Expo explosion

Siamo alle battute finali, ultimi giorni per visitare Expo. A giudicare dall’affluenza di queste ultime settimane, sembra che tutta Italia, anzi tutto il Globo si sia dato appuntamento li. Molto bene, tutti felici e soddisfatti per il boom di presenze. A parte i visitatori stessi che, dopo aver affrontato un viaggio per vedere Expo, si ritroveranno ad andare a casa senza aver visto nulla.

Nessuno di loro, infatti, poteva immaginare che, pur avendo prenotato il biglietto in anticipo per una specifica giornata, e pur avendo prenotato precedentemente la visita a determinati padiglioni, si sarebbe ritrovato in una tale bolgia. Gardaland il 25 aprile o l’Autostrada del Sole a Ferragosto in confronto si prospettano come una passeggiata di salute!

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Se non ci siete ancora stati o stavate pensando di fare una capatina, non voglio scoraggiarvi! Basta scegliere un giorno infrasettimanale, e magari di pioggia battente. Anche perche’ rinunciare significherebbe perdere un piccolo pezzetto di perfezione emiliana, che lascia sicuramente a bocca aperta. Mi riferisco al padiglione dell’ impresa cinese Vanke (mo’ vengo e mi spiego)!

Fondata nel 1984, Vanke è la più grande realtà immobiliare residenziale cinese, quotata alla Borsa di Shenzhen. Con un fatturato di 2,3 miliardi di dollari (marzo 2014), Vanke fornisce oltre mezzo milione di unità abitative e servizi di gestione a 1,5 milioni di cinesi. Per la prima volta, in 163 anni di storia delle Esposizioni Universali, un’impresa cinese dispone di un padiglione tutto suo!

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Progettato dall’archistar Daniel Libeskind, il Venke Pavillion si ispira al concept dello “Shitang”. Shitang in cinese significa “mensa”. Un modo abbastanza eloquente per esprimere la loro idea di urbanizzazione e di comunità!! Architettonicamente, le geometrie sinuose e un senso di continuo fluire tra l’interno e l’esterno, accompagnano il visitatore in un viaggio attraverso lo spazio e il tempo, la tradizione, i valori e le relazioni umane.

Oggettivamente si tratta di uno dei padiglioni piu’ belli di Expo. Grazie soprattutto alla sua forma e al suo colore, rosso vivo, diverso ad ogni ora della giornata. La meravigliosa copertura, l’abito elegante del Vanke, e’ opera di Casalgrande Padana. L’azienda reggiana specializzata nella produzione del grès porcellanato, è stata ingaggiata da Libeskind per dare forma alle evocazioni a cui si e’ ispirato, e che spaziano dall’antico pensiero di Confucio e Lao Tzu, al Rinascimento e all’arte contemporanea.

Un vero gioiello di architettura, un rubino prezioso che, per essere tale, si completa del know how Emiliano per la posa in sospensione e il materiale speciale. Un intervento di grande rilievo e bellezza che garantisce all’emilia un posto d’onore non solo a Expo, ma nella rosa rossa delle relazioni che contano a livello mondiale. Complimenti!

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