La felicità un tanto al chilo

La felicità un tanto al chilo

Quattrocento anni fa un medico dell'Università di Padova, Santorio Santorio, metteva a punto il pesa-persone gettando le fondamenta della moderna “dittatura delle calorie”, una nevrosi collettiva legata alla supremazia dell'aspetto fisico che si manifesta anche con l'auto-misurazione compulsiva del peso.

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400 anni fa un medico di origine istriana perfezionava la stadera, l’antenato del pesa-persone. Santorio Santorio non aveva idea dell’uso improprio che si sarebbe fatto di questo strumento e dell’odierna degenerazione culturale legata alle diete, agli stili di vita e alla percezione di sé in generale. Solo in età contemporanea l’uso di quest’apparecchio si è esteso fino a diventare un elettrodomestico presente in tutte le case.

Il riflesso di soppesare gli oggetti sollevandoli con entrambe le mani simultaneamente per confrontarne i rispettivi pesi è probabilmente all’origine dell’idea di sospendere due piatti dello stesso peso agganciati a due leve identiche oscillanti sullo stesso asse. Non sappiamo chi abbia inventato la bilancia né il luogo d’origine di questo strumento. Sappiamo che sin dall’ VIII secolo avanti Cristo era già in uso in Egitto e in Mesopotamia. Il suo utilizzo era legato al commercio. Nell’Antichità le autorità amministrative delle polis greche e delle province romane introdussero la pesa pubblica: il monitoraggio e la misurazione pubblica del peso delle merci al fine di garantire l’onestà delle attività di vendita.

Bilancia di fine '800. Fonte immagine
Bilancia di fine ‘800. Fonte immagine

In provincia di Modena, a Campogalliano, ha sede il Museo della Bilancia. Una pregevole collezione che ripercorre l’evoluzione degli strumenti per pesare. L’esposizione conta oltre mille pezzi fra bilance, stadere, pesi e pesiere con apparecchi provenienti da tutto il mondo che coprono un periodo che va dall’epoca romana fino ai giorni nostri. Un museo unico nel suo genere in Italia che attesta l’esistenza di una ricca tradizione agricola e artigianale locale. A Campogalliano si trova infatti anche la sede della Società Cooperativa Bilanciai, una delle realtà industriali più importanti nel settore, fra i primi produttori al mondo di strumentazioni per pesare.

Partendo da una funzione commerciale l’uso della bilancia ha attraversato i secoli determinando cambiamenti fondamentali nel campo della scienza, della medicina e della società. Oggi, in un mondo occidentale che ha fondato i suoi costumi sull’apparenza generando modelli ipocalorici, la bilancia è lo strumento dell’auto-misurazione dell’adeguatezza sociale. Santorio aveva predisposto e perfezionato la stadera per un uso prettamente medico, non estetico: era un pioniere degli studi sul metabolismo nonché professore ordinario di Medicina Teoretica all’Università di Padova, una delle più antiche università d’Europa. All’epoca la psichiatria non esisteva ancora e nemmeno i consulenti di immagine.

In età moderna la traiettoria della percezione del corpo imperfetto, in Occidente, è organica a tre grandi correnti di pensiero. La prima, nel Rinascimento, introduce l’idea che sia possibile aspirare a un corpo di giuste proporzioni come ideale di bellezza, ripristinando i canoni plastici greci: da Fidia a Michelangelo. Nel XVI secolo, con il medico belga Andrea Vesalio, si fa strada invece l’idea che è possibile anche “riparare” il corpo attraverso un trattamento e una cura adeguata per ridare ad esso vitalità. Infine, a inizio del XVII secolo, Girolamo Mercuriale teorizza l’uso della dieta e della ginnastica su base medica: secondo il pediatra romagnolo è possibile modellare il proprio corpo secondo la propria volontà.

La Riforma protestante darà poi il suo contributo al dibattito. Ancorata alla morale puritana, essa radicalizza nella pratica i concetti di capacità di auto-controllo al fine di “regolare” il corpo. Il resto è contemporaneità: l’auto-quantificazione dal XIX secolo in poi attraverso il pesapersone, l’indice di massa corporea, la moda e lo specchio saranno le misure sulle quali si articolerà efficacemente e in modo del tutto inedito questo auto-governo di sé stessi, in cui l’individuo diventa al contempo padrone e schiavo del proprio aspetto e quindi della bilancia.

