Giocare con la Storia. Ma sul serio

“La guerra è un gioco, che i re, se i loro sudditi fossero saggi, non giocherebbero mai”.

Così scriveva il poeta inglese William Cowper nel 1785. Qualche secolo dopo Winston Churchill, che di guerre ne vide diverse, rispondeva: “La guerra è un gioco che si gioca sorridendo. Se non sai sorridere, sogghigna. Se non sai sogghignare levati di mezzo, finché puoi”.

Le connessioni tra il gioco e la guerra sono tante, perfino negli apparentemente innocui giochi da tavolo, dove il massimo che può capitare è di farsi venire un crampo stando seduti e certo non di vedere il cervello di qualcuno esplodere per una granata. Eppure anche lì c’è una strategia da seguire, c’è chi vince e chi perde, ci sono le battaglie. Non è un caso se uno dei giochi da tavolo più popolari di sempre è Risiko, storico gioco di strategia dove al centro c’è addirittura una guerra planetaria: bisogna conquistare territori, continenti, annientare gli avversari. Esattamente come facevano un tempo i condottieri di battaglie, dai romani a Napoleone, spostando le statuine rappresentanti le armate sulle mappe per decidere le strategie da seguire.

Il gioco "Wir sind das Volk"
Il gioco “Wir sind das Volk”

Oggi esistono giochi dedicati alla battaglia di Waterloo, o alla prima guerra mondiale, come “Path of Glory”, o ancora giochi come “Twilight Struggle” dedicato alla cosiddetta guerra fredda. A questi si aggiunge il gioco di carte “Wir sind das Volk”, dedicato alla caduta del muro di Berlino. Infatti oggi, 26 anni fa, cadeva il Muro di Berlino: 9 novembre 1989. Costruito proprio durante la guerra fredda, era la linea di confine tra la zona statunitense e quella sovietica, il simbolo della cortina di ferro. La sua caduta, oltre che un evento simbolico di grandissima portata, significò l’inizio della riunificazione tedesca e influenzò gli equilibri geo-politici di buona parte del pianeta.

A presentare il gioco, ideato da Richard Shako, sono gli organizzatori di Play – Festival del Gioco di Modena (vedi l’edizione passata dello scorso aprile), che così spiegano la scelta: “Per l’ottava edizione, accanto agli appuntamenti tradizionali, abbiamo deciso di confermare la nostra attenzione per temi storico-culturali. E così dopo avere concentrato l’attenzione sulla Resistenza abbiamo scelto di approfondire, sempre attraverso il gioco, il tema della Guerra Fredda e più in generale di Muri, Frontiere, Migrazioni”. Dunque non solo rievocazione storica, ma anche presente: perché muri, frontiere e migrazioni fanno parte dell’oggi, come sappiamo. E con la caduta del muro di Berlino molti altri muri e molte altre frontiere sono state erette.

“Wir sind das Volk” (tradotto: “Noi siamo il popolo”) prende il titolo dallo slogan usato durante le manifestazioni del 1989 e 1990 che portarono alla caduta del regime della DDR. In questo gioco pluripremiato, e definito “un capolavoro” nelle recensioni di esperti di giochi da tavolo, i due giocatori possono indossare rispettivamente i panni della Berlino est e dell’ovest. L’obiettivo è far emergere i pregi del proprio sistema politico ed economico, nascondendone i difetti. Perché alla fine, forse, non solo la guerra è un gioco, ma anche la Storia.

La prossima edizione di “Play Festival del Gioco” sarà a Modena il 2/3 aprile 2016.

Fonte immagine di copertina: Berlin Wall Memorial.

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