Il giardino delle competenze

Recentemente mi è capitato di imbattermi in un’azienda di Milano dal nome curioso. Talent Garden, il giardino dei talenti. Promessa interessante quanto ambiziosa, ho deciso di visitarla e ho scoperto un vero e proprio mondo che credo valga la pena raccontare. Talent Garden è un network di spazi di co-working dedicato alle professioni che operano nel digitale e nella comunicazione. Freelance, liberi professionisti, aziende, sono sempre di più a scegliere sedi di lavoro condivise con altre attività. Gli spazi e i servizi messi a disposizione, a fronte del pagamento di una fee mensile o annuale, permettono di svolgere un’attività lavorativa a tutto tondo: connessione web, telefono, sale riunioni, c’è addirittura una cabina per le conference call che permette di chiamare senza disturbare gli altri “inquilini”. Pensare però che il co-working sia soltanto la condivisione di uno spazio fisico è molto riduttivo.

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“TAG è nato dall’esigenza di voler riunire in un unico spazio fisico persone che svolgono la stessa professione con l’intento di migliorare in maniera naturale le proprie competenze”, racconta in un’intervista Davide Dattoli, CoFounder di Talent Garden. Insomma, un po’ come quando si acquista timidamente una piantina al supermercato e la si posiziona in uno speciale angolino sul terrazzo sapendo che li ci sarà l’ambiente giusto per la sua crescita: le aziende vi trovano un terreno fertile dove creare network e sinergie. Ambiente di design, caffè, zone ricreative con bigliardino: gli spazi sono progettati per essere vissuti e condivisi in tutte le fasi della giornata. E sono realmente invitanti. L’età media bassissima dei professionisti che vi ho visto gravitare mi ha fatto percepire come quello fosse davvero un giardino delle idee, una sorta di tana per innovatori e irriducibili esploratori di nuovi territori, pieni di fiducia nel futuro.

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Dal momento che la piantina va anche nutrita e pasciuta, TAG organizza corsi, eventi e master di formazione con i migliori esperti, collaborando con aziende che desiderano “lasciarsi contaminare” dal mondo degli innovatori digitali. In soli 4 anni TAG ha inaugurato 13 spazi in giro per il mondo, connettendo così oltre 35.000 persone. E non ha intenzione di fermarsi.

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Già un’altra volta mi capitò di venire in contatto con una realtà di questo tipo ma, anziché essere un’azienda capitanata da imprenditori, era un progetto dell’Università di Modena e Reggio Emilia, si chiamava Officina Emilia ed era guidato da professori. Il progetto si proponeva di connettere le realtà locali operanti nel settore della meccanica in un network dove accrescere e non disperdere le competenze acquisite in anni ed anni di storia del distretto. A modo nostro, infatti, possiamo dire di conoscere questo modello: le nostre aziende hanno goduto e prosperato grazie alla condivisione delle informazioni e allo scambio reciproco di competenze all’interno dello stesso settore di interesse. I distretti industriali di Modena e provincia hanno vissuto la genesi di questo modo di lavorare basato sulla condivisione e sulla specializzazione. Insomma, un modello che non può non condurre al successo.
In bocca al lupo, Talent Garden!

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