, psichiatri, assistenti sociali, veterinari, poliziotti e tutti coloro che incappano in abusi sugli animali durante il proprio lavoro”. (The Web Of Cruelty: ‘What animal abuse tells us about humans’, di Arnold Arluke).

Maltrattamenti sugli animali e violenza domestica, c’è un legame?

Il 25 novembre scorso è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Parliamo di un crimine occulto e complesso, sommerso ed allo stesso temo diffuso, circa il 70% delle violenze in Italia avviene tra le mura domestiche, significa che il maltrattante, ha le chiavi di casa. Un aspetto purtroppo ancora scarsamente esaminato dai media e dalle Istituzioni, è la correlazione che riguarda la violenza domestica ed il maltrattamento sugli animali. Spesso, chi perpetua violenza non lo fa solo sulla propria compagna, moglie o fidanzata ma l’odio si estende anche sugli amici a quattro zampe; molte donne che vivono con cani o con gatti sono restie a denunciare il proprio partner violento, perché hanno paura di ripercussioni reali sui loro piccoli amici. Non raramente infatti il partner violento utilizza l’animale come ostaggio per impedire alla vittima di scappare, condizionando la donne a non lasciare l’abitazione e a non interrompere la relazione malata. Nel 95% dei casi di violenza il maltrattatore è un uomo, e circa il 20% di tali situazioni di devianza, vedono protagonisti bambini o adolescenti.

Secondo i profiler dell’FBI, chi maltratta gli animali è anche predisposto alla violenza domestica e agli abusi sui minori ed esaminando le statistiche a riguardo, nei casi di violenza sulle donne è stato accertato che il violentatore, spesso lo stesso partner della vittima, aveva ferito o ucciso uno o più animali domestici. E’ stato verificato come diversi serial killer o sex offender hanno iniziato a commettere atti di crudeltà nei confronti di animali nell’infanzia o nell’adolescenza. Si stima in ogni parte del mondo, il 30-40% di coloro che si sono macchiati di atti di violenza nei confronti degli esseri umani, fin da bambini avevano maltrattato con atti crudeli i loro o altri animali.

Uniti contro la violenza sugli animali

Si è tenuto a Maranello il 26 e 27 novembre, un importante convegno di LINK-ITALIA, prima associazione di professionisti che dal 2009 opera e compensa le gravi mancanze scientifiche, culturali e sociali sulla correlazione (LINK) fra maltrattamento di animali e violenza interpersonale, devianza, crimine in Italia. Un tavolo tecnico transdisciplinare che ha coinvolto la Polizia Municipale e gli Uffici Diritti Animali e Ambiente. Queste due date sono diventate un evento storico, in quanto è stato finalmente firmato un importante Protocollo d’Intesa da LINK-ITALIA e Corpo Forestale dello Stato, con i rappresentanti del Distretto Ceramico (Maranello, Formigine, Sassuolo), l’Ordine dei Veterinari di Modena. Insieme ed uniti, tutti gli enti collaboreranno l’affermazione dei diritti degli animali, alla luce dei risultati degli studi che provano la forte connessione tra maltrattamento animale e violenza interpersonale. Con la firma di tale Protocollo d’Intesa nasce un fondamentale impegno nel contrasto e necessità di prevenzione riguardo il maltrattamento di animali, nel processo di devianza e lotta al crimine violento contrapposto alla pericolosità sociale di chi considera “solo animali” gli amici a quattro zampe, con conseguenza atroce del non rispetto della loro vita. L’evento è stato curato dall’Associazione LINK-ITALIA, ed organizzato dal Comune di Maranello, Comune di Formigine, Sassuolo, in collaborazione con la provincia di Modena, LINK-ITALIA (APS), Corpo Forestale dello Stato.

