La tabellina del cinque: 0/5/10/15/20/25

IIS “A. VOLTA”

a.s. 2014-2015

Sono frammenti, ritagli, strappi di esistenze messi a fronte uno con l’altro… per raccontare il passaggio generazionale dalle glorie della Belle Époque fino all’orlo del massacro…

padrefiglio

Uno scontro – una guerra d’amore – ripercorribile tra le lettere dell’epoca… in tutte le calligrafie nervose delle corrispondenze tra “giovani” e “vecchi”: «Papà mio, molto mi dispiace il tuono triste della tua lettera. La tua lettera mi fece troppo male e ancora adesso non so capacitarmi come tu possa averla scritta, è più come tu possa averla pensata e pensare ancora adesso così… cerco di tranquillizzarmi con i cavilli casuistici, per inconscio assorbimento di idee moderne, che lo screzio fra il mio e il vostro modo di vedere è insanabile, che ormai per voi io sono un ragazzo perduto… Nient’altro. Le vostre lettere sono tristi tutte e mi fanno una grande melanconia e una smania di vedervi, d’esser tra voi… Proprio non ne ho mai sentito il bisogno come ora».

Da 0/5/10/15/20/25 anni: questo il percorso parallelo tra la vita di un padre e quella di un figlio…

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Copione

RITAGLI MESSI A FRONTE

Tutta la drammaturgia si gioca all’interno di una “disputa narrativa” tra il gruppo frivolo e capriccioso dei Padri e il gruppo tragico e malinconico dei Figli.

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PROLOGO LACRIMOSO

(la voce di una donna) Infamia, quante vite ho intenzione di distruggere ancora? Perpetuamente risuonano in me quegli strazi simili a stridii percotenti, capaci d’instillare una fobia nei riguardi di sé e della vita. Una madre ha l’onere di tracciare un cammino, ma io manco quello posso permettermi. Vuoi sapere chi sei? Un fiore che appassirà prima del tempo di sbocciare. Ma attendi… Attendi una goccia di rugiada, che con la sua caduta maestosa diraderà i tormenti che s’attanagliano là; dove la ragione non può giungere. Ormai son giorni che cammino, cammino, cammino… le forze m’abbandonanno; la vista s’occulta; ormai é la volontà a spingermi. Eccomi a Napoli, ora di addii; non prepoccuparti: finché non sussistono legami profondi; non graverà il dolore. Alle porte d’un convento, la fortuna vuole che ti lasci… I miei giorni contati sono ormai e nulla muterà la mia illacrimata dipartita. Addio figlio mio…

Figli La nostra è una triste e tragica vicenda… il percorso parallelo tra la vita di un padre e quella di un figlio… tra frammenti, ritagli… stralci e strappi di esistenze messi a fronte uno con l’altro…

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 PADRE 0-5

Padri Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis nasce nel….. nel lussuoso salotto della sua ricchissima e nobilissima dimora di famiglia… alle ore 25.04! (pausa) No volevo dire all’1.04 di mattina…o di notte insomma.. della domenica del 23 aprile nasce il nostro carissimo padre Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara

Alessia Barberis

Due elementi importanti: Luogo e ora! Il primo perchè a Sassuolo il 23 aprile ans lavora menga e secondo perchè l’orario rispecchierà la sua futura vita notturna tra cabaret e bordelli, fra moglie e amante, fra una vita e l’altra…

  • Quindi se è nato a fine aprile sarà un toro giusto?
  • Certo!
  • Quindi che caratteristiche ha?
  • E’ cornuto!!!!

-In che senso?

Andiamo avanti… Dicevamo un cornuto nato tra lenzuola di seta, avvolto in stoffe pregiate, accudito da numerose cameriere e dalla sua balia francese (parlano dicendo cose in un improbabile francese)…

Figli Nooooo deve essere una tragedia… sta arrivando la guerra, la fine del modo… è tutto triste, tragico è una macelleria…

FIGLIO 0-5

Figli Insomma riprendo io così capite lo stile… Era una giornata piovosa quando suor Speranza trovò un cestino di vimini intrecciato, davanti al portale del covento. Ella si avvicinò per scoprirne il contenuto: al suo interno era adagiato un neonato. Suor Speranza, forte del suo senso di protezione materna, accresciuto dalla vista del pargoletto, scelse di prenderlo con se, e di introdurlo dunque… nel convento.

