Girovagando in Appennino d’estate

Non appena prepariamo le valigie e pensiamo alla nostra meta di viaggio, l’Appeninno modenese, pensando agli indumenti che abbiamo messo nel borsone e a quelli che ci aspettano da sempre nella nostra casa lassù… ebbene qualcosa di unico ci farà compagnia durante il viaggio, la voglia di rinfrescarci e lasciarci alle spalle l’afa calda ed opprimente della pianura: il paesaggio semplice eppure diverso in ogni stagione, le piante con i loro colori mutevoli ed i sempreverdi, le conifere che vediamo giunti a destinazione a Sestola, Montecreto, Fiumalbo ecc. : quando saliamo in primavera ci accolgono allegre le fioriture timide del disgelo (bucaneve e primule). Più tardi, in primavera inoltrata, fioriscono le bellissime orchidee montane di colore violaceo. D’estate, camminando nei boschi, all’ interno del Parco del Frignano, ci si può imbattere nel rossore, tra i cespugli, delle fragoline di bosco, oppure dei primi lamponi, degli arbustri dal gagliardo rosso dei ciliegio selvatico. Durante un’escursione si può scorgere la macchia scura di colore blu scuro dei mirtilli estivi (Vaccinium myrtillus), nel giallo pallido del Dornicum austriacum, simile ad una margherita.

Quando percorriamo la nuova Estense e poi la via Giardini, nel paesaggio sfilano in salita, boschi misti di querce, roverelle, frassini ed aceri, antichi castagneti e oltre i mille metri inizia il regno dei del faggio, delle abetaie, dei pini neri e silvestri che ci confermiamo che siamo arrivati alla nostra meta in quota.

Finalmente la vacanza inizia, che sia mountain bike o trekking, si può scegliere tra i tanti sentieri segnati del CAI.

Panorama. Fonte immagine.
Panorama. Fonte immagine.

C’ è l’ imbarazzo della scelta: il sentiero che porta alla vetta del Cimone con la scia dei suoi profumi di erbe alpestri che ti ripagano ampiamente della fatica della scalata, avvolgendo l’escursionista in una scia olfattiva degna dei migliori creatori di profumi. Oppure quello meno noto che conduce all’Alpe Sigola, con le sue piccole vallate dall’ampio respiro, dove ci si può imbattere in un folto gregge di pecore, con tanto di cani e pastore, immagini d’altri tempi che riempiono di poesia le nostre giornate di vacanza.

Anche la storia del territorio è una presenza ancora viva in Apennino. Essa viene rievocata attraverso le   manifestazioni e spettacoli della settimana matildica a Frassinoro, con spettacoli di sbandieratori, rappresentazioni storiche e fuochi di aritificio.

Oppure molto interessante è la bolla temporale che gli scavi ci hanno restituito a Rocca Pelago, una testimonianza del passato, davvero notevole dal punto di vista antropologico, con centinaia di corpi mummificati, con gli abiti ed i propri effetti personali, che colpiscono direttamente al cuore di chi li guarda, raccontando la vita di una comunità di umili vissuta tra questi monti dal XVI al XVIII secolo.

Fonte immagine: Comune di Modena
Fonte immagine: Comune di Modena

E’ possibile visitare il museo, inaugurato nel mesedi giugno 2015 che accoglie i corpi ancora intatti e le vestigia di questa comunità.

Dunque, l’Appennino è un prezioso scrigno ricco di sorprese. Ne sono testimonianza i castelli e le pievi dal fascino dirompente, gli stessi paesi ricchi di storia e di persone ospitali, che anche attraverso la loro cucina genuina ci parlano della cultura secolare del posto.
Per le vie dei paesi, nel periodo estivo, ci si può imbattere anche negli spettacoli degli artisti di strada con pittoreschi equilibristi e buskers che ci incantano e sembrano una curiosa eredità dei giullari medievali.
Sia che si tratti di natura o di storia, le nostre montagne restano un contenitore sempre capace di stupirci offrendoci tante occasioni di svago e intrattenimento : non ultimo lo spettacolo in queste notti estive di guardare le stelle con il naso all’insù magari con il supporto dei telescopi di astrofili locali.

Ci viene voglia di dire “Appenino forever”…

Crediti mmagine di copertina: Valle del Panaro via photopin (license)

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