Dalle Ande agli Appennini, il giorno del “Señor de los Milagros”

Racconta la tradizione che il 13 Novembre 1655 un terremoto devastò Lima. Dalle macerie emerse intatto un fragile muro sul quale uno schiavo angolano aveva dipinto Gesù Crocifisso. Seguirono altri terremoti ma l’affresco non fu mai scalfito. Il culto del “Cristo dei Miracoli”, è così diventato la festa religiosa più importante del Perù; il “Señor de los Milagros” è inoltre il santo protettore di Lima e viene festeggiato da tutte le comunità peruviane sparse nel mondo ogni seconda domenica di ottobre.

A Lima la festa attira ogni anno milioni di persone. A Modena vivono circa 500 peruviani organizzati nell’Associazione Culturale Señor de los Milagros che orbita intorno alla Chiesa di Sant’Agostino, guidata dal parroco Don Graziano Gavioli, punto di riferimento della comunità peruviana e filippina della città.

Nata nel 2010, il presidente dell’Associazione si chiama Alessandro Maggi, un modenese sposato da 12 anni ad una peruviana di Arequipa, la seconda città più popolosa del paese dopo la capitale Lima. Maggi, co-fondatore dell’Associazione, è presidente dal 2013:”E’ la terza edizione che organizziamo in città, assieme ai Peruviani partecipano i filippini e gli altri latino americani di Modena oltre a tanti italiani”, spiega Maggi.

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La festa è cominciata alle 14,30 di domenica 11 ottobre. Dopo la messa condotta in spagnolo e in italiano da Don Gavioli davanti alla Chiesa di Sant’Agostino, la comunità andina vestita per l’occasione con abiti tradizionali ha attraversato le strade del centro storico modenese in processione solenne, con il carro religioso su di cui era stata collocata l’effigie del Señor de los Milagros, uno dei pochi santi a non essere mai esistiti realmente. Durante il percorso sono state fatte soste per le orazioni, i canti e i balli tradizionali impreziositi da coreografie floreali e dai forti aromi di incenso.

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Erano presenti “Hermandades” (confraternite) da Verona, Rimini, Bologna e Torino, oltre a un rappresentante del Consolato peruviano a Milano e, per il Comune di Modena, l’Assessore Gabriele Giacobazzi. “Per i Peruviani si tratta della festa cattolica per eccellenza, el Senor del los Milagros è in assoluto il santo più riverito del paese e negli anni è diventato simbolo della diaspora peruviana”, dice il presidente Maggi.

I primi Peruviani sono arrivati a Modena circa 25 anni fa. Sono per gran parte migranti economici che hanno seguito la catena migratoria dei ricongiungimenti familiari. “All’inizio l’immigrazione era composta da donne, impiegate come colf e badanti, successivamente arrivarono i mariti a lavorare nelle fabbriche e nei magazzini”. Non mancano però i migranti per ragioni umanitarie e per l’instabilità e la violenza politica che hanno segnato il paese sudamericano negli anni 80 e 90.

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”Fino all’inizio degli anni ’90 il Perù era sprofondato nella “Guerra interna” contro il terrorismo, io ho lasciato il paese in quegli anni terribili”, ricorda Alberto un ex poliziotto, ora magazziniere, originario di Ayacucho, la regione delle Ande in cui sorse all’inizio degli anni ’80 la guerriglia maoista di “Sendero Luminoso”, un gruppo armato formalmente ancora in attività sebbene decapitato della sua cupola. In quella guerra “sporca” morirono circa 70mila persone.

Il serpentone viola, colore simbolo della festa, ha attraverso il centro storico toccando piazza Matteotti, piazza Torre e piazza Grande dove i fedeli hanno inscenato balli della tradizione popolare andino-amazzonica. Una celebrazione religiosa che ha registrato la presenza di diverse centinaia di devoti e molti curiosi e in cui fede cattolica, amor di patria, folkolre e spiritualità latino americana si sono intrecciate in un mix unico e suggestivo, a testimonianza dell’ibridazione culturale del cattolicesimo andino.

Foto di Rossella Famiglietti.

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