Esposizione Universale Belle Époque

Scuola Primaria “C. Menotti”

a.s. 2014-2015

I piccoli attori hanno lavorato divisi in piccoli gruppi.
Il tema scelto è stato quello delle invenzioni e ogni gruppo ha fatto le sue ricerche e scelto l’invenzione della quale voleva parlare.
Abbiamo deciso di creare la nostra personale esposizione universale, dove in ogni quadro, e quindi ogni gruppo, avrebbe presentato la propria invenzione, spesso incarnando loro stessi la figura degli inventori di riferimento e creando e costruendo le loro invenzioni, i loro oggetti di scena e/o costumi. I testi sono totalmente inediti (se non le informazioni raccolte durante le ricerche sulle invenzioni) e il filo conduttore dell’esposizione è rappresentato dalle figure dei due presentatori, che di volta in volta entrano in scena per presentare l’invenzione successiva.

Alla fine appare il tema della guerra. L’ultima invenzione è il carro armato e i presunti inventori (tedeschi e inglesi se ne contendono la paternità) entrano senza invito quando già l’esposizione è giunta al termine. Entrano con la forza e iniziano a litigare su chi sia stato il reale inventore del carro armato. Da lì la battuta finale: BASTA! Vergognatevi tutti! State litigando per dimostrare chi è stato il primo a inventare una macchina da guerra. Tutto questo è… orribile!

Per ulteriori informazioni visita la pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Scena I

Musica 1

(la musica scema lentamente quando raggiungono il centro della scena)

(entrano dopo 9s ca., appena la musica cambia. Andrea da sinistra, Filippo da destra)

ANDREA: Signore e Signori… Benvenuti! Siamo lieti di avervi qui alla nostra personale Esposizione Universale…

TUTTI: Belle Époque!

FILIPPO: La Belle Époque fu l’epoca del progresso e delle illusioni, ma anche delle contraddizioni…

ANDREA: (interrompendolo) Inizia più o meno nel 1872 e finisce nel 1912… più o meno…

FILIPPO: Ma andiamo a incominciare con la nostra Esposizione Universale…

TUTTI: Belle Époque!

FILIPPO: La prima invenzione di cui parleremo oggi risale agli anni…

ANDREA: Ah, questa la so, questa la so, questa la so… Nel 1892 sorge la Eastman Kodak Company (entrano da destra gli aiutanti di Eastman parlottando fra di loro), la prima società che produce apparecchi fotografici e apparecchi cinematografici a prezzi popolari.

FILIPPO: Ma guarda quei tipi là… secondo te chi stanno aspettando?

(Andrea alza le spalle. Escono a destra, da dove entra Harouna)

Scena II

CHIARA: Eccolo!

LISA: È lui!

DENISY: Avete ragione è proprio il grande imprenditore George Eastman! (guadagnano il centro)

CHIARA: Uno dei maggiori industriali al mondo a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

LISA: Il migliore in campo di materiale fotografico e apparecchi da ripresa.

HAROUNA: Siete pronte a testare i nuovi apparecchi fotografici Kodak?

DENISY: (veloce) Sìììì…

CHIARA: (veloce) Certamente!

LISA: (veloce) Andiamo!

HAROUNA: Forza, mettetevi in posa! (si mettono in posa rivolte verso il pubblico) Pronte? 3, 2, 1…

(Chiara starnutisce)

HAROUNA: (spazientito) È venuta mossa! Rimettetevi in posa.

DENISY: Ancora!?

LISA: Uffa! Di nuovo?

HAROUNA: 3, 2, 1…

(Denisy segue con lo sguardo una mosca e prova a scacciarla con la mano)

HAROUNA: Adesso ti sei mossa tu però!

DENISY: Ma c’era una mosca…

CHIARA: Ci farai aspettare un’altra mezz’ora.

LISA: (piagnucola) Io voglio andare a giocare!

HAROUNA: L’ultima volta… Dite: “Belle Époque”… ♪

(Ripetono tutte in coro come una cantilena e Harouna riesce finalmente a scattare)

HAROUNA: Ce l’abbiamo fatta! Adesso vado a sviluppare le foto. (esce a destra)

LISA: Sapete che nel 1888 George Eastman produce la prima macchina fotografica Kodak, leggera e facile da usare, e che questa utilizza una pellicola fotografica flessibile?

