La fotografia è morta. Viva la fotografia

La fotografia è morta. Viva la fotografia

Ancora pochi giorni per poter visitare alla Galleria Civica la mostra su Art Kane, grande fotografo ma soprattutto, grande visionario. In un'epoca satura di immagini in cui tutti fotografano tutto allo stesso modo, vale la pena scoprire - o riscoprire - chi e cosa, ancora oggi, fa la differenza.

0
CONDIVIDI

“Chissà cosa ne penserebbe dei filtri di Instagram” è stata la prima cosa che ho pensato vedendo la mostra “Art Kane. Visionary” in corso, ancora per poco, alla Galleria Civica di Modena.

Spunto banale e non all’altezza del visionario talento del grande fotografo americano, lo so. Eppure, vedendo quei colori così potenti, così realistici e allo stesso tempo così lontani da un semplice e insoddisfacente verismo, la domanda è saltata fuori dal mio cervello, anche se non volevo.

The Waters of Venice- Look- 1969 Art Kane. "Chi usa Photoshop non è un vero fotografo!"
The Waters of Venice- Look- 1969 Art Kane. “Chi usa Photoshop non è un vero fotografo!”

Cosa ne penserebbe Art Kane di Instagram? E che dire di Photoshop? Che dire soprattutto dei fotografi che oggi disdegnano l’uso del fotoritocco – per alcuni strumento del Demonio – di fronte alle meraviglie illusionistiche di Kane, dei suoi giochi di prestigio ricavati dalla “tecnica sandwich” (più foto sovrapposte, a creare nuovi strani mondi) e altre tecniche pionieristiche, di chi guardava dentro l’obiettivo ma vedeva ben oltre?

Parole sue.
Parole sue.

“Visionario”, termine oggi usato e abusato, soprattutto in campo artistico e cinematografico, e che secondo il dizionario si riferisce a “chi ha delle visioni, che immagina e ritiene vere cose non rispondenti alla realtà, o elabora disegni inattuabili”. Nel caso di Kane non ci sono dubbi: siamo autorizzati a usarlo.

Harlem 1958. Più che una foto che  documento un evento, una foto che diventa un evento.
Harlem 1958. Più che una foto che documenta un evento, una foto che diventa un evento.

Non foto che pongono domande ma foto che fanno sorgere domande in che le guarda. A parte le banalità su Instagram e Photoshop (e la fotografia digitale tutta: “Di venti foto ne sceglieva cinque” dice Franco Fontana, suo amico: numeri che oggi fanno ridere, in un’epoca in cui scattiamo 500 foto al nostro gatto) ogni scatto di Kane possiede una intrinseca potenza che non può che colpire e stimolare lo spettatore. Sia che si tratti di testimonianze di eventi, resi tali per il semplice fatto che la foto è stata scattata, come nel caso del celeberrimo scatto di “Harlem 1958”, con 57 leggende del jazz tutte su un marciapiede (in questo caso l’evento è la foto stessa). Sia che tratti di raccontare il Vietnam, Hiroshima, il consumismo, oppure la lotta per i diritti civili negli Stati Uniti e casi particolari come quello dell’occupazione di Alcatraz da parte di un gruppo di nativi americani.

ArtKane091

Un capitolo a parte per la musica, con i ritratti che l’hanno reso famoso delle band di quel periodo e di personaggi come Bob Dylan, Janis Joplin, gli Who, o un Louis Armstrong ritratto in maniera assolutamente originale, senza tromba, non sudato, senza le solite guance gonfie e gli occhi spiritati, ma semplicemente seduto, placido, con la luce del tramonto a illuminarlo. “Idea banale ma funzionava” dice lo stesso Kane.

louis-armstrong-1958-photo-art-kane-low
Louis Armstrong fotografato da Art Kane nel 1958.

