I musulmani di Modena alla manifestazione di Milano contro il terrorismo

I musulmani di Modena alla manifestazione di Milano contro il terrorismo

In contemporanea con il raduno nazionale dei musulmani d'Italia di Roma, si è svolta ieri a Milano la manifestazione contro il terrorismo e l'islamofobia. Al presidio hanno partecipato anche un sessantina di musulmani modenesi.

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E’ stato il giorno della risposta collettiva dell’Islam italiano alle stragi di Parigi, al jihadismo che ha insanguinato le strade della capitale francese lo scorso 13 di novembre. Roma, Milano, Genova, Palermo, Parma, Massa, Reggio Emilia, ad una settimana dagli attentati, i musulmani d’Italia sono scesi in piazza sabato 21 novembre per riaffermare la loro ostilità alla guerra, al terrorismo e all’islamofobia.

Le prime reazioni dell’Islam italiano agli attacchi terroristici non avevano tardato. Sin dal giorno successivo, 14 novembre, i comunicati di condanna e di cordoglio si erano moltiplicati: dalla Grande Moschea di Roma ai Centri Islamici più periferici della Penisola, si era alzato un coro unanime di sdegno nei confronti di chi aveva usato abusivamente e infangato l’Islam, una religione seguita da oltre un miliardo e mezzo di fedeli sparsi nel mondo.

A Milano e a Roma, città in cui vivono le comunità islamiche del paese più numerose, i presidi hanno registrato la presenza di diverse migliaia di manifestanti. Donne, uomini, famiglie, molti giovani di seconda generazione. Fatto molto raro, fra la capitale e il capoluogo lombardo c’erano tutte le principali organizzazioni e associazioni islamiche. L’Islam in Italia, infatti, si presenta istituzionalmente frammentato, acefalo. Se la prima piazza ha da subito beneficiato di un endorsement politico (quasi) trasversale, la seconda è nata più dal basso, dall’impulso del CAIM, il Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano, Monza e Brianza, dei Giovani Musulmani d’Italia e dell’associazione Partecipazione e Spiritualità Musulmana.

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A quest’ultima organizzazione è legata la Casa della Saggezza, della Misericordia e della Convivenza di via del Portogallo, il secondo centro islamico di Modena dopo la “Moschea del Misericordioso” di via delle Suore. Dalla sede della Casa della Saggezza, sono partiti nella mattinata di sabato un autobus e numerose autovetture colme di fedeli: destinazione Milano.

Leggi anche: Strage di Parigi: riflessioni e reazioni del giorno dopo con l’imam di Modena.

Durante la settimana si sono susseguite le prese di posizione dei tre centri islamici modenesi sotto una pressione fortissima da parte dell’opinione pubblica locale. Il sindaco ha incontrato i dirigenti delle “moschee”. In città ci sono state manifestazioni e sit-in, sono stati diramati comunicati solenni di cordoglio e di condanna e rilanciati inviti alla cittadinanza a visitare i centri islamici del territorio da parte delle rappresentanze dei circa 10mila musulmani residenti a Modena.

Sotto lo slogan “Not in my name” e fra misure di sicurezza straordinarie, i musulmani del nord Italia si sono radunati in piazza San Babila a Milano con pullman in arrivo dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e da tutto il nord-est. Una risposta forte dalle regioni d’Italia che registrano il più alto numero di musulmani residenti. Su di un totale stimato in circa un milione e mezzo di musulmani presenti sul territorio nazionale il 26,5 % vivono in Lombardia, il 13,5% in Emilia Romagna mentre in Veneto e in Piemonte sono circa il 9%.

Modena è nella classifica delle prime dieci città italiane, precisamente al settimo posto, per il numero di residenti di religione musulmana rispetto alla popolazione totale. Davanti alla città della Ghirlandina, ci sono al primo posto Milano, seguita da Roma, Brescia, Bergamo, Torino e Bologna.

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Questa presenza si riflette nel numero di centri di culto islamico sparsi sul territorio nazionale: circa 770 in tutto il paese. L’Emilia è al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di edifici dedicati al culto musulmano con 110 sale di preghiera.

A Modena esistono tre centri islamici che si parlano poco ma che non vivono in conflitto: la Moschea del Misericordioso di via delle Suore, il più antico e frequentato centro islamico della città, la Casa della Saggezza, della Misericordia e della Convivenza di via Portogallo e la moschea turca “Ulu Cami” di via Munari. Recentemente un quarto centro islamico si è aggiunto nel panorama cittadino. E’ una piccola sala che si trova in via Alassio e che conta poche decine di fedeli.

Il Centro di via Portogallo è stato fondato nel 2007 a seguito di una scissione all’interno della Moschea del Misericordioso. La sua sede si trova al secondo piano di un edificio popolare. Nei suoi momenti più partecipati riesce ad accogliere circa 400 devoti.

E’ da questo centro che i musulmani di Modena sono partiti alla volta di Milano. Una trasferta organizzata in poco tempo e nei minimi particolari dalla dirigenza marocchina della Casa della Saggezza, un centro composto da persone inserite socialmente e con un livello di istruzione medio-alto. Il presidente si chiama Adil Laamane, un padre di famiglia di origine marocchina, da oltre 20 anni a Modena, di mestiere mediatore interculturale. “E’ stata una dimostrazione di unità e coesione davanti a barbarie che non hanno nessun connotato religioso. Come musulmani siamo indignati per quanto accaduto. Allo stesso tempo vogliamo anticipare eventuali tentazioni islamofobiche striscianti nel paese e mostrarci per come siamo davvero e non come ci dipingono i grandi media: siamo i nuovi cittadini italiani, legati all’Islam quanto alle istituzioni della repubblica”.

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Il pullman dei fedeli modenesi torna intorno alle 21 e si svuota davanti al centro islamico di via Portogallo. Fra di loro decine di ragazze e giovani musulmani di seconda generazione senza complessi identitari:”Il clima culturale a Modena è esemplare – osserva Laamane – non dimentichiamoci che i terroristi venivano da precisi contesti sociali che non esistono in Italia e quanto meno a Modena. Qui non ci sono le banlieue né i quartieri esclusivamente dominati da una sola etnia o da una unica religione. Questo è un territorio che ci ha accolto da decenni, con delle istituzioni presenti e in costante dialogo con la comunità musulmana, ci sono poi degli scambi culturali costanti con il resto della società”.

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Mentre i musulmani scendevano in piazza a Milano e a Roma, al forum Monzani di Modena 160 ragazzini stranieri ricevevano la cittadinanza onoraria italiana dalle mani del sindaco Gian Carlo Muzzarelli. In linea con la politica dell’amministrazione comunale questo gesto forte riporta al centro del dibattito la questione della cittadinanza ma più di tutto è rappresentativo, secondo Laamane, della realtà modenese:”Città in prima linea nella lotta al conseguimento dello ius soli e nell’eliminazione, alla radice, di quelle condizioni sociali che possono favorire la radicalizzazione”.

Secondo il presidente della Casa della Saggezza, il 21 novembre è una data da cui ripartire nella costruzione di un’unità nazionale che includa il milione e mezzo di musulmani che vivono in Italia tagliando così l’erba sotto ai piedi ai fondamentalisti che nell’esclusione sociale si sviluppano e dell’esclusione sociale si nutrono.

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Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

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