Il progresso possibile, se ne discute a Modena

Tra le politiche decise nel Trattato di Lisbona del 2007, entrato in vigore nel 2009, ci sono due parole chiave: ricerca e spazio.

Spazio, inteso come area e ambito di ricerca. Il trattato infatti fornisce una base giuridica che dovrebbe stimolare la libera circolazione dei ricercatori, promuovendo ad esempio l’eliminazione di quegli ostacoli giuridici, fiscali e burocratici che spesso ostacolano la ricerca.

L’idea è di creare uno “spazio europeo della ricerca” e per farlo, dal 2007 al 2013, vengono dati 50,5 miliardi di euro.

 

Poi c’è lo spazio inteso in senso astronomico, cioè quell’affascinante vuoto tra i corpi celesti. L’Ue nel Trattato vuole favorire una “politica spaziale europea”, collaborando attivamente con l’Agenzia spaziale europa (agenzia internazionale non legata all’UE e concorrente della Nasa). Queste politiche legate allo sviluppo della ricerca in Europa hanno l’obiettivo di favorire anche la famosa competitività in tutti i possibili settori. Stimolare l’economia favorendo la ricerca. E’ anche questo il progresso, no? E’ anche di questo che si parlerà nei cinque appuntamenti del Centro Culturale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, da febbraio ad aprile. Titolo della serie di incontri: “Progresso. Tra istituzioni politiche e dinamiche sociali”.


 

“Nelle società è in corso il tentativo di coniugare lo sviluppo civile e politico con il progresso scientifico ed economico” spiega Carlo Altini, Direttore scientifico della Fondazione. “Appare però come un compito quanto mai arduo, reso ancora più complesso dalla crisi finanziaria degli ultimi anni. Questo compito richiede alle istituzioni europee lo sforzo di immaginare e mettere in pratica nuove forme di progettualità, capaci di governare anche il lato oscuro del progresso”.

Il rischio infatti è che il “progresso” lasci indietro qualcuno. Perché in una società democratica, il progresso è possibile solo se coinvolge tutti, se la società avanza e si sviluppa senza nascondere la polvere sotto il tappeto. “La distribuzione della ricchezza ha generato nuove forme di diseguaglianza, – afferma Roberto Franchini, presidente della Fondazione – erodendo il sistema europeo del welfare state ed esponendo gruppi sociali sempre più ampi al rischio di povertà e marginalizzazione”.

Il problema dunque non è solo erogare miliardi o promuovere meritevoli politiche di sviluppo tecnologico e scientifico e dunque economico. Ma anche dotare le società di strumenti di regolamentazione più efficace: “Da soli né il progresso economico né quello tecnologico possono rendere la vita dell’uomo più sicura e il mondo più stabile e ordinato” continua Franchini. “Dal punto di vista politico, infatti, la globalizzazione ha contribuito a ridisegnare l’ordine del mondo”.

E’ intorno a questi temi che si svilupperanno le cinque lezioni.

Ecco il calendario:

12 Febbraio 2015 – Rivoluzione digitale. Libertà e controllo nelle nuove forme di comunicazione, di Adriano Fabris, professore di Filosofia morale all’Università di Pisa

20 Febbraio 2015 – Nuove modernità. Produzione. Sostenibilità e comunità dopo la crisi, con Enzo Rulllani presidente del Centro studi TeDIS alla Venice International University

6 marzo 2015 – Giustizia globale. Tra sovranità nazionale e cosmopolitismo, di Sebastiano Maffettone, docente di Filosofia politica all’Università LUISS di Roma

27 marzo 2015 – Il progresso della felicità. Capitalismo ed etica del mercato, con Luigino Bruni, professore di Storia del Pensiero economico all’Università LUMSA di Roma

1 aprile 2015 – Pensare il futuro. Immaginazione e previsione sociale, di Roberto Poli, professore di Filosofia morale all’Università di Trento.

Tutte le conferenze si svolgeranno alle 17.30 presso il Centro Culturale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5 – per info: 059.421240). La partecipazione è gratuita.

Inoltre sarà possibile seguirle anche online, in streaming, sul sito della Fondazione.

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