Il posto delle macchine nel mondo dell’uomo

«Abbiamo nuove metodologie di produzione e l’automazione sta diventando sempre più intelligente: se attuata nella maniera giusta, può creare un vero e proprio lavoro di squadra tra lavoro e macchina. Stiamo vivendo un periodo “emozionante”». Sono le parole di Don Norman, studioso americano guru dell’antropologia moderna intervenuto di recente a Fiorano Modenese in un seminario organizzato dal CRIT di Vignola, società che supporta le imprese nei processi d’innovazione. Norman ha parlato dell’interazione uomo-macchina nell’era della produzione digitale (digital manufacturing), catturando l’attenzione di una platea di manager d’importanti aziende del territorio modenese (Ferrari, CNH, Tetra Pak e molte altre).

Autore di best seller che incrociano psicologia, usabilità e design, tra cui “La caffetteria del masochista” e Le cose che ci fanno intelligenti. Il posto della tecnologia nel mondo dell’uomo, Norman ha offerto tantissimi spunti di riflessione.

2015 06 16_Foto Don Norman_seminario organizzato dal CRIT4

Qual è il potere dell’automazione? «Stiamo imparando sempre più a costruire macchine che si controllano da sole» ha spiegato Norman. «Negli stabilimenti abbiamo macchine che sono sempre più automatiche: si muovono da sole e movimentano la merce senza un operatore che debba controllarle. Automazione e guida sono aspetti che hanno il primo posto nello stabilimento. L’automazione toglie posti di lavoro e sta cominciando a portare via anche il lavoro anche a designer, avvocati, commercialisti».

Qual è il modo giusto per fare automazione? «Prendiamo una calcolatrice: non porta via il mio lavoro ma lo semplifica. Formulo il problema e poi con la calcolatrice posso fare dei calcoli complessi che prima non ero in grado di fare. Questo è quello che chiamo “il lavoro di squadra tra uomo e macchina”: il mio lavoro non è stato tolto, ma migliorato».

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Tante le domande dalla platea. E anche sulla Quarta Rivoluzione Industriale Don Norman ha detto la sua. «Penso che la rivoluzione industriale di oggi sia la personalizzazione del prodotto per ogni singolo consumatore. Nella ceramica, di cui Sassuolo è un centro d’eccellenza, vengono fatte cose straordinarie. Si disegnano piastrelle come si vuole: con l’immagine dei propri figli o dei propri animali, con cui si arreda poi il salotto o la cucina. Così è anche nel tessile e in moltissimi altri settori».

A portare Norman nel modenese è stato il CRIT, società privata specializzata nella ricerca e analisi di informazioni tecnico-scientifiche e in attività di sviluppo di progetti di ricerca. «Progettare e sviluppare interfacce uomo-macchina secondo i nuovi criteri di usabilità è fondamentale per l’industria del futuro, soprattutto nell’ambito del Digital e Intelligent Manufacturing per le grandi potenzialità che le nuove tecnologie offrono per la gestione delle macchine stesse e per la necessità di rendere la produzione più flessibile e ancor più affidabile» sostiene Federico Corradini, Presidente di CRIT.

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«È necessario però – continua Corradini – approcciarne la progettazione in maniera differente avendo una chiara visione delle funzionalità da garantire, ma, tenendo conto dei comportamenti degli utenti/operatori, è indispensabile assicurare la “comprensibilità” dell’interfaccia per permettere anche la gestione di attività complesse e non solo l’ apparente “semplicità” dei comandi. In sintesi, le interfacce devono essere progettate per l’impiego a cui sono destinate, mantenendo al centro il ruolo dell’uomo».

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