CHIARA: Pensate che con ogni pellicola si possono realizzare fino a 100 fotografie! Finito il rullino, questo va…

DENISY: … buttato nel cestino!

CHIARA: Ma no, che dici? Va rimosso dall’apparecchio e poi sviluppato.

– MUSICA 1 –

(escono a sinistra. I presentatori entrano da destra)

 

Scena III

ANDREA: Che bravi! Hai visto?

FILIPPO: (distratto guarda per terra) Uh? Come?

ANDREA: Ma che fai, ti distrai?

FILIPPO: No, è che stavo pensando che… questo palcoscenico è proprio sporco. Guarda qui che lerciume…

ANDREA: Be’, allora la prossima invenzione direi che fa proprio al caso tuo: è un apparecchio fissato su una carrozza trainata da cavalli…

FILIPPO: Ma quale? Quello con una pompa azionata manualmente e un lungo tubo per pulire i tappeti?

ANDREA: Proprio quello!

FILIPPO: E i tappeti dove li pulivano? Per strada?

ANDREA: E io “chi sacciu” (che ne so)…

– MUSICA 1 –

(escono a sinistra. Da destra entra Chiara seguita dal gruppo)

CHIARA: Gentile pubblico, ecco a voi i grandissimi inventori Anna e Melville Bissell che oggi ci presenteranno la loro straordinaria e rivoluzionaria invenzione: l’aspirapolvere!

ANTONIO: Innanzitutto, grazie! Non applaudite… No, davvero, grazie! Non applaudite… Be’ magari solo un pochino… (Applausi. Antonio li placa con un gesto plateale) Vi ringrazio, vi ringrazio moltissimo, però il merito di questa magnifica invenzione non è tutto mio. Io ho “solo” pensato al progetto, ma è stata Anna a inventarne il nome…

CATERINA: … “Bissell Carpet Sweeper”. Lo “spazzatappeti” di Bissel, carino vero?

CHIARA: Ma come le è venuta in mente questa idea geniale? (chiede a Caterina con ironia)

ANTONIO: (si intromette) L’idea mi è venuta così, dal nulla… Stanco di soffiare contro la polvere per mandarla via mi sono detto: “Melville, perché non inventi una scopa che aspira la polvere?”

CATERINA: Bella idea, bravo!

ANTONIO: Grazie

CHIARA: (perplessa) S-sì, andiamo avanti…

ANTONIO: Con questo stupefacente oggetto potrete spazzare la polvere in eccesso senza fare nessunissima fatica durante le pulizie domestiche. (richiama altri applausi imitando un coro da stadio)

CHIARA: Bene, adesso però passiamo alla parte pratica: ci può mostrare come funziona il suo aspirapolvere?

ANTONIO: Mmmh… Sicuro, ma l’ho lasciato fuori perché è troppo pesante, non potevo certo portarmelo in spalla su per le scale… Mmmh… però se vuole posso far portare qui il tubo, l’ho progettato lungo apposta eheh (rapidamente Caterina esce a prendere il tubo)… così l’aspirapolvere resta al sicuro nella carrozza qui fuori… Pratico, no?

CHIARA: Certo, come no… Fortuna che oggi non piove. Proceda.

(Caterina rientra e porge il tubo ad Antonio)

ANTONIO: Anna… collegarsi alla corrente elettrica.

(Caterina esce di nuovo)

 

– LUCE A INTERMITTENZA –

 

CHIARA: Oh, no! Ma che succede?

ANTONIO: È ancora in fase di test, lo ammetto…

CHIARA: (spazientita) Mi dispiace, la vostra invenzione non è funzionale.

ANTONIO: Ma no! Com’è potuto succedere? (Caterina tira via Antonio) L’ho provata proprio ieri e andava alla perfezione. Ve lo giuro… Credetemi… (escono a sinistra)

CHIARA: Chiedo scusa a tutti per questo piccolo inconveniente. Ma passiamo subito a presentarvi il prossimo ospite: ecco a voi, direttamente dall’Ohio – Stati Uniti – l’intelligentissimo portinaio di Canton… James Murray Spangler (entra Gaia da destra), che ha brevettato l’invenzione del suo aspirapolvere nel 1908.

