“La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive”

Quella che chiamiamo la “grande guerra”, non si concluse nel 1918 come la consuetudine ci porta a ritenere, ma trent’anni dopo, nel 1945, quando gli eserciti alleati sconfiggendo la Germania nazista posero fine a una lunga stagione di conflitto, palese o latente, per l’egemonia in Europa. Con il paradosso, se vogliamo, che dopo quell’immensa carneficina prodotta da due scontri totali nessun paese europeo fu in più grado di assumere il ruolo guida del continente consegnandolo, di fatto, agli Stati Uniti. Almeno fino all’alba del nuovo millennio, quando la Germania ha cominciato a riprendere saldamente in mano, a livello politico ed economico, la leadership europea, che la Ue, l’Europa unita nelle sue istituzioni collettive, non è mai stata in grado di assumere.

Ecco perché ripercorrere le origini di questa lunga storia cominciata esattamente un secolo fa (per noi italiani l’inizio del conflitto data il 24 maggio 1915) non è un mero esercizio di memoria legato a una ricorrenza da commemorare obbligatoriamente, insomma un compito poco meno che retorico, ma un percorso a ritroso per trovare nel passato le radici del presente. Di quello che siamo oggi, certamente, ma anche di quello non siamo e che forse avremmo potuto essere. Proprio in questi anni in cui il frutto comune nato da quella lunga parentesi bellica, la Comunità europea, viene continuamente messo in discussione dal rifiorire un po’ in tutta Europa di un fenomeno come il nazionalismo.

Claudio Longhi
Claudio Longhi

Il modo in cui a Modena e provincia si è scelto di aprire uno spazio collettivo di riflessione su simili argomenti epocali è assolutamente originale, per tempi e modi. Il progetto “Carissimi padri, almanacchi della “Grande Pace” (1900-1915)” infatti, non solo accompagnerà i cittadini in una serie di attività che andrà avanti per un anno intero, ma lo farà scegliendo di raccontare in forma teatrale, narrativa, gli anni che hanno preceduto lo scoppio del conflitto e che dunque ne sono premessa e genesi.

Il percorso, promosso da Emilia-Romagna Teatro insieme a altri quaranta partner tra Modena e Provincia, partirà dalle luci abbaglianti dell’Esposizione Universale del 1900 fino al maggio glorioso del 1915, lungo un percorso che ci porterà a fare i conti con i nostri “Padri carissimi” che dal 1914 al 1918 mandarono al macello un’intera generazione. Ideato e diretto dal regista Claudio Longhi, “Carissimi padri” articolerà i suoi appuntamenti procedendo, dopo uno scoppiettante avvio nei prossimi giorni, nella lettura del capolavoro di Thomas Mann, “La montagna incantata” la cui trama merita di essere brevissimamente ripercorsa per comprendere le motivazioni di una simile scelta.

Il 01 settimana partenza-pieghevole.inddprotagonista, Hans Castorp, giovane ingegnere di Amburgo, si reca a trovare un cugino ricoverato in un sanatorio a Davos in Svizzera ma, scopertosi a sua volta ammalato, finisce per restarvi sette lunghi anni. A contatto con il microcosmo del sanatorio, una serie di personaggi che costituiscono uno spaccato della società europea del tempo, Castorp troverà un suo equilibrio tra salute e malattia, personale e collettiva. Fino alla conclusione del romanzo quando, allo scoppio della prima grande guerra, Hans si arruola e viene così strappato alla raffinata quanto fragile atmosfera di quei “malati d’Europa”. E’ la fine di un’epoca, dell’Europa gaudente e dorata della Belle Epoque, simboleggiata proprio dal gruppo di malati rinchiusi nel sanatorio.

Le letture – venti in tutto gli appuntamenti nel corso dell’anno – di varie parti del romanzo di Mann saranno accompagnate da una serie di azioni culturali e di riflessioni sulla Grande Guerra fino ad arrivare allo spettacolo/sintesi nel dicembre 2015. Conclusione del percorso di studio così sviluppato, teso ad articolare nuove modalità di relazione tra il teatro e la sua città di riferimento.

Corposo il programma con cui si darà fuoco alle polveri (immagine efficace, visto l’argomento):

  • Martedì 20 gennaio la Fondazione San Filippo Neri di Modena ospiterà alle ore 21.00 la cena-spettacolo “Kabarett à la carte: 1900 o L’Esposizione Universale”.
  • Mercoledì 21 gennaio alle ore 21.00 presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale di San Felice sul Panaro, serata di letture e musica “Laggiù, nel silente giardin…”: la Belle époque fuori delle capitali tra pagine letterarie memorabili e musiche accattivanti.
  • Venerdì 23 gennaio presso il Dipartimento di Economia Marco Biagi di Modena dalle ore 21.00 (cinque ingressi: 21.00, 21.10, 21.20, 21.30, 21.40) con l’atelier “Spendi! (Vendi!) eSpandi!”: l’età d’oro della sicurezza. Impegnati, oltre al gruppo di lavoro di attori di Claudio Longhi, anche centocinquanta modenesi che daranno voce, lungo gli ampi corridoi del Foro Boario, all’Europa produttiva e finanziaria d’inizio Novecento.
  • Le attività di avvio del progetto si concludono sabato 24 gennaio alle ore 17.30 presso la Biblioteca Civica Antonio Delfini con la prima delle venti puntate della lettura de “La Montagna incantata”.

01 settimana partenza.indd

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *