Nuova legge sui campi Rom, nessuna apertura dalla Lega: “Dove ci sono loro è sempre degrado”

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L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge che prevede la chiusura dei grandi campi rom e sinti. Se numericamente è un piccolo problema – i rom e sinti sono lo 0,06% della popolazione dell’Emilia-Romagna, e sono quasi tutti di nazionalità italiana – quello dell’inclusione di queste comunità si tratta di uno dei grandi temi degli ultimi anni, non solo in questa regione. Nel progetto di inclusione sociale appena approvato dall’Assemblea sono previste soluzioni abitative alternative ai campi: si parla di “microaree”, cioè aree piccole a carattere familiare, oppure case private dove pagare l’affitto, oppure ancora alloggi popolari, se ci sono gli stessi requisiti richiesti agli altri cittadini per accedere alle graduatorie.

Il progetto di legge è stato approvato da PD e Movimento 5 Stelle. Solo la Lega non l’ha votato e anzi si è detta fortemente contraria. Dato che ci consideriamo sempre vicino alle minoranze, abbiamo deciso di parlare della questione proprio con la Lega, unica voce contraria, e in particolare con l’esponente emiliano Alan Fabbri, ex sindaco di Bondeno, ex candidato presidente della Regione Emilia-Romagna, e da molti definito il Salvini emiliano.

Alan Fabbri
Alan Fabbri

Signor Fabbri, come Lega eravate e siete contro i campi rom. Dunque pensavo che questa soluzione approvata dall’Assemblea regionale vi sarebbe piaciuta. Finalmente si chiudono i campi, no? E’ così?

No. Noi abbiamo fatto la proposta di legge sulla chiusura dei campi vera e propria che prevedeva un finanziamento ai comuni per dismettere i campi. Questa proposta del PD invece li aumenta, perché con le microaree vuol dire che verranno sparpagliati sul territorio emiliano-romagnolo e nelle nostre città, anche nei comuni che oggi non hanno campi rom, il che per noi non è una soluzione ma un aggravarsi di un problema che va avanti da anni.

E invece concentrarli in macroaree, cioè i campi, non è peggio?

Ma noi non vogliamo le macroaree, vogliamo chiuderle. E i cittadini rom, italiani, usufruiranno dei diritti sociali, dei diritti e dei doveri dei cittadini italiani, mentre chi non è italiano, se non ha permesso di soggiorno torna a casa.

Lei a proposito delle microaree ha parlato di metastasi. Conferma?

Cioè considera i rom e i sinti un cancro?

Allora, io considero il fatto che dove c’è un campo rom c’è il degrado e nessuno li vuole di fianco. Questa proposta dell’Emilia-Romagna tra l’altro non dà indicazioni su come individuare queste aree, e se uno ha la sfortuna di abitare in un comune dove c’è un sindaco scellerato – anche se dubito  che un sindaco in campagna elettorale porti avanti questa cosa delle microaree perché ci vorrebbe un pazzo… – vuol dire che i cittadini che abitano a Modena, a San Felice o Sassuolo, in base alle scelte del sindaco si ritrovano la microarea di fianco. Cioè viene inserita una famiglia rom che, secondo quanto ha detto l’assessore Gualmini potrebbe essere composta tra le 15 e le 20 persone… Io non vedo un passo in avanti. E’ una popolazione che è 600 anni che è qua, tra  rom e sinti, non si sono integrati in 600 anni. 

Secondo lei allora com’è possibile includere rom e sinti?

Ah bisogna chiederlo a loro. Per me se uno si vuole includere in una società ci riesce benissimo. Il problema è se lo vogliono fare o no. Se non lo vogliono fare e noi dobbiamo pagare a loro luce, acqua, le strutture… non credo che questa sia integrazione.

Però secondo la legge approvata non avranno diritti particolari. Cioè nelle microaree dovrebbero pagare le loro utenze e non ci saranno corsie preferenziali per le case popolari…

E se non le pagano cosa fanno?

Faranno come fanno gli altri italiani.