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Durante il convegno si è parlato delle implicazioni all’esposizione di minori alla violenza su animali, zoocriminalità minorile, parafilie (sadismo sessuale, zoofilia erotica, bestialismo), la crudeltà su animali nella pornografia, pedopornografia ed il fenomeno crush. Si sono succeduti come relatori Francesca Sorcinelli, Presidente e Project Leader LINK-ITALIA (APS), il Comandante Polizia Municipale di Sassuolo Stefano Faso, Ramona Soli Agente di Polizia Locale del Comune di Sassuolo e Mario Rossi Comandante Polizia Municipale di Formigine, parlando della correlazione fra maltrattamento di animali e crimine riguardo l’esperienza della Polizia Municipale. Poi il Sovrintendente Capo del NIRDA – Corpo Forestale dello Stato, Rossano Tozzi, ha esposto un chiaro ed esaustivo dossier sulle attività operative di contrasto ai reati in danno agli animali, il cittadino da vittima a qualificata fonte di segnalazioni e la gestione dello stalker, la dott.ssa Silvia Rubini veterinaria dirigente della sezione Ferrara, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, ha parlato dell’approccio alla medicina forense veterinaria, la scena del crimine e repertamento campioni per analisi. Infine la dott.ssa Alessandra Zaccherini veterinaria libero professionista, ausiliario di Polizia Giudiziaria presso il NIRDA del C.F.S. ha spiegato alla platea il ruolo del medico veterinario incaricato quale ausiliario di Polizia Giudiziaria.

L’importanza di questo Protocollo d’intesa

L’indifferenza legislativa e istituzionale verso le forme di violenza domestica su animali, sono principalmente dovute alla mancanza di riconoscimento sociale dei diritti degli animali; all’errata credenza che i maltrattamenti su di essi siano rari (aspetto assolutamente falso, poiché chi si occupa costantemente di tale questione è riuscito a dimostrare che solo il 5% di questi reati finisce sui giornali); ed i casi di crudeltà sugli animali sono visti come crimini isolati, senza alcuna relazione con altri comportamenti umani come la violenza interpersonale. Francesca Sorcinelli è educatrice professionale presso l’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena oltre ad essere Presidente Project Leader di LINK-ITALIA (APS).

Francesca Sorcinelli
Francesca Sorcinelli

Francesca commenta a Note Modenesi questo importante traguardo per LINK-ITALIA: “Si tratta di una data storica, poiché è la prima volta che in Italia viene firmato un Protocollo d’Intesa di questo tipo  che coinvolge dei Comuni, in questo caso Sassuolo, Formigine e Maranello, che si sono dimostrati assolutamente all’avanguardia e pionieristici. Tale protocollo segnerà un altro passaggio storico, ossia sarà creato un tavolo tecnico sui casi LINK, dove saranno presenti sia realtà che si occupano del maltrattamento di animali sia realtà che si occupano di abusi e comportamenti violenti sulle persone, è la concretizzazione quindi, di un lavoro di consapevolezze teoriche che iniziamo a tradurre in pratiche operative, per noi l’obiettivo principale. E’ un percorso iniziato tre anni fa sul territorio, essendo questo il terzo corso formativo che proponiamo agli operatori. Il Comune di Sassuolo è stato il promotore di questa iniziativa, dove abbiamo realizzato il primo evento LINK con la firma del primo protocollo d’Intesa, in questo contesto c’è stato l’impegno della Polizia Municipale grazie al comandante Stefano Faso. Il protocollo che si firma oggi è decisamente più sofisticato rispetto al primo, perché c’è un insieme di Comuni”.

Per l’FBI questo tipo di reato è un top crime

“Gli USA e le Nazioni anglosassoni – continua Sorcinelli – sono i Paesi più all’avanguardia riguardo la tutela legislativa degli animali, quindi il maltrattamento degli stessi è un reato penale, grave. Addirittura l’anno scorso, l’FBI negli Stati Uniti ha elevato il maltrattamento degli animali a top crime, dando un importanza maggiore a tali violenze. E’ un percorso che loro hanno iniziato 100 anni fa, noi solo nel 2009, con una legislazione in materia ancora molto dura, perché il maltrattamento di animali è un reato minore, per quanto riguarda la società civile. Per quanto concerne invece la malavita organizzata (che ha capito perfettamente da tempo che il maltrattamento su animali è il tirocinio per eccellenza per diventare delinquenti di domani), comprendendo il LINK lo utilizza da sempre per seguire i propri scopi. Nell’ambito della zoocriminalità minorile, l’addestramento dei bambini che vengono reclutati per diventare delinquenti in futuro, è tutto basato su esperienze di maltrattamento di animali. Si fa affezionare un ragazzino ad un animale, spesso cane o gatto, e poi lo si costringe ad ucciderlo o assistere all’uccisione, proprio quando il minore è al massimo del legame di affezione con l’animale stesso. Si deve innescare un processo di desensibilizzazione e deumanizzazione, il ragazzino deve diventare quindi un sociopatico. Paradossalmente la criminalità organizzata è un passo avanti, in senso negativo, rispetto alla società civile ed istituzionale che ancora il LINK non lo ha colto e non lo sta utilizzando in senso positivo, ossia prevenire e contrastare i reati”.