Suor Speranza… Attenzione i nomi non sono mai casuali… (riprendendo) Suor Speranza è così presente quando il bambino compie i suoi primi passi, è colei che trascorre tutti i pomeriggio con lui… culturalmente e “religiosamente”, cioè…insomma…si…ecco spiritualmente per capirci.

Dopo anni passati in compagnia di suor Speranza, il bimbo iniziò a porsi delle strane domande, ad esempio: ma perché tutte qui dentro portano il velo? E perchè pregano tanto questo “padre” che nessuno sembra aver mai visto?

  • Oh padre nostro…!

Qualche giorno, nel bel mezzo della notte, si sveglia madido di sudore in preda ad un terribile dubbio esistenziale, pensa e ripensa alle parole della sua amata suora e al battibecco avuto con alcuni ragazzi del convento… il motivo? Beh ecco… lo prendevano in giro in quanto non conosceva né la propria madre né il proprio padre… Lui diceva: Io sono figlio del Padre Nostro! Cos’è una madre? un padre? cosa significa?

  • Erano le 5 del mattino quando suor Gertrude iniziò a svegliare gli orfanelli che abitavano il convento di Sant’Agnese a Napoli.
  • Per quale ragione cosi presto? Non avevano tutto il tempo del mondo?
  • Come tutte le mattine il gallo cantò a quell’ora e Salvatore si recò in chiesa per le ordinarie e giornaliere preghiere mattutine.
  • Ecco la prima preghiera…
  • Al ritorno verso la mensa, i giovinastri attrersarono il chiostro; un gruppo di ragazzini ne aprofittarono per pianificare una burla nei confronti del povero Salvatore.
  • Ma chi è sto Salvatore?
  • È un figlio illegittimo di un ricco borghese – con un nome lunghissimo che ora non ricordo…

Padri Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis!

  • (riprende) un ricco borghese emiliano che, per non intaccare il suo rango, non lo riconobbe mai pubblicamente come suo figlio, anche se finché poté lo sostenne a distanza. Di tanto in tanto gli scriveva pure…
  • .. perché si trova in un convento? Non poteva essere affidato ad altri?
  • Era una sera uggiosa e nebbiosa dell’autunno del non molto lontano 1900, quasi un anno dalla nascita di Salvatore: il 25 dicembre 1899. Le strade silenziose e deserte, accompagnate dall’eco del vento, sono il luogo in cui ha inizio la nostra triste e teagica vicenda. Ecco le ultime parole preferite dalla madre, ritrovate in una lettera che accompagnava il neonato: Infamia, quante vite ho intenzione di distruggere ancora?
  • (lo blocca per non fargli ripetere la lettura dell’intera lettera) Perché fra tante storie di orfanelli oggi abbiamo scelto questa?
  • Per un semplice ma non banale insegnamento: tutto non è come sembra.

PADRE 5-10

Padri Infatti il nostro carissimo padre Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis con la madre parla tedesco, con il padreinglese e con il suo pony polacco parla in russo…

  • Ma non è sassuolese?
  • Credo sia più preoccupante il fatto che parli in russo con un pony polacco… o più semplicemente che lui e il pony parlano…

Ma andiamo comunque avanti… con il passare degli anni Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis impara a suonare il violino e il pianoforte contemporaneamente…

  • E come fa?
  • Con la destra suona il paino e con la sinistra tiene il violino!
  • E l’archetto???
  • A tenere l’archetto ci pensa il polacco….(pausa)… il pony…
  • Ahh

Ma lasciami andare avanti…

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FIGLIO 5-10

Figli Col progredire della crescita di Salvatore, aumentavano anche i suoi tormenti, le sue paure, la sua insicurezza. Il tedio continuo, dovuto alla gelosia degli altri ragazzi e delle altre ragazze, lo aveva condotto all’isolamento. Un dì, solare come pochi, Salvatore rattristato trascorreva il tempo spazzolando la sua amata capra, fiocco di neve.

  • Non dirmi che parlava con la capra?
  • Esattamente, ma non ci interessa; l’ importante è l’ incontro con suor Speranza.
  • Che vuoi?
  • Voglio dipingere un sorriso su quel tuo volto solcato dalle lacrime.
  • Dipingere dici? E che senso ha? Se non sei in grado di placare la mia sofferenza, puoi pure sparire dalla mia vista. Ormai la fiducia riposta in voi è scemata come neve al sole.
  • Lasci almeno che di dica una cosa: non è saggio giudicare una persona per un suo errore, indipendentemente dalla gravità dello stesso; se ci crederai intensamente, c’è la possibilità che una dolce sconcertante rivelazione emerga.