Le foto legate alla musica sono forse quelle che l’hanno reso più popolare, eppure appaiono oggi paradossalmente le più datate. Ma non per colpa di Kane. Il paradosso si spiega così: pose, tecniche, idee, simboli, sono gli stessi che vediamo oggi ovunque nelle foto di band e musicisti scattate da fotografi evidentemente – forse senza nemmeno saperlo – influenzati dall’immaginario e dall’estetica di Kane. Così, rivedendo gli originali, abbiamo una forte sensazione di déjà vu. I Rolling Stones ripresi da sotto – scatto che ogni band rock di oggi ha fatto almeno una volta – Bob Dylan seduto per terra in un angolo con faccia da tormentato, i Cream sui binari con le chitarre: tutti standard, cliché della fotografia musicale di oggi. Non si sfugge. E’ il passato a rincorrere il presente o il presente a rincorrere il passato?

Arriva per tutte le band un momento in cui si scatta una foto così. Non si sfugge.
Arriva per tutte le band un momento in cui si scatta una foto così. Non si sfugge.

E sempre a proposito di clichè si vedano le donne, e tutta la fotografia di moda di Art Kane, praticamente la stessa che oggi riempie le pagine delle riviste fashion ma anche di certa fotografia alternativa molto diffusa su Internet, sopratutto in siti come Flickr e Tumblr, con donne seminude e serpenti, blocchi di ghiaccio, corpi senza teste, surrealismo, pose innaturali. Una foto su tutte, forse la più rappresentativa, che sembra davvero uscire dallo stream di Tumblr anche se è dal 1974, e cioè una ragazza in mezzo al verde che scatta una foto con uno strumento vintage utilizzando il vestito come telo, lasciando scoperte gambe e fondoschiena. Sembra l’estetica ironica, sexy e nostalgica di questi anni, ma è di 41 anni fa.

22923ac74227d6516469cbedad132cd5

Insomma una mostra, questa su Kane, che non annoia (cosa, almeno per me, di per sé sorprendente) e che fa vedere come l’immaginario contemporaneo sia irrimediabilmente influenzato dal passato, tanto da pensare che forse non ci sia più spazio per il “mai visto”, per immagini vergini e sorprendenti, soprattutto sulle pareti delle gallerie civiche, musei e altri luoghi di questo tipo.

Picture 7

Ma che allo stesso tempo – ecco un altro paradosso – lascia intravedere stralci di sfocato ottimismo: se prima di entrare eravate dell’idea che non ci sia più niente da fotografare, che tutti i fotografi scattano tutti la stessa foto e tutti allo stesso modo, che il mondo è saturo di immagini e le nostre menti sazie fino alla nausea, se insomma avevate pensieri apocalittici sulla fotografia così come li avevo io, forse uscendo avrete cambiato idea.

Perché se in passato qualcuno ha scattato foto così sorprendenti, allora forse qualcun altro scatterà altre foto sorprendenti, forse qualcun altro guarderà nell’obiettivo e vedrà oltre. Forse. Oppure no, e allora ci arrenderemo alla dittatura del già visto.

720x405-ArtKane155

La mostra “Art Kane. Visionary” si trova alla Galleria Civica di Modena, corso Canalgrande 103, fino al 20 settembre 2015.

ORARI DI APERTURA
giovedì e venerdì 17.00-19.30
sabato, domenica e festivi 10.30-19.30
lunedì, martedì e mercoledì chiuso

orari durante il festivalfilosofia 2015
venerdì 18 settembre, 9.00-23.00
sabato 19 settembre, 9.00-1.00
domenica 20 settembre 9.00-21.00

ArtKane046

 

306e1df316ebbdfc429a4029ab9bd849

072665_aef75f3b9551418bb90ccafdd06c961d

HOPI CHIEF 001

 

 

CONDIVIDI
Nato a Oristano nel 1984. Scrive, fa video e cammina molto. Trova Modena più interessante di Bologna.

NESSUN COMMENTO

Rispondi