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Quando il minore è violento con gli amici a quattro zampe

Molti studi hanno dimostrato che il bambino testimone di atti violenti, diretti o indiretti, in famiglia, spesso riproduce maltrattamenti di sistematica crudeltà verso chi è più debole di lui, ossia gli animali. I bambini possono vivere una condizione all’interno di una realtà familiare ed ambientale problematica, caratterizzata da violenza fisica, psicologica, abuso sessuale, o da tutte queste forme di maltrattamento in contemporanea. La crudeltà sugli animali praticata dai ragazzini è quindi riconosciuta scientificamente non solo come segnale di una eventuale patologia, ma anche come indicatore di possibili coinvolgimenti in comportamenti criminali ed asociali.

La dottoressa Sorcinelli conclude a riguardo “E’ fondamentale non insabbiare o minimizzare se un ragazzino usa violenza sugli animali, riuscire quindi ad interpretare nel giusto modo il maltrattamento che è sempre considerato sintomo, se condotto da un minore, di una situazione potenziale esistenziale patogena, poiché non si sta comportando in maniera normale (non è un passaggio ordinario dell’infanzia o adolescenza) quindi deve essere interpretato come qualcosa che il  minore sta subendo, come abusi o violenze, oppure indicatore di pericolosità ossia di futuri comportamenti devianti e criminali che possono essere agiti in età adulta. Questi i due significati principali che devono essere attribuiti ai minori che maltrattano animali, quindi banalizzare e non essere in grado di interpretare la situazione nel giusto modo, significa non essere poi all’altezza di intervenire con efficacia”.

Contrastare la crudeltà sugli animali è uno strumento di prevenzione del crimine

Gli studi dei paesi anglosassoni producono una letteratura scientifica ricchissima, evidenziano che la crudeltà sugli animali non deve essere interpretata come fenomeno isolato, ma anello integrante della violenza interpersonale. Contrastando la crudeltà sugli animali significa avere accesso ad uno strumento di prevenzione del crimine, specialmente riguardo le violenze su donne e minori. L’Italia fa capo alle linee guida dell’OMS per le modalità operative dei propri professionisti in ambito psicosociale, socio-educativo e sanitario. Nel 2009 LINK-ITALIA, ha creato e svolto una ricerca su tale relazione, un team multidisciplinare ha analizzato 278 casi in cui a uno o più maltrattamenti su animali sono seguiti reati contro la persona. Riporto i dati dal tale dossier di LINK-ITALIA.

Gli abusatori sono risultati maschi nel 93% dei casi, di cui il 17% bambini o adolescenti. Le vittime sono risultate: donne nel 54% dei casi, bambini 24%, anziani 3%, uomini 5%, vittime miste 14%. Nel 61% dei casi la vittima donna ha evitato o rallentato l’allontanamento dall’abusatore per paura di quello che sarebbe successo ai propri animali. Nel 19% dei casi la vittima umana è deceduta. Le principali tipologie di abuso collegato sia a vittime animali che a vittime umane sono risultate essere: violenza domestica, violenza sessuale, stalking, bullismo e reati collegati alla malavita organizzata. Il maltrattamento su animali in Italia può avere collegamenti con abusi su umani e un potenziale effetto preventivo di tali abusi in misura probabilmente maggiore rispetto agli Stati Uniti. Tali risultati vengono confermati dalla parallela prima applicazione di metodi di analisi statistica multivariata, analisi PCA, in ambito criminologico italiano. L’applicazione di metodi di statistica multivariata può aggiungersi alla statistica tradizionale usata in ambito criminologico fornendo spunti e idee agli operatori nell’ambito della violenza interpersonale non evidenziabili tramite l’analisi di una variabile alla volta.

