La porta chiusa

“Si vede che ci siamo sbagliate noi e oggi non è domenica” sorride la signora. E’ una possibile spiegazione, forse non è domenica, nonostante la tanta gente che passeggia in via Emilia centro con grande gioia dei tassisti che soffrono silenziosi procedendo a passo d’uomo tra i passanti.

Ci troviamo di fronte alla porta d’ingresso della Chiesa di San Giovanni Battista, vicino piazza Matteotti. Dietro questa porta, a pochi metri da noi, ci sono le statue in terracotta del Compianto sul Cristo morto del modenese Guido Mazzoni.

Chiesa di San Giovanni Battista, via Emilia centro, Modena
Chiesa di San Giovanni Battista, via Emilia centro, Modena

Ne avevamo parlato esattamente due anni fa, nel gennaio del 2013, consigliando la visita di questa meraviglia rinascimentale, suggestionati dalla visione del film “Il pianto della statua”. Qualcuno parlava di “teatro sacro”, a noi invece erano venute in mente pitture rupestri della grotta di Chauvet, dove le irregolarità della roccia, grazie al movimento della fiamma, davano l’idea – ben 32mila anni prima dell’invenzione del cinema – che le immagini si muovessero, prendessero vita. Così, dicevamo, sono le opere di Mazzoni: sono un falso movimento. E concludevamo con l’invito a uscire immediatamente di casa per andarle a vedere:

E dunque anche voi, turisti della domenica, tentate un piccolo esperimento empirico: andate nella Chiesa di San Giovanni Battista, vicino a piazza Matteotti, guardatevi intorno, aspettate che non ci sia nessuno, accendete una candela e fissate i volti addolorati dei compianti di Mazzoni.

Molti, successivamente, ci avevano ringraziato del consiglio, modenesi e non. E così oggi ho accompagnato un mio amico non emiliano spiegandogli che c’era una cosa che doveva assolutamente vedere, a mio parere una di quelle che rendono giustificabile una passeggiata in centro nelle affollate domeniche pomeriggio. Ricordavo l’orario di apertura della chiesa, normalmente chiusa e ora aperta in occasione della mostra di diorami biblici (bella) in corso dal periodo di Natale fino al primo febbraio: la domenica dalle 10 alle 12 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19.

Alle 16 in punto siamo davanti alla porta di San Giovanni Battista. Io, che in queste cose mi lascio andare, già pregusto l’estatica emozione della visione di questi uomini di terracotta che piangono la morte di Cristo. Certo, l’illuminazione purtroppo è quella che è, non così bella come appariva nel film “Il pianto della statua” o nei nostri sogni, ma comunque resta un’esperienza impressionante, e non vedo l’ora di godermela.

Alle 16.05 arriva una coppia di turisti. Sembra che siano venuti qua apposta. Controllano il foglio appeso sulla porta, poi mano in tasca a cercare il cellulare che conferma che l’orario è quello giusto, dunque assumono una posa di attesa, fiduciosi. Al mio amico dico che sarà questione di minuti: poi mi viene un dubbio, e se magari basta spingere il portone? Magari restiamo fuori tutta la sera come dei pirla, a fare le belle statuine, tanto per restare in tema. Quindi provo ad aprire la porta ma niente, è decisamente chiusa. I turisti sorridono.

Alle 16.15 siamo già ufficialmente in ritardo. E’ un come per i treni, cinque minuti ci stanno, dai, è la norma, 10 e che sarà mai, te ne fai una ragione, ma ai 15 inizi a maledire la voce automatica che si scusa per il ritardo, mentre ai 20 mediti di lasciare il paese.

Compianto sul Cristo Morto by Guido Mazzoni (c1450-1518)

Alle 16.20 decidiamo di fare un giro intorno, magari nel frattempo aprono. Dopotutto a Modena ci sono tante cose da vedere, no? Alle 16.40 abbiamo finito il giro: abbiamo visto tutta Modena. Ci sono altre persone che arrivano davanti alla porta chiusa, leggono gli orari, controllano l’ora, si accertano che sia effettivamente domenica, che sia effettivamente il 2015, che sia effettivamente la chiesa giusta.

Alle 16.56 andiamo via. Non so se dopo abbiano aperto: so che diverse persone si sono trovate di fronte a una porta chiusa, ed è una sensazione bruttissima. Certo, c’è di peggio: la sete, la fame, la guerra, l’abbandono, trovare chiusa la porta di casa tua con un avviso di sfratto, trovare chiusa la porta della tua pizzeria preferita e ricordarti che è lunedì, e via dicendo. Eppure ci siamo rimasti male.

Le spiegazioni possono essere tante, e sicuramente sono tutte convincenti: chi doveva aprire la chiesa avrà avuto qualche problema, speriamo nulla di grave, ma sono cose che possono capitare e siamo certi che dopo la pubblicazione di questo articolo qualcuno ci contatterà per dirci come mai la Chiesa di San Giovanni Battista era chiusa e noi ci sentiremo in colpa per aver dato tanta importanza a quello che non è un altro che un piccolo disguido. Sarà per la prossima volta. Forse.

 

Una risposta a “La porta chiusa”

  1. La gestione organizzativa per la visita ai monumenti, chiese, musei in Italia a mio parere è rispetto alle esigenze di una società mobile ed in continua evoluzione scarsamente funzionale. Abbiamo molti giovani laureati con competenze che potrebbero come minimo impegnare il loro tempo con funzioni di promotori del patrimonio culturale e non vengono valorizzati. Ci sono poi assurdità negli orari di accesso ai monumenti e beni culturali: perchè nella maggioranza dei casi il Lunedì tutti i musei restano chiusi? Mi è capitato di incontrare nella mia città, Ferrara, nelle prime ore del pomeriggio, 14,30 /15,00 un piccolo gruppo di studenti interessati alla visita della nostra bellissima cattedrale, ma prima delle 16/16,30 le chiese non aprono; ho pensato di suggerire loro la visita al Museo della Cattedrale…..ma dimenticavo che era un lunedì. Avviandomi mi sono rammaricata, un Museo prezioso, decoroso eppure poco valorizzato e anche questo chiuso il Lunedì tutta la giornata!

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