GAIA: Salute a tutti! Diciamo pure, senza falsa modestia, che l’invenzione del mio aspirapolvere è stato un gioco da ragazzi: mi è bastato assemblare insieme un ventilatore, una scatola e un cuscino… Et voilà!

CHIARA: Fantasioso!

GAIA: Poi ho inserito un disco rotante in grado di aspirare la polvere. L’ho testato e… funziona alla perfezione. La società alla quale ho venduto il brevetto – la “Hoover” – l’ha comprato subito, a scatola chiusa… (come un segreto detto al pubblico) Anche perché è la società di mio cugino…

CHIARA: Vorrà dire che anche noi ci fideremo, come suo cugino, e non le chiederemo nessuna dimostrazione pratica. Sono sicura che lei avrà molto successo, certamente più dei signori Bissell…(sulla sinistra compare Antonio minaccioso. Caterina lo tira via) … senza offesa.

GAIA: (guadagna il centro) Il mio aspirapolvere è molto maneggevole e facile da usare. È leggero e di piccole dimensioni. Vi aiuterà nelle vostre pulizie. Provare per credere!

– MUSICA 1 –

(escono a destra. I presentatori entrano da sinistra)

 

ANDREA: Bene, bene, grazie a tutti!

FILIPPO: Grazie a tutti.

ANDREA: Hai visto? Finalmente hai trovato il modo di pulire il palcoscenico… Mnnh (si massaggia la pancia)

FILIPPO: Che c’è, cos’hai?

ANDREA: A furia di parlare mi è venuta una fame…

FILIPPO: Ah, sì? Allora questa volta ho io l’invenzione giusta per te.

ANDREA: Va bene, ma lasciamo che siano gli altri a presentarla. Noi intanto andiamo a farci due toast prosciutto e formaggio… (escono a destra)

Scena IV

(subito entrano da sinistra)

ILARIA: Salve a tutti, sono Frank Shailor, l’inventore del primo tostapane elettrico! Ricordo che nel 1905… eeh, mi è venuto un languorino… Ma uno di quei languorini… che ho deciso di inventare il tostapane per poter fare una buona colazione.

MARTINA: Sì, ma non essere troppo rilassato… ti si sta bruciando il pane!

ILARIA: Oh, no… (corre via)

MARTINA: Avrebbe dovuto fare come Charles Strite, che nel 1919 brevetta il tostapane automatico, dotato di un timer in grado di tenerlo acceso giusto il tempo necessario ad abbrustolire le fette di pane, evitando così che si bruci. (entra Ilaria soffiando sulle fette di pane)

ILARIA: Che vuoi che ti dica… a me piace ben cotto!

MARTINA: Ma adesso per conservare i toast avanzati che fai, vai a prendere il ghiaccio sui monti?

ILARIA: Hmmm… A questo non ci avevo pensato.

(da sinistra entrano Erica e Tiziana)

ERICA: Non preoccupatevi, ci siamo qui noi.

ILARIA e MARTINA: E voi chi siete?

TIZIANA: (come fosse un eroe) Io sono John Gorrie e lei è la mia assistente.

ERICA: Io sono la sua assistente. (sorridendo saluta il pubblico con la manina)

TIZIANA: Noi, insieme, abbiamo lanciato le basi per l’invenzione della macchina frigorifera.

ERICA: Brevettata già nel 1851.

TIZIANA: Persino Albert Einstein lavorerà sul mio modello.

ERICA: Ehi, aspetta un attimo… TUO modello?

ILARIA: (subito) Che meraviglia! Questo significa che potremo conservare il cibo più a lungo…

MARTINA: Sì, potremo conservare il pane che ti è avanzato e soprattutto, in questo modo, consumare anche prodotti che arrivano da lontano.

TIZIANA: Con queste due invenzioni miglioreremo certamente la vita quotidiana delle persone!

– MUSICA 1 –

(Ilaria e Martina escono a sinistra. Erica e Tiziana escono a destra. I presentatori entrano dal centro, arrampicandosi sottopalco)

 

Scena V

 

ANDREA: (affaticato) Eccoci, siamo arrivati.

