Il Cristianesimo integralista dei protestanti modenesi

Il Cristianesimo integralista dei protestanti modenesi

Terza e ultima parte del reportage sul mondo evangelico a Modena, un culto che conta oltre venti chiese fra città e provincia e circa duemila fedeli. In questa puntata osserviamo gli aspetti più intimi del culto evangelico come il battesimo dei “born again” con un occhio alle iniziative pubbliche della rete locale delle chiese protestanti modenesi che per parlare di Islam ha invitato Magdi Cristiano Allam.

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Esistono oltre 20 strutture religiose di matrice evangelica a Modena, una comunità composita che conta circa 2000 fedeli. Molte chiese hanno un carattere prevalentemente etnico, gestite dalle comunità di migranti dell’Africa nera. La Chiesa evangelica più antica è la Chiesa Cristiana dei Fratelli di via Di Vittorio dove siamo tornati per assistere a un battesimo evangelico.

La sala della Chiesa è riempita di fedeli sin dalle 9 del mattino di domenica 25 ottobre. Donne, uomini, famiglie con bambini. La maggioranza sono italiani ma non mancano stranieri: sudamericani, africani e alcuni est-europei, tutti ad assistere alla “morte e alla rinascita” di Massimiliano Nascimbeni, un grafico pubblicitario modenese di 40 anni. “Il sistema mondano è basato sull’arrivismo e sull’affermazione del nostro “Io”. Fin da bambino ci inculcano ad accettare e ad entrare in questo sistema e a far carriera – spiega Giuseppe Berri, uno dei tre Anziani che dirigono la Chiesa dei “Fratelli” – Quando uno si converte viene tirato fuori dal sistema mondano e trasferito nel regno del signore Gesù: siamo nel mondo ma non siamo più del mondo perché appartiamo solo a Gesù.

Secondo il movimento evangelico colui che si ravvede e adotta il Cristianesimo come unica fonte di valori è un “Born again”. Per “tornare” a Dio è necessario ri-battezzarsi, rinascere da acqua e spirito. “Se di fronte al Vangelo ti ravvedi e dai il tuo cuore a Gesù Cristo, Lui non ti abbandonerà mai” dice l’Anziano Berri per il quale il battesimo è soltanto la conferma formale dell’avvenuto incontro e dell’amore del fedele nei confronti di Gesù.

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I battesimi evangelici non sono frequenti, in media ce ne sono cinque ogni anno e quando si svolgono sono sempre un evento, una grande festa. Un centinaio di evangelici hanno partecipato al giorno più importante della nuova vita di Massimiliano: “Il mio percorso personale è stato lungo ma spontaneo, ho sempre sentito nel profondo di dover cercare la verità, di cercare Gesù: sono nato cattolico ma poi ho frequentate tante Chiese, sono stato anche un devoto di Padre Pio. Poi ho avuto la fortuna di incontrare alcuni Fratelli della Chiesa di via Di Vittorio che hanno favorito la mia presa di coscienza”.

Nella allocuzione che precede l’immersione nell’acqua del convertito, uno dei tre Anziani che dirigono la vita religiosa della Chiesa, Pasquale Penna, dice: ”Siete stati sepolti nel battesimo ma resuscitati come Gesù Cristo mediante la fede e la potenza di Dio. Max, per fede, è morto con Cristo, è morto a una vita lontana da Dio, è morto al peccato, morto all’egoismo, morto alle paure e alle ansie e alle preoccupazioni. Max è morto e resuscitato con Cristo: da nemico di Dio è diventato figlio di Dio, lo Spirito Santo e tutta la Trinità ora abitano in lui. Come tutti i miracoli, la nuova nascita è un’iniziativa di Dio, noi credenti celebriamo oggi qualcosa che è già avvenuto nel cuore di Max, qualcosa che Dio ha già operato nel profondo di Max. La nostra parte è certificare e dare l’assenso a questa meravigliosa opera che Dio ha compiuto nei nostri cuori”.

La platea segue in silenzio l’eloquio dell’Anziano. Dopo l’intermezzo musicale un fedele si alza e dice, a occhi chiusi e con la voce rotta dall’emozione: “Grazie Signore, torna presto Signore perché desideriamo il tuo ritorno. Ti ringraziamo per questa grande gioia della conversione e del battesimo di nostro Fratello Massimiliano poiché ogni nuovo battesimo rappresenta una tua vittoria: Gesu sei glorioso, sei meraviglioso, sei stupendo, sei bello, non ci sono attributi per descrivere quanto io ti desideri, io sono felice e non ho più paura perché non saremo mai da soli, non ci lascerai mai e noi non vogliamo fare nulla senza di te in questa terra, vogliamo fare tutto con te, seguire il tuo verbo e anelare alla salvezza eterna”.

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A un certo punto fra il silenzio e le preghiere dei presenti alcuni volontari spostano il pulpito e l’altare posti al centro di una pedana. Nel pavimento nudo spunta una botola al cui interno si trovano tre piccole vasche rettangolari poste una accanto all’altra. Massimiliano si avvicina con passo incerto alla vasca centrale, ci si adagia, si siede. Poi uno degli Anziani gli cinge la testa fra le mani e lo immerge nell’acqua. Max esce dalla vasca: è un cristiano rinato ora.

Fautori di un’interpretazione scritturale dei Testi Sacri, quello degli evangelici è un Cristianesimo vissuto integralmente. L’esigenza di una relazione personale con Dio lontana dalle fredde liturgie cattoliche mediate dal clero ha spinto e spinge i fedeli ad aderire al culto.

Le attività pubbliche del mondo evangelico modenese sono organizzate dal Comitato delle Chiese Evangeliche di Modena, una rete informale che riunisce le realtà protestanti della città. Il mese di ottobre è stato un periodo particolarmente ricco di iniziative culturali e di socializzazione religiosa. Il 23 ottobre la rete delle chiese evangeliche ha invitato Magdi Cristiano Allam, relatore unico di un convegno sull’Islam. Ad organizzarlo è stato Davide Galassi, coordinatore del Comitato delle Chiese Evangeliche di Modena e pastore della Missione Cristiana Libertà, una delle realtà più vivaci della scena evangelica cittadina. Ex lattoniere, Galassi proviene da una famiglia evangelica: ”Sono evangelico di terza generazione – precisa questo trentottenne, sposato e padre di famiglia, diventato pastore nel 2010. “Come chiese evangeliche abbiamo deciso di occuparci anche di tematiche sociali e culturali, il convegno nasce dall’esigenza di capire come cambia il mondo. Capire la società, la cultura e la politica per poter pregare su questioni concrete, sulle problematiche in corso”. Asili senza crocefisso, scuole senza presepe “temiamo che in Europa, continente cristiano, sia in corso un’islamizzazione strisciante e questo lo riteniamo inaccettabile”, spiega il pastore secondo il quale la scelta di invitare Allam sia stata dettata dal fatto che “è un vero cristiano ma prima era un musulmano: chi meglio di lui può spiegarci l’Islam e la sua cultura?”

L’islamizzazione del Vecchio Continente è un tema ricorrente nei lavori di Magdi Cristiano Allam. Ex giornalista di origine egiziana, a lungo penna di Repubblica e poi del Corriere della Sera, Allam lascia il giornalismo nel 2008 anno in cui si converte al Cristianesimo durante una cerimonia molto mediatizzata condotta in San Pietro dal Papa Benedetto XVI in persona. Adotta il nome di battesimo “Cristiano” e si lancia poi in politica: da musulmano moderato diventa un fervente attivista cristiano, una mutazione e un percorso che lo porta sempre più a destra: nel 2009 viene eletto all’Europarlamento nelle fila dell’UDC (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) e oggi milita in Fratelli d’Italia.