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Dati recenti mostrano che il 73% delle italiane desidera perdere peso e che il 70% delle ragazze adolescenti stanno facendo sforzi per controllare la propria massa corporea. Ad opporsi a questo stato di cose negli ultimi anni si sono moltiplicate a livello locale e internazionale le iniziative quali la “Giornata senza dieta organizzata”. Queste iniziative a tema si propongono di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti negativi di regimi dietetici estremi e dell’abuso dell’auto-pesatura. L’obiettivo è di ridurre l’eccessiva preoccupazione legata al peso, in parte boicottando l’utilizzo dello strumento messo a punto da Santorio.

L’uso quotidiano del pesa-persone per fini estetici può avere effetti perversi. “L’atto di pesarsi ogni giorno può aumentare la nostra frustrazione”, dicono i nutrizionisti più ascoltati. L’uso del pesa-persone si presta infatti a usi compulsivi e malsani di auto-monitoraggio.

Un’ossessione che può provocare, nelle figure più deboli, disturbi alimentari e malattie quali l’anoressia. L’ansia e la frustrazione che accompagnano questa mania influiscono sullo stile di vita: accanto all’auto-misurazione esistono anche altri comportamenti compulsivi quali l’esercizio fisico ossessivo.

Moderna bilancia digitale pesa persone Fonte immagine
Moderna bilancia digitale pesa persone Fonte immagine

Gli indicatori della bilancia possono essere fuorvianti se presi a parametro di uno stato di salute generico. Tutti noi conosciamo persone magre e felici che si alimentano male, fumano, bevono, sono sedentarie e contano sulla bilancia come unico indicatore della propria salute. Ma i numeri sul display non riflettono necessariamente una condizione fisica sana.

La bilancia non è il miglior metro per misurare la salute, essa non rivela tutto. Ad esempio, non tiene conto dei cambiamenti nello stile di vita. Semplici cambiamenti nella dieta e una maggiore attività fisica hanno un impatto significativo sulla salute e sull’umore anche se non provocano automaticamente la perdita di peso.

Secondo alcuni nutrizionisti non è necessario utilizzare il pesa-persona. O almeno non è utile usarlo più di una volta al mese. Per i casi non patologici (obesità o stato di magrezza) invece di pesarsi continuamente è consigliato tenere un giornale di bordo in cui ci si pone obiettivi realistici e funzionali al miglioramento del proprio stile di vita, adottando nuove e più salubri abitudini come mangiare una verdura o un frutto in più al giorno o camminare qualche minuto in più ogni giorno.

E’ poi possibile controllare l’evoluzione del nostro peso e tracciare i nostri progressi osservando semplicemente i cambiamenti dei nostri corpi allo specchio, oggetto che non mente mai. O contando su altri criteri per misurare la propria forma fisica come la dimensione dei nostri vestiti (se galleggiamo o meno nei jeans e nei maglioni) e la facilità con cui il nostro corpo compie alcuni movimenti che una volta erano difficili da eseguire come chinarsi per allacciare le scarpe.

Equilibrio. Fonte immagine
Equilibrio. Fonte immagine

Esaminare i cambiamenti del proprio fisico allo specchio e conoscere il proprio corpo per quello che è rappresenta l’approccio più sano in una società in cui la pressione per rientrare negli anoressici canoni di bellezza è fortissima. Guardarsi allo specchio e cessare di essere schiavi delle cifre del mini-monitor della bilancia e di cervellotici calcoli “fai da te” su grassi e carboidrati assunti, numeri che sono comunque influenzati da decine di fattori variabili.

E se nonostante gli sforzi di una dieta spartana e di un’intensa attività fisica il nostro corpo non sembra cambiare e non si riesce ad arrivare al “peso-forma” ideale è forse giunto il momento di avviare la fase di auto-accettazione personale ché si è arrivati al peso-forma personale sotto e sopra il quale c’è sola la dittatura dell’aspetto nelle sue molteplici e crudeli forme.

In copertina, il volume di Santorio Santorio “Statica medicina”. L’immagine rappresenta lo stesso Santorio seduto sulla grande bilancia  usata per studiare le trasformazioni metaboliche in soggetti sperimentali.

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Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

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