FILIPPO: (affaticato) Ma che fine hanno fatto tutti? Sono già andati via?

ANDREA: Ragazzi quanto ho mangiato… mi sento scoppiare! Non si dovrebbe correre con la pancia piena.

FILIPPO: È colpa tua se abbiamo fatto tardi, ti sei abbuffato di toast e ora hai la pancia come una mongolfiera.

ANDREA: Di’ pure come un dirigibile… (ridacchia)

FILIPPO: Sì, come no, lo Zeppelin.

ANDREA: Che?

FILIPPO: Lo Zeppelin, è un tipo di dirigibile rigido sviluppato in Germania nei primi del ‘900.

ANDREA: Va bene, va bene… ho già capito l’antifona: Signore e Signori… godetevi quest’altra storia. (escono a sinistra. Stefano entra subito da destra)

STEFANO: Come certamente saprete già nel 1766 si scopre che l’idrogeno molecolare gassoso…

GLI ALTRI: (da sinistra cantando e passando dietro Stefano) CON L’IDROGENO SI PUÒ VOLARE…* (rip. x3)

STEFANO: Sciò, sciò! Andate via voi… (li manda via) Stavo appunto dicendo… che in forma gassosa è l’elemento chimico più leggero… ed è usato per gonfiare il primo pallone aerostatico in grado di sollevarsi in aria proprio grazie all’idrogeno che…*(spazientito)… Emh, questo però è un modo molto pericoloso di volare perché più si sale di quota più la pressione diminuisce e l’idrogeno, dilatandosi, rischia di far esplodere l’involucro che lo contiene (si guarda intorno alla ricerca del gruppetto). Senza contare poi che l’idrogeno è un gas altamente infiammabile e…* (Variante: CON L’IDROGENO TI PUOI BRUCIARE). Ci rinuncio!

(Stefano si mette in disparte sulla sinistra, dando le spalle al pubblico)

LUCA: (subito) Gentile pubblico, siamo lieti di presentarvi l’invenzione che il Conte Ferdinand von Zeppelin fa costruire nel 1899: ovvero il primo dirigibile rigido.

(tentano continuamente di rubarsi la scena l’un con l’altro)

GABRIELE: Bene, dunque… lo Zeppelin ha una struttura rigida in alluminio, rivestita esternamente in tela trattata…

SIMONE: All’interno dell’involucro si trovano più celle – ovvero i palloni aerostatici – contenenti il gas…

STEFANO: (corre al centro della scena) Che è l’idrogeno!

GLI ALTRI: Fissato! (lo cacciano via, sulla destra)

GABRIELE: Comunque lo Zeppelin non fu proprio il primo tipo di dirigibile rigido…

SIMONE: È vero! Il primato va all’aeronave di David Schwarz del 1897, i cui progetti furono poi acquistati dal nostro amato Conte…

LUCA: Dovremmo gioire di questo sfavillante progresso dell’evoluzione, non credete?

STEFANO: Sì, peccato però che allo scoppio della Prima Guerra Mondiale gli Zeppelin non imbarchino più passeggeri, ma sono usati come bombardieri!

(gli altri si mettono le mani sul viso, rimangono immobili, con il volto coperto verso il pubblico)

 

– MUSICA 2 –

(escono velocemente a destra. Mattia e Giada entrano insieme da sinistra)

 

Scena VI

 

MATTIA e GIADA: Benvenuti!

MATTIA: Lei è la vostra Giada.

GIADA: E lui il vostro Mattia.

MATTIA: Se vi è piaciuta l’invenzione precedente non potete assolutamente perdervi i nostri prossimi ospiti d’eccezione.

GIADA: Soltanto qui… All’Esposizione Universale…

TUTTI: Belle Époque!

MATTIA: Ecco a voi due grandi ingegneri e inventori statunitensi…

GIADA: I due più grandi aviatori dell’epoca pionieristica!

MATTIA: Che hanno realizzato il primo volo in assoluto di un mezzo motorizzato più pesante dell’aria…

MATTIA e GIADA: … I fratelli Orville e Wilbur Wright!

(ingresso “volante” dei due fratelli. Nicolò entra da destra, Davide entra da sinistra)

MATTIA: Benvenuti, fratelli Wright. Dal 1900 al 1903 avete costruito moltissimi modelli di aliante ma… Posso chiedervi qual era il vostro sogno?

