Il gusto della contaminazione: il cibo come musa

Se la cucina è ormai eletta ad arte, capita anche che l’arte si ispiri al cibo. La parola chiave dell’ interessante mostra alla Chiesa San Carlo sul cibo come musa, come fonte d’ispirazione di arte, moda e design è “contaminazione”. L’Italia, si sa, è ossessionata dal cibo, e Modena in particolare. Ma se pensate che sia una caratteristica recente, vi sbagliate (dopotutto basta pensare all’Arcimboldo, citato anche nella mostra…). “Il gusto della contaminazione – Percorsi di stile nelle arti italiane” racconta come già nel ‘600, nella scuola pittorica emiliana, il cibo fosse al centro dell’immaginario ritratto nei dipinti. Opere di Malagoli, Barbieri (fratello del Guercino), Rivalta, Munari, Malatesta e Boselli, con nature morte, frutta, cacciagione, pesci e angurie: insomma, tutto ciò che si può trovare nel vicino mercato Albinelli.

20150530_112603

Se ci si sposta poi nel ‘900, la contaminazione tra arte e cibo è sempre più evidente e sorprendente, soprattutto nel campo della moda, con abiti con stampe a tema alimentare. Le pere di Valentino, i tappi di Moschino, il divertente cappello hamburger di Balestratti, le scarpe con il tacco a banana di Zambon, fino alle opere di stilisti più recenti, come quelle di Stella Jean, talento multietnico di base a Bologna. Ma fra i tanti pezzi esposti quelli che forse sorprendono di più sono fatti da illustri sconosciuti: gli allievi del Venturi, con due abiti provocatori dove l’ossessione per il cibo viene fuori in maniera molto originale. Un primo abito fatto di piatti e tappi di plastica e un altro di pasta e scatole di pasta. Decisamente iconico, come si dice in questi casi nel campo della moda. Ma vedendo tutto questo cibo indossabile ma non commestibile la domanda è una: ma non siamo un po’ ossessionati dal cibo? Fare questa domanda proprio a Modena, e proprio durante l’Expo, apparirà forse fuori luogo. Ma la sensazione è che in testa abbiamo tutti quella cosa lì. Non il sesso, ma il cibo. In alcuni casi perfino letteralmente, come dimostra il simpatico cappello-hamburger.

vestiti-contaminazione

La mostra, inaugurata il 28 maggio, resterà aperta fino al 19 luglio 2015 presso la Chiesa San Carlo di Modena.

Orari: Giovedì e Venerdì 16.00-19.30

Sabato, Domenica e Festivi 10.00-13.00 e 16.00-19.30

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *