I “ragazzi cattivi” raccontano le loro storie

I “ragazzi cattivi” raccontano le loro storie

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Prendere in mano una pistola è una sensazione strana: è fredda, più pesante di quanto sembri, si capisce subito che non è un giocattolo. Ma cosa succede se a prenderla in mano per la prima volta è un bambino di 11 anni?

“Ragazzi cattivi” (Giunti 2014) raccoglie sette storie raccontate in prima persona dai loro protagonisti, ragazzi considerati “cattivi”, giovani che di solito spariscono dietro i titoli dei giornali sul degrado sociale, il disagio giovanile, la criminalità. Raramente le loro facce e le loro parole vengono fuori. In questo caso a raccogliere le loro storie è uno che questi ragazzi li conosce bene: don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano e fondatore dell’Associazione Kayròs che, al motto di “non esistono ragazzi cattivi”, lavora per dare serenità e un futuro a questi ragazzi. Il libro sarà presentato sabato 11 aprile alla Biblioteca Delfini.

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Sette storie, sette giovani (tutti minorenni, italiani e stranieri) che hanno vissuto esperienze drammatiche, l’immigrazione, la povertà, il carcere, la solitudine. Storie diverse tra loro ma unite dalla giovane età dei protagonisti e dalla ricerca di una insperata felicità. Non impossibile: l’obiettivo dell’associazione Kayròs – parola greca che possiamo tradurre con “momento giusto o opportuno” – è proprio quello di dare una svolta alle vite di questi ragazzi. Non una seconda possibilità, ma una prima. Sabato 11 aprile alle 17, presso la Biblioteca Delfini, sarà possibile ascoltare direttamente dalle parole di Don Burgio i racconti di questi ragazzi “cattivi” e delle loro vite difficili.

Qui l’evento su Facebook.

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