Il gioco? E’ una cosa seria

huizingaD’accordo, i giochi si evolvono insieme ai gusti della società e certamente oggi non si gioca allo stesso modo – e con gli stessi giochi – di venti, trenta o quarant’anni fa. Ma ciò che rimane immutato nel tempo è la voglia di giocare,da bambini naturalmente, ma anche da adulti. Il primo a parlare del gioco e della sua importanza in modo sistematico è stato lo storico olandese Johan Huizinga che nel suo saggio del 1939 “Homo Ludens” considera il gioco come “funzione creatrice di cultura” e lo riconosce come origine di ogni manifestazione culturale.

Per Huizinga il gioco permea e modella ogni prodotto culturale caratterizzando l’uomo come animale culturale (homo ludens appunto, di importanza non minore rispetto all’homo faber). Le principali attività umane, quali il linguaggio, il mito, il culto, la giustizia sono intrecciate con il giocare, attività che esalta alcune caratteristiche proprie dell’individuo e delle società. Giocare infatti è un atto libero, non si comanda né s’impone, è superfluo, si fa nell’ozio, non è urgente né necessario. La sua sfera d’azione è temporanea ma con regole serie ed impegnative. E’ disinteressato, fine a sé stesso, provvisorio: si gioca con e per piacere. E’ solitamente collettivo, innesca comunicazione ed interazione fra individui, assumendo anche valenza formativa nel proporre situazioni da affrontare continuamente in evoluzione. Insomma, giocare è una cosa seria. Anzi: serissima.

Ecco perché l’appuntamento a ModenaFiere di sabato e domenica 11 e 12 aprile con Play, il Festival del gioco più importante d’Italia, non è solo una kermesse per i tanti appassionati da 0 a 90 anni, ma un evento culture in piena regola. Che già da oggi in piazze e luoghi di cultura sparsi per la città (qui tutto il programma e le varie sedi giorno per giorno), anticipa il grande appuntamento del weekend in fiera.

Da sinistra nell'immagine: Paolo Fantuzzi, a.d. di ModenaFiere; Gianpietro Cavazza, vicesindaco di Modena e assessore a Cultura e Scuola; Tommaso Rotella assessore comunale a Turismo e Promozione della città; Andrea Ligabue, ludologo e direttore artistico di Play alla presentazione dell'evento 2015.
Da sinistra nell’immagine: Paolo Fantuzzi, a.d. di ModenaFiere; Gianpietro Cavazza, vicesindaco di Modena e assessore a Cultura e Scuola; Tommaso Rotella assessore comunale a Turismo e Promozione della città; Andrea Ligabue, ludologo e direttore artistico di Play alla presentazione dell’evento 2015.

“Ci piace dire, prendendo a prestito uno degli slogan della manifestazione, che la città si mette in gioco – ha sottolineato ieri presentando Play l’assessore alla cultura Gianpietro Cavazza – specialmente considerando le diverse sfumature del termine, tra le quali anche tutte quelle che riguardano la formazione e l’apprendimento, e le possibilità di comunicazione che l’attività ludica favorisce anche all’interno delle famiglie e tra generazioni. Diverse iniziative proposte da Play quest’anno ne sono un ottimo esempio. Play and the city poi rappresenta una scommessa a cui teniamo, perché la filosofia che unisce gioco e formazione, educazione e divertimento vorremmo diventasse prerogativa di tutti i modenesi”.

Tra originali e coinvolgenti eventi di gioco, convegni e occasioni di divertimento in luoghi del centro storico e non solo, è ampia, infatti, e variegata l’offerta della seconda edizione dell’anteprima di Play, cioè Play and the City, realizzata in collaborazione e col sostegno del Comune, che porta tante iniziative legate al gioco negli istituti culturali, musei, biblioteche e nel centro della città, quest’anno anche in ristoranti e al mercato Albinelli, oltre che alla Ghirlandina.

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Il Festival del Gioco – giunto ormai alla settima edizione – è anche un’ottima occasione per incontrare autori, editori ed altre personalità di spicco del mondo del Gioco. Ospiti italiani ed internazionali che daranno vita ad incontri, workshop e altri momenti in cui si potrà discutere o giocare in anteprima con le loro creazioni (qui l’elenco di tutti gli ospiti).

“Un’occasione per i tantissimi visitatori del Festival del gioco più importante d’Italia (28mila l’anno scorso) per potere conoscere Modena e le sue attrazioni – ha evidenziato Tommaso Rotella, assessore a Turismo e Promozione della città – e per i cittadini modenesi di giocare in luoghi di interesse, prima dei due giorni di immersione a ModenaFiere. Tra i punti di forza che Modena può mettere in campo per essere sempre più attrattiva, c’è certamente anche Play con tutti i suoi frequentatori, molti dei quali arrivano da fuori. Insieme agli organizzatori cercheremo di far loro scoprire la nostra città, che in questi giorni diventa un po’ la capitale ludica d’Italia”.

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