Dai del GAS ai tuoi acquisti (per un’economia solidale)

Dai del GAS ai tuoi acquisti (per un’economia solidale)

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In città sono attivi due GAS (Gruppi Acquisto Solidale) e altri 10 sono sparsi nella nostra provincia per un totale di 600 famiglie iscritte. Si fanno acquisti di gruppo non solo per risparmiare sulla spesa ma anche per fare la spesa in modo diverso, ovvero in maniera consapevole, privilegiando prodotti bio e del territorio, sostenendo i piccoli produttori, creando relazioni fra chi consuma e chi vende. Oltre a questa attività continuativa, i GAS sono in rete e insieme a produttori, professionisti e altre associazioni hanno dato vita a un Distretto di Economia Solidale (DES Modena) per poter avere un tavolo comune e sviluppare iniziative condivise di largo interesse.

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Ma a Modena l’economia è solidale?
Il tessuto economico di Modena e provincia è piuttosto variegato, gli ultimi 30 anni hanno visto sparire e/o cambiare le tantissime piccole aziende artigiane dove la solidarietà era poco diffusa, se non fra quegli imprenditori illuminati che per le modeste dimensioni aziendali potevano sì avere relazioni extrasindacali con i dipendenti e a volte sostenerli nelle loro difficoltà – afferma Carlo Lugli di DES Modena – Oggi abbiamo molte società cooperative e onlus che raccolgono le istanze di chi ha meno, offrono servizi di vario genere e sono un indispensabile contributo per garantire ai cittadini quanto la Pubblica amministrazione non può più offrire. In sintesi la risposta è 10% “Si” ma c’è spazio per avviare concreti processi di cambiamento, a condizione che anche l’informazione , e soprattutto lo sviluppo di nuove relazioni fra le persone, si attivino su strati sempre più ampi della popolazione.

I progetti che abbiamo in mente sono tanti, c’è da dire che la struttura del DES che ci siamo dati è orizzontale, cioè diamo molta importanza alla partecipazione dei soci e non abbiamo un “struttura” se non un consiglio direttivo “leggero” formato da volontari delle organizzazioni di alcuni soci iscritti, che porta avanti l’ordinaria amministrazione. Questo significa che i progetti vengono portati avanti in realtà dai soci stessi che si organizzano e coordinano dinamicamente al tavolo comune del DES stesso, formando gruppi di lavoro se necessario. Attualmente, tra le altre cose, offriamo sostegno a EXPO dei Popoli (siamo una delle 12 città che contribuiranno in Italia ad un documento alternativo alla “carta di Milano”); stiamo inoltre attivando un canale di comunicazione con le pubbliche amministrazioni (Modena, Nonantola, Formigine, Soliera sono i comuni nei quali ci sono già contatti per sostenere l’Economia Solidale) per dare attuazione concreta alla legge regionale 19/2014 sull’Economia Solidale recentemente approvata.

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Come si è arrivati ad una legge regionale?
Circa tre anni fa, furono proposte da consiglieri regionali di SEL e del Movimento 5 stelle due leggi regionali, una sui GAS e una per il Km 0 che però non sono state gradite dai diretti interessati. I consiglieri si sono però resi disponibili ad accogliere le proposte del territorio. Sono nati così una serie di gruppi di lavoro tematici formati dai cittadini delle organizzazioni dell’ES di tutta la regione che, coordinandosi tra loro sotto il nome di CRESER (Coordinamento Regionale dell’Economia Solidale dell’Emilia-Romagna, del quale anche il DES Modena è partecipante attivo) e con i tecnici della Regione, tramite la stipula di un patto non scritto di fiducia e trasparenza reciproca, hanno portato all’attuale legge.

Questo è a quanto ci risulta l’unico esempio in Italia di legge regionale sull’ES che riconosce a 360° gli attori dell’economia solidale e ottenuta “dal basso” in modo partecipato. La Regione stessa riconosce l’importanza data a modelli di economia diversi da quello attuale che possono essere utili, come successo ad esempio in Francia o in paesi sudamericani, ad aiutare il ben-vivere delle persone anche in momenti di crisi economica come quella attuale. Ci sono già stati incontri tra il CRESER e la nuova giunta regionale; con l’assessore Corsini (delega anche all’ES) si sta lavorando insieme ad attuare il “forum” previsto dalla legge stessa che permetterà di realizzare i progetti e le istanze legislative portate dal mondo dell’Economia Solidale attraverso il Tavolo Permanente regionale (vedi qui). Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito www.creser.it che raccoglie anche i verbali e le schede prodotte dai vari gruppi di lavoro.

