L’Islam diventerà la prima religione del pianeta?

L’Islam diventerà la prima religione del pianeta?

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Secondo diverse stime Onu, stanti gli attuali tassi di crescita, nel 2100 la terra potrebbe essere abitata da poco meno di 16 miliardi di persone. Per la cronaca, attualmente siamo in circa 7 miliardi. Tralasciamo per un attimo tutti i problemi ambientali e alimentari che una simile crescita ci imporrà – ci impone già – di affrontare, per aggregare a questo dato ipotetico ma non troppo, un altro che risulta essere parecchio interessante dal punto di vista culturale e sociale. Secondo uno studio realizzato in sei anni di lavoro dal Pew Research Center di Washington, da qui al 2050, i cristiani rimarranno ancora il più grande gruppo religioso del pianeta, ma di poco: l’Islam crescerà più velocemente di qualsiasi altra grande religione.

Islam Growing Fastest
La previsione, costruita sulla base sondaggi e indici relativi a fertilità, età media, mortalità e flussi migratori, ipotizza per i prossimi quattro decenni un aumento del 73% dei musulmani (attualmente sono circa 1.6 miliardi) che, per la prima volta nella storia, porterà nel 2050 quasi alla parità il loro numero complessivo – 2.8 miliardi, il 30% della popolazione mondiale – rispetto ai cristiani, oggi 2.2 miliardi, 2,9 miliardi, il 31% della popolazione mondiale, il dato previsionale per il 2050.

islam_crescita

L’Europa è l’unico continente in cui per il futuro si prevede una diminuzione della popolazione totale. I cristiani europeo dovrebbero ridursi di circa 100 milioni nei prossimi decenni, passando dagli attuali 553 milioni a 454. Anche se rimarranno il più grande gruppo religioso d’Europa, si prevede che percentualmente scenderanno dai tre quarti della popolazione complessiva attuale, a meno di due terzi. Entro il 2050, quasi un quarto degli europei, il 23%, potrebbero non dichiarare più alcuna appartenenza religiosa, mentre i musulmani dovrebbero raggiungere circa il 10% della popolazione del continente, rispetto al 5,9% del 2010.

E’ evidente che, al di là della difficoltà di prevedere esattamente ciò che avverrà da qui al 2050, la tendenza è evidente già da oggi. Si tratta quindi di affrontare i cambiamenti epocali che sta vivendo la nostra società e la nostra cultura con intelligenza, capacità di visione e lungimiranza politica. Non esattamente il tipo di atteggiamento che si può osservare, purtroppo, in molta parte della classe dirigente di questo Paese.

 

 

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