La cultura? Si costruisce in rete

Oggi alle 18, nella sala ex Oratorio del Palazzo dei Musei in largo Sant’Agostino, l’Assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza presenterà alla cittadinanza, dopo averlo fatto ieri in Commissione consiliare Servizi, le linee guida e gli obiettivi che ha scelto di darsi l’Assessorato relativamente ai bandi pubblici – in via di definizione – volti a raccogliere proposte di progetti culturali delle associazioni modenesi e assegnar loro i contributi economici stanziati. I bandi sui quali si sta lavorando sono due: uno relativo alla programmazione dell’Estate Modenese 2015; l’altro riguardante lo svolgimento di rassegne e programmazioni annuali (cicli che si sviluppano su diversi appuntamenti in un arco temporale esteso), oppure progetti speciali e singole iniziative (manifestazioni mirate in occasione di particolari circostanze, eventi, ricorrenze, iniziative di durata temporale limitata e circoscritta).

cavazzaMa al di là del merito, al di là della effettiva disponibilità economica che i tempi di magra consentono per sostenere le attività culturali, ciò su cui l’Assessore intende far sentire maggiormente la propria impronta, è il modello di compartecipazione del soggetto pubblico alle iniziative dei soggetti proponenti. Un modello volto a favorire l’autonomia dei soggetti stessi, la corresponsabilità, la capacità d’intessere relazioni anche strategiche. Criteri che saranno fondamentali per l’assegnazione dei fondi a tutti coloro che presenteranno i propri progetti.

Il bando pubblico dunque, come strumento per far emergere la creatività che la città può esprimere e per raccogliere e selezionare i progetti delle associazioni e dei soggetti attivi sulla scena culturale che il Comune sosterrà e inserirà nella programmazione, mantenendo un ruolo di indirizzo ma affidando ai proponenti la realizzazione. Tra i criteri da valutare ci saranno, oltre alle qualità artistiche, l’uso di linguaggi e strumenti innovativi, la capacità di coinvolgere altri soggetti del territorio nell’ottica di fare rete, la valenza «sociale» dei progetti, l’autonomia organizzativa.

palazzomuseiIl bando, con i suoi criteri di “premialità”, si prefigge alcuni obiettivi strategici:

  • valorizzare il concetto di “welfare culturale”, e il ruolo di “promozione sociale” che i progetti e le iniziative possono svolgere, aiutando ad affrontare “criticità sociali” (ad esempio il contributo che può essere dato da progetti culturali al contrasto della dispersione scolastica e delle condizioni di solitudine e isolamento degli anziani);
  • incentivare la costruzione di “reti” tra associazioni culturali e non solo; la progettazione condivisa e il coinvolgimento di diversi soggetti, per dare più forza ai progetti ed elevare il loro livello qualitativo;
  • sollecitare la ricerca di partnership e co-finanziamenti (pubblici e privati) ai progetti e alla loro sostenibilità economica, non riponendo solo sul Comune l’aspettativa di un concorso economico;
  • incentivare l’autonomia di carattere tecnico e/o organizzativo.

“In sintesi – ha spiegato Cavazza in Commissione – il quadro complessivo che si cerca di delineare, con i meccanismi ‘premianti’ dei progetti presentati, è quello di un sistema in cui le associazioni sono incentivate a lavorare di più insieme, a unire le forze e le idee, a integrare progettualità, a coinvolgere maggiormente il territorio nel sostegno alle proprie attività, ad essere più autonome. Mentre il Comune dovrà svolgere un ruolo di indirizzo, sostegno e promozione, lasciando a chi realizza i progetti la responsabilità della gestione”.

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