Malgrado il tentativo di suor Speranza nel riparare alle “ferite” di Salvatore, non fu capace di sventare il suo tentativo di fuga, il 13 settembre del 1911. Errante divenne la sua esistenza. Poteva contare solo sulle proprie forze, così si avviò alla ricerca di un’occupazione.

PADRE 10-15

Padri Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia.

FIGLIO 10-15

Figli Ah, mo’ sé messo a cercar lavoro?

  • Be’… doveva pur sopravvivere.
  • Ehm, è morto?
  • No, tuttavia grazie all’arte mendicatoria, chiedendo di qua e di là, riuscì a resistere per 4 anni.
  • E poi?
  • Desiste?
  • Non poteva… ormai la Grande Guerra era il suo jolly per decretare il proseguo del suo nome.

PADRE 15-20

Padri Non abbiamo ancora detto che fin da bambino Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis aveva un gran caratteristica… (pausa)… il naso!

  • Il naso ma sei serio?
  • Certo e questo naso fu la fonte della sua grande passione… il profumo!
  • (presentazione): Signora lei lo sa qual’è la differenza tra eau de toilette, eau de parfame e parfame?… Le percentuali… 30,15,8 e le percentuali sono essenze… il profumo che si sente, Lei signora lo sente il profumo? Il profumo dei soldi? E lo sa da dove provengono i soldi? La mia banca non ha interessi sui prestiti! Nella mia banca si miscelano affari, interessi, intrighi… il denaro è il profumo della vita…

Insomma questa sua passione per il profumo lo portò a intraprendere la carriera del banchiere… aveva un gran fiuto per gli affari!

FIGLIO 15-20

Figli Piegati in due, come vecchi straccioni

Gli uomini marciavano addormentati. Molti, persi gli stivali, procedevano claudicanti, calzati di sangue. Tutti finirono azzoppati; tutti orbi; ubriachi di stanchezza ll gas! II GAS!

Confusamente, attraverso l’oblò di vetro appannato come in un mare verde, Io vidi annegare.

In tutti i miei sogni, davanti ai miei occhi smarriti, la vecchia Menzogna: Dulce et decorum est pro patria mori [Morire per la patria e nobile e dolce].

  • Bella presentazione… ma in termini spiccioli quanto resiste?
  • Un riflettore elettrico ribaltava gli alberi. Quando il riflettore accecò tutti; gli uomini si videro col viso celeste. Sopravvissuto, decise abbandonare le armi dopo i primi due anni. L’ obbrobrio lo sbriciolò. Tornato a Napoli, presso il convento di St. Agnese, sperando di rivedere il viso di suor Speranza… vi trovò, invece, Suor Nausica che per pietà gli consegnò le lettere.
  • Quali lettere?
  • Quelle scritte da un padre a un figlio. Un padre pentito… suo padre.

PADRE 20-25

Padri Quindi soldi, soldi, soldi e un matrimonio…

  • Con chi? Quando si sono conosciuti?
  • Alle fiere d’ottobre naturalmente… entrambi erano intenti a odorare le essenze di un mercante, scoppiò la scintilla… questione di nasi!
  • Lui le donò un profumo- Quale?
  • .. siamo alle fiere d’ottobre quindi un profumo pesante… come l’oro zecchino… Ginepro!
  • E poi?
  • (pausa)
  • (suggerito) Marcia nuziale…
  • (attacca la marcia) No non quella… Wagner!

Figli (con molto sarcasmo) Ma va… Sanno pure chi è Wagner…

  • (attacca di nuovo) E poi?
  • Ehhh (spazientito) poi poi poi poi rose, fiori, profumi, fiori, rose, rose e rose e corna! Cabaret, feste, bordelli, postriboli etc.. questi carissimi padri, una mogli, un amante anche più di una…
  • Anche molte più di due…
  • Sì insomma va a finire che Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis ha un figlio illegittimo a Napoli…
  • A Napoli da Sassuolo?
  • .. questi sono dettagli tutto sommato trascurabili pseudo-narrativi, danno corpo alla storia… ma insomma ha un figlio illegittimo lo abbandona e fine! Ecco tutto il succo!

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FIGLIO 20-25

Figli Come va finire?

  • Disidratato dalle lacrime, si mise alla ricerca del padre.
  • Si ricongiungeranno?
  • Chi sa? Questo spetta voi deciderlo.

(Finali alternativi)

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