NICOLO’: (con un ginocchio sul palco e le braccia spalancate. Davide dietro di lui, in piedi, con le “ali” spiegate) Volareee oh, oh… Nel blu dipinto di blu… ♪

MATTIA: Mi domando come ho fatto a non pensarci prima.

GIADA: Finalmente nel 1903 avete battezzato il “Flyer” – il primo velivolo motorizzato – potreste spiegarci meglio come funziona?

DAVIDE: Semplicemente con un motore 12 cavalli a 1.020 giri al minuto e due eliche di legno.

GIADA: Emh, non è che potreste darci una dimostrazione pratica?

NICOLO’: Ma certo! Prima di tutto va avviato il motore… (tira la cordicella)

(x3 volte TUTTI imitano il motore che non parte poi TUTTI: “Ti voglio bene mammina!”)

MATTIA: Va bene, va bene… Grazie, credo sia sufficiente! Adesso è meglio passare all’ultima domanda: chi è stato il primo ad aver avuto l’idea del “Flyer”? Orville o Wilbur? Wilbur o Orville?

DAVIDE: Direi che l’idea è stata mia!

NICOLO’: Sciocchezze! Ho avuto io l’idea.

DAVIDE: No, io!

NICOLO’: Io, ti dico.

(Nicolò e Davide ad ali spiegate iniziano a girare intorno come due galli da combattimento, dopo un paio di giri e dopo essersi sparati addosso raffiche di “tatatatatata”, escono entrambi a sinistra, uno insegue l’altro come in una guerra aerea)

MATTIA e GIADA: Ecco, era meglio non chiederlo!

Scena VII

 

MATTIA: Bene, Signore e Signori, l’Esposizione Universale Belle Époque è giunta al termine.

(TUTTI gli altri iniziano a cantare: “MARCIAM, MARCIAM… ANDIAMO A GUERREGGIAR! Prima piano, poi via via sempre più forte) Speriamo vi siate divertiti e che abbiate imparat…(l’ultimo gruppo entra cantando a passo di marcia)

GIADA: Ma… cosa succede? (mentre gli altri irrompono in scena cantando)

(il coro raggiunge il suo climax. Appena si trovano disposti in riga, fermi, si ripete per l’ultima volta la canzone. Poi silenzio)

GIADA: E loro chi sarebbero?

MATTIA: Sembrerebbero dei fanatici dei sette nani!

LORENZO: (fiero) NOI, siamo venuti qui oggi per mostrarvi il carro da combattimento, detto anche Carro Armato!

MATTIA: (con tono sarcastico) Incredibile!

FILIPPO: (fiero) Bello, vero? E pensare che l’idea è partita da noi tedeschi e che gli inglesi hanno solo contribuito.

(da qui iniziano a spintonarsi, prima quasi per caso, poi sempre più con cattiveria)

LORENZO: No, non è vero! L’abbiamo inventato noi! (spinge gli altri due)

ANDREA: Eeeh sbruffone!

LORENZO: Sbruffone ci sarai tu!

FILIPPO: Imbranato!

(continuano a ripetere “Sbruffone” e “Imbranato”, spintonandosi e alzando il tono della voce)

GIADA: (urlando) BASTA! (avanza verso il centro, da qui in poi si rivolge solo al pubblico) Vergognatevi tutti! State litigando per dimostrare chi è stato il primo a inventare una macchina da guerra. Tutto questo è… orribile!

TUTTI: ORRIBILE!

(lateralmente, divisi in due gruppi, TUTTI avanzano sottopalco, marciando e intonando i tamburi di guerra; prima piano, poi sempre più forte: TURUTUM – TURUTUM – TURUTUM-TUM-TUM

A sinistra: Denisy, Chiara, Lisa, Antonio, Caterina, Ilaria, Martina, Nicolò, Davide.

A destra: Harouna, Chiara, Gaia, Erica, Tiziana, Luca, Gabriele, Simone, Stefano.

Gli altri, sul palco, si dispongono a cuneo, marciando e intonando: EHI – OH!

La trama sonora diventa sempre più intensa)

 

– BUIO –

(SILENZIO)

 

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