L’aria che respiriamo: in Emilia diminuiscono le polveri sottili, ma l’inquinamento è sempre alto

Solo qualche giorno fa l’Agenzia ambientale europea ha messo l’Italia al primo posto nella classifica delle nazioni europee con morti premature causate da inquinamento: 84.400 nel 2012, secondo l’Agenzia. Il ministro dell’Ambiente Galletti aveva sottolineato il problema in particolare della Pianura padana.

Se si guardano i dati Arpa relativi al PM10, ovvero le polveri sottili presenti nell’aria, osserviamo che a Modena in una settimana il limite previsto dalla legge (50 microgrammi per metrocubo) viene superato per sei volte.

Insomma, nonostante il calo sottolineato dall’Arpa, la situazione inquinamento in Pianura padana resta grave. I dati, in percentuale, descrivono uno scenario migliore del passato – “il limite dei 35 superamenti giornalieri di PM10 è stato rispettato nel 77% delle stazioni di monitoraggio, contro il 28% del 2012 e il 38% del 2013” secondo l’Arpa – ma sono sempre molto alti, tanto da far parlare di “emergenza”, secondo il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Lo smog, secondo l’Arpa, diminuisce, e questo sembra un dato positivo, ma solo perché negli anni precedenti era altissimo e nella maggior parte dei casi oltre i limiti di legge. Insomma ora si va solo “abbastanza male” perché prima di andava malissimo. Nel 2015, oltre alle polveri sottili, “l’inquinante che ha maggiormente destato preoccupazioni è stato l´ozono” spiega l’Arpa. Secondo la legge il limite massimo di superamento del valore di 50 microgrammi per metrocubo è di 35 giorni, ma in ben due stazioni rilevamento del modenese è stato superato il limite: 51 giorni in quella di Carpi via Remesina e 41 giorni in quella di Modena via Giardini.

Vedi anche: Inquinamento: il killer seriale che non ci fa paura. Sbagliando

inquinamento pianura padana
Mappa delle aree più inquinate d’Europa

Unica buona notizia quella sugli altri inquinanti (CO, SO2, Benzene), dato che i dati Arpa del 2014 “confermano che gli inquinanti primari, quali monossido di carbonio e biossido di zolfo, che in passato costituivano il principale problema di inquinamento delle aree urbane e industriali, non presentano alcuna criticità. La concentrazione in aria di benzene si è progressivamente ridotta, stabilizzandosi su valori inferiori al limite anche nelle aree urbane e industriali”.

Le fonti principali dell’inquinamento da polveri PM10 in Emilia-romagna sono “combustione non industriale (riscaldamento residenziale di cui la pressoché totalità deriva dall´impiego di biomassa come combustibile), che rappresenta il 40% del totale, e il traffico su strada, che contribuisce per il 34%, seguiti dai trasporti non stradali e dall’industria”.

Il traffico e il trasporto stradale è tra i responsabili anche delle emissioni di NOX, ossidi di azoto (seguito dalle attività industriali e di produzioni di energia), di monossido di carbonio ed è la “principale fonte di emissioni di sostanze climalteranti, essendo responsabile del 25% delle emissioni di anidride carbonica (CO2 equivalente)”.

Vedi anche: Mobilità sostenibile, siamo nel 2015 e ancora non abbiamo combinato niente

Immagine di copertina: photo credit: there is a blue sky waiting via photopin (license).

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