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“Chi usa essere crudele verso gli animali è altrettanto insensibile verso gli umani”

Molti grandi uomini di scienza, cultura e filosofia del passato, avevano già teorizzato riguardo il rispetto sugli animali: Orazio “La violenza sugli animali è il tirocinio per ogni crudeltà nei confronti degli uomini.” Schophenauer “La pietà per ogni essere vivente è la più valida garanzia per il buon comportamento dell’uomo.” Gandhi, “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Einstein “Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell’umanità.” Nietzsche: “È stato staccandosi dalla natura che l’uomo è divenuto il più crudele degli animali.” Tolstoj “Il vegetarismo non è soltanto una lotta contro la barbarie, ma il primo gradino di un progresso spirituale. Nel costante suicidio morale è il male supremo della caccia.” Kant “L’uomo deve mostrare bontà di cuore verso gli animali. Chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli umani. È possibile giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali.” E’ curioso rendersi conto come nei paesi più poveri del mondo, il consumo di carne è per ovvi motivi limitato, e stranamente si riscontra un tasso di criminalità decisamente inferiore rispetto ai paesi benestanti, a riprova che l’alimentazione  possa incidere sulla condotta dell’uomo, come degli altri animali.

Se osserviamo il comportamento di animali sereni e pacifici come il cavallo, la pecora, il bue o l’elefante possiamo renderci conto che tutti quanti sono vegetariani, mentre gli animali più aggressivi e solitari, sono carnivori. Scientificamente è dimostrato che la carne agisce sul sistema nervoso come un eccitante, ed i cibi ad alto contenuto proteico di provenienza animale apportano notevoli quantità di tiroxina, dopamina, noradrenalina e carenza di triptofano e serotonina, con conseguente disposizione alla competizione, alla lotta, a comportamenti aggressivi e autoritari e violenti. Invece alimenti contenenti triptofano (legumi, nocciole, mandorle, patate, spinaci, cavoli, zucchine, pomodori ecc.) producono nel cervello il neurotrasmettitore serotonina che, attivando le encefaline, induce alla socievolezza, al comportamento pacifico, alla calma e alla distensione neuromuscolare. Questo favorisce l’azione delle onde encefalografiche di base “alfa”,  tipiche di un cervello vigile e cosciente, che predispone l’individuo oltre alla creatività e all’intuizione, ad un rilassamento nervoso simile alla condizione che si manifesta durante la meditazione o la preghiera*.

Un combattimento tra cani
Un combattimento tra cani

Non si può rispettare gli animali se non ci mobilita per difenderli

La mancanza di consapevolezze e dati italiani riguardo il LINK tra violenza sugli animali e violenza interpersonale, ha portato alla creazione di un unico progetto LINK-ITALIA attualmente operativo per la creazione di un database per la raccolta dati, l’attivazione di ricerche scientifiche e mirate in comunità di recupero, carceri, scuole ecc., la stesura del primo manuale in Italia di Investigazione Forense sul legame fra crudeltà su animali e crimine violento, l’attivazione di protocolli d’Intesa (come quello firmato appunto il 26/27 novembre a Maranello) per piani d’interventi professionali congiunti fra operatori del progetto LINK-ITALIA ed operatori che si occupano di violenza interpersonale, l’attivazione di corsi di formazione sul LINK per operatori che si occupano di violenza interpersonale e di violenza su animali, l’attivazione di una rete di rifugi per ospitare animali vittime di violenza domestica o animali di vittime di violenza domestica. Se le persone sono a conoscenza di un caso link, vissuto personalmente in modo diretto o indiretto, o di cui sei venuto a conoscenza, si può segnalare compilando il questionario relativo al database all’indirizzo www.link-italia.org.

Non si può rispettare gli animali se non ci mobilita per difenderli, non basta solo non compiere atti di crudeltà nei loro confronti, ma il rispetto passa anche attraverso la prevenzione e partecipazione di cittadini attivi. Quando l’essere umano saprà valorizzare, amare e rispettare gli animali, solo allora sarà in grado di valorizzare, amare e rispettare anche il suo simile.

In copertina, un’immagine della campagna del progetto pilota per ridurre la crescente percentuale di casi di violenza domestica a Milwaukee, Stato del Wisconsin.

* nota dell’autrice dell’articolo.

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