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Quali dati emergono dal Censimento produttori che avete recentemente effettuato?
I GAS della nostra provincia fanno acquisti su fornitori preferibilmente locali e hanno condiviso i loro dati per offrire opportunità di sviluppo a queste aziende, grazie ad un mercato più ampio. Per contenere i trasporti che sono fonte di spesa e di inquinamento, e permettere ai fornitori di organizzare al meglio le loro produzioni, si fanno regolarmente acquisti “intergas” che interessano cioè tutti i GAS della provincia. Un dato che emerge dal questionario è che non tutti i produttori si mettono in rete, specialmente perché si tratta di aziende molto piccole, che non hanno tempo da dedicare a cose non produttive.

Questo ci ha stimolato ad intraprendere azioni di sostegno, prima con un convegno pubblico che ha permesso di riunirne un buon numero per la prima volta intorno allo stesso tavolo, poi con una serie di attività, come la realizzazione di un progetto di Garanzia Partecipata al quale inizieremo a lavorare verso l’autunno, cioè quando i produttori stessi avranno un po’ più tempo, in modo da ridurre o annullare le spese della certificazione BIO ufficiale. Abbiamo anche intenzione di fare iniziative per semplificare la legislazione che per aziende molto piccole impone limiti a volte proibitivi, questo sia a livello comunale con i regolamenti dei mercatini, sia a livello regionale grazie agli strumenti messi a disposizione dalla nuova legge. Come Distretto, raggruppando quindi sia i produttori che i consumatori in azioni congiunte, potremo avere maggiore credito e peso verso le istituzioni locali e regionali.

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A retegas.org sono attualmente registrati 999 gruppi, ma la realtà è decisamente diversa in quanto molti gruppi non sono registrati a tale sito. Si stima quindi la presenza in Italia di almeno 2000 gruppi, con forte concentrazione nelle regioni del Nord…
La crescita negli ultimi anni è rallentata ma sta continuando, e si sono aperte nuove opportunità di acquisto (energia, fotovoltaico, automobili, servizi ecc. ) grazie ad accordi con fornitori ed aziende che spesso garantiscono un certo grado di trasparenza e di solidarietà e che possono aderire alla rete nazionale RES sostenendola anche economicamente, per un costituendo fondo di solidarietà nazionale che sarà a disposizione dei progetti del territorio nazionale (vedi ad esempio economiasolidale.it; www.consorziocaes.it/Eticar; www.co-energia.it).

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Mi preme evidenziare l’importanza delle attività che si sviluppano al Tavolo RES nazionale, per produrre progetti e idee a sostegno dell’ES : una fotografia di questa rete mostra la presenza di un buon numero di distretti che insieme hanno anche dato vita a coordinamenti regionali (per la nostra regione www.creser.it) che hanno portato alla recente approvazione della legge regionale 19/2014, e ad eventi nazionali , come l’INES (Incontro Nazionale dell’Economia Solidale) organizzato ogni anno in diverse zone del territorio (incontronazionale.economiasolidale.net) come L’Aquila , Monopoli, Parma e quest’anno a Trieste.
È intenzione del DES Modena favorire l’accesso alla rete esistente a quanti professionisti vorranno condividere le nostre vedute sull’ES mettendo a disposizione le loro prestazioni con un patto di reciproca fiducia e trasparenza tra professionista e cliente. Il gruppo modenese si ispira al lavoro svolto dal gruppo del DES Brianza www.professionistisolidali.org

Fonte immagini: www.foodisforeating.org/

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Giornalista pubblicista e addetta stampa, collaboro a diverse testate, locali e non. Scrivendo poesie sono arrivata a scrivere articoli, due mo(n)di diversi per rispondere alla mia passione per l'evoluzione del circostante. Tra versi e numeri di battute da rispettare, scrivo ciò che vedo e sento attorno a me, mi racconto, vi racconto.

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