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Magdi Allam arriva con la scorta al Teatro del Sacro Cuore e comincia a parlare verso 21 davanti a una platea gremita di evangelici e qualche cattolico in prevalenza italiani. Pur non essendo protestante ma cattolico convinto Magdi Cristiano Allam ha trovato con le assemblee evangeliche italiane un’intesa più che ideale: “Ci accomuna l’amore in Gesù, la condivisione dei valori e il convincimento che sia fondamentale oggi conoscere la verità compresa la verità dell’Islam per riuscire a essere pienamente noi stessi, come cristiani ma anche come italiani che si riconoscono in una civiltà che, piaccia o meno, fonda le sue radici nella cultura, nella fede e nella tradizione cristiana”, dichiara l’ex giornalista. “Stiamo subendo una guerra, una guerra che si manifesta con la presenza del terrorismo islamico a 300 km dalle nostre coste, in Libia, con la creazione di un vero e proprio stato a cavallo fra la Siria e l’Irak da parte dei terroristi dell’ISIS. Ed è una guerra che è anche dentro a casa nostra, c’è una strategia di islamizzazione in atto che si diffonde attraverso una rete sempre più fitta e capillare di moschee, di scuole coraniche, di enti assistenziali islamici, ne dobbiamo essere consapevoli e dobbiamo essere forti per salvaguardare la nostra civiltà”.

Nel solco della teoria dello “scontro delle civiltà” di Samuel Huntington e del pensiero di Oriana Fallaci di cui era amico personale, Allam delegittima l’Islam come religione di pari valore al Cristianesimo. E’ contrario al riconoscimento dell’Islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro e delle moschee come luogo di culto. Posizioni che gli hanno procurato critiche ma anche consensi e persino “una fatwa di Hamas”, aggiunge l’ex giornalista presentando il suo ultimo libro “Islam, siamo in guerra”.

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Fautori di un Cristianesimo scritturale, il mondo protestante modenese si presenta frammentato con oltre 20 chiese di ispirazione evangelica o pentecostale presenti in città. Persone molto devote, promotrici di una società religiosa e contrarie alla laicità. Paradossalmente questa minoranza religiosa mostra più diffidenza che comprensione e una minore apertura nei confronti delle altre minoranze religiose della città, a cominciare con gli oltre 9000 musulmani residenti a Modena: gli evangelici credono che l’Islam sia infatti un’impostura che sottende a un’ideologia di violenza e sopraffazione.

La Chiesa dei Fratelli è legata a una serie di istituti e strutture sussidiarie. Cosi a Modena, nel corso degli anni, gli evangelici hanno fondato una libreria, la libreria cristiana CEM, una casa editrice legata a quest’ultima, le “Edizioni CEM” e una web radio, “Radio Risposta” mentre il teatro del Sacro Cuore è l’epicentro delle conferenze e dei loro convegni pubblici.

La Chiesa di via Di Vittorio, come le altre chiese protestanti, è gestita in autonomia dai volontari e conta sull’autofinanziamento. La sua struttura è orizzontale e anti-gerarchica. Non esiste un’autorità centrale né tanto meno un clero. Non ce n’è bisogno: nella sensibilità evangelica tutti i credenti sono sacerdoti.

In comune fra di loro, le Chiese evangeliche hanno una visione fortemente negativa del mondo, un rapporto ostile con la società contemporanea che ritengono essere dominata dal diavolo: alcol, droga, violenza, Aids, omosessualità, teoria del gender (un piano studiato dal “maligno” per traviare le nuove generazioni), immigrazione, Islam. Secondo gli evangelici il confine fra il bene e il male è netto. “Alla base del sistema mondano c’è Lucifero, il principe di questo mondo è Satana e andrà sempre peggio – si rammarica l’Anziano Berri – Omicidi, furti, rapine, stupri e violenze si vanno sempre più manifestando e sono l’indice della deriva contemporanea perché il sistema mondano segue un suo percorso autonomo finché l’Anticristo si porrà a capo del mondo e additerà se stesso come Dio. Né sodomiti, né avari, né idolatri entreranno nel regno di Dio dice la Bibbia. Come evangelici condanniamo ogni deviazione dalle Scritture e promuoviamo l’evangelizzazione della società e la preghiera poiché la salvezza si ottiene abbandonando la mondanità del presente per concentrarsi sulla salvazione eterna”.

Le puntate precedenti:
“Sing hallelujah”, un po’ di Harlem a Modena
“Sono un cristiano rinato”

Foto di Rossella Famiglietti.

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Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

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