No, io dico, nella legge, se non pagano le utenze nelle microaree cosa fanno? Gli tirano via la microarea o gliela lasciano? In caso di morosità ci dovrebbe almeno essere un intervento risolutivo sulla microarea, altrimenti stiamo parlando del nulla. Non c’è nella legge qualcosa che parli di morosità, leggila.

Mi pare di capire che il grosso problema, per voi della Lega, sia una presunta disparità tra rom e sinti e gli altri cittadini, a discapito dei cittadini italiani non rom, diciamo. Allora, per equità, sarebbe d’accordo nel realizzare delle microaree identiche, con le stesse condizioni e stessi diritti per italiani?

Ah beh, a questo punto ognuno è legittimato di farlo. Con la legge scellerata che è stata approvata ieri dal PD e – ci tengo a sottolinearlo – anche dal Movimento 5 Stelle, nelle microaree dal punto di vista urbanistico uno può fare quello che vuole. Cioè, io commerciante che voglio mettere una tettoia davanti al mio negozio devo farmi venire due scatole così per il permesso, mentre la microarea è una zona franca da ogni legge urbanistica. Quindi io posso fare una struttura in legno, posso mettere una roulotte, posso fare quel cazzo che voglio. A me non sembra un principio di equità.

La Gualmini effettivamente ha parlato di “principio di differenza”, cioè di riconoscimento e tutela di identità culturali che sono realmente diverse.

Guardi, io sono stato sindaco, e per me il processo di integrazione passa nel momento in cui mettiamo tutte le persone sullo stesso piano, e non facciamo del vittimismo e del buonismo. Finchè continuiamo a dire “poverino, poverino, poverino” non si risolve niente.

Qualcuno le ha mai dato del razzista?

No.

Mai?

No.

Non ci credo, dai. Nessun oppositore le ha mai detto “tu dici così perché sei razzista”?

No. E’ capitato un’unica volta, quando dove amministravo abbiamo fatto un regolamento sulle case popolari dove avevamo inserito il concetto di “residenzialità storica”, cioè in base agli anni di residenza ti davano il punteggio per l’assegnazione dell’alloggio popolare. E in quel caso la sinistra mi dava dello xenofobo, del razzista. Poi il regolamento è passato e dopo qualche anno alcuni comuni di centro-sinistra l’hanno preso e l’hanno fatto loro. Insomma la definizione di xenofobo-razzista vuol dire essere precursore su certi temi che sono d’attualità.

Quindi secondo lei questa soluzione appena approvata in Assemblea Regionale non funzionerà e in futuro anche il PD e il Movimento 5 Stelle si allineeranno alle posizioni della Lega?

Secondo me sì. Oppure lasciano il problema così com’è. Perché questo non è altro che un palliativo politico, il messaggio che vogliono far passare è quello che i campi verranno chiusi, io invece dico, aspettiamo un paio d’anni e vediamo quanti comuni hanno portato avanti questo processo di microaree per rom e sinti. Solo la storia ci potrà dire come andrà, ma a oggi considero deleteria questa decisione del PD e del Movimento 5 Stelle.

Ho notato che ha sottolineato più volte il voto del Movimento 5 Stelle. E’ rimasto deluso da questo partito?

Con questo voto esce fuori la vera natura del Movimento 5 Stelle, che riflette, attraverso i suoi consiglieri regionali e i suoi parlamentari, un movimento che è il peggio della sinistra italiana, falsa e buonista. Quindi gli elettori che pensavano di votare un movimento libero da ideologia e da questi concetti sbagliano, perché invece sono legati fortemente a una sinistra anarchica, a una sinistra radical-chic, a gente che non sa bene cosa fare… Apprezzo più il voto del PD che il voto dei 5 stelle.

Addirittura?

Sì, almeno il PD ha messo qualche proposta. Per me sbagliate, ma pur sempre delle proposte. Questi 5 stelle invece in nome di non si sa cosa votano ‘ste robe.

Ma quindi voi come Lega vi aspettavate che il Movimento 5 Stelle fosse più vicino alle vostre posizioni?

No… Pensavo però che fossero più vicini a delle logiche di buon senso. Ma su questo tema come su altri temi si vede che il Movimento 5 Stelle è la nuova sinistra italiana.


 

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