Da Modena alla Mecca, il sacro pellegrinaggio dei musulmani

Da Modena alla Mecca, il sacro pellegrinaggio dei musulmani

In occasione dell'Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca e pilastro dell'Islam, Note Modenesi ha seguito alcuni viaggiatori in partenza da Modena alla volta dell'Arabia Saudita e visitato le “moschee” della città dove i Musulmani si preparano a celebrare l'Eid el-Adha, la grande festa che chiude il periodo del pellegrinaggio. Prima parte di un reportage in tre puntate.

0
CONDIVIDI

Nel Medioevo il pellegrino in viaggio dall’Europa per la Mecca impiegava almeno due mesi per raggiungere il sacro suolo dell’Hijaz, la regione nord-occidentale della Penisola araba dove sorgono le città sante di Mecca e Medina. Un viaggio lungo e pieno di insidie narrato da emeriti studiosi arabi già a partire dal X secolo.

Via terra o via mare si trattava di mesi di viaggio sulle rotte commerciali minacciate dai raid beduini con soste nei caravanserragli e in fortini che i primi califfi abbassidi costruirono sin dal VIII secolo. Dall’Europa, per mare, il pellegrino doveva navigare fino alle coste egiziane oppure siriane per poi continuare a piedi o in carovane fino alla terra più sacra per i Musulmani, culla della religione islamica: la Penisola araba. Via terra invece, seguiva il percorso opposto a quello che oggi compiono i profughi in fuga dalla guerra civile siriana: dai Balcani giù fino al Bosforo e poi ancora più a sud, via Damasco, snodo commerciale fondamentale nel Medioevo, fino all’Hijaz. Nel tempo, i califfi, prima abbassidi e poi ottomani, rinforzarono le rotte del pellegrinaggio rendendole più sicure e praticabili.

arabia

La Mecca è la città più importante per coloro che credono in Allah. E’ la “città santa” in cui nacque e crebbe il profeta Mohamed appartenente alla famiglia meccana più potente della sua epoca (fra VI e VII secolo) i Quraishiti. Anche la seconda città più importante del mondo musulmano si trova nell’odierna Arabia Saudita: Medina. Quest’ultima è la città dell’Egira: l’emigrazione del profeta nel 622 in questo centro dette inizio all’islamizzazione del mondo. Per i Musulmani il 622 è l’anno 1 cristiano: per il calendario islamico, di tipo lunare, viviamo infatti nel 1436.

Oggi chi compie il pellegrinaggio prende un aereo fino a Jedda che dista poco più di 30 km dalla Mecca e con gli sgangherati pulmini sauditi raggiunge in mezz’ora la periferia della città santa. In Italia come nel resto d’Europa sono comparse agenzie di viaggio specializzate nei viaggi dei pellegrini a cui vengono offerti pacchetti completi e personalizzati. Nel periodo del pellegrinaggio canonico, il prezzo base inclusivo di volo aereo e pernottamento per 15 giorni alla Mecca parte dai 4500 euro in su. Si tratta di un viaggio costoso che i Musulmani devono compiere una volta nella propria vita. L’Hajj, in arabo “il pellegrinaggio”, è il quinto pilastro dell’Islam, Arkan al-Islam, gli obblighi inderogabili di ogni musulmano. Ciò significa che è un dovere e non una scelta.

In Italia vivono oltre un milione e mezzo di musulmani. Nel Comune di Modena sono circa diecimila i residenti di religione islamica provenienti da più di 30 paesi: dalla Turchia all’Indonesia, dai Balcani fino al Maghreb. La loro presenza rappresenta la complessità e la ricchezza del mondo islamico, un arcipelago di etnie e culture molto diverse fra di loro.

Tutte le immagini si riferiscono alla "moschea" di via Portogallo
Tutte le immagini si riferiscono alla “moschea” di via Portogallo

Esistono solo cinque moschee in piena regola a livello architettonico nel paese (a Milano, a Torino, a Roma, a Ravenna e a Colle di val d’Elsa in provincia di Siena), il resto sono tecnicamente dei Centri Culturali Islamici ovvero delle sale di preghiera e di attivismo spesso ricavate da capannoni industriali in disuso. Ci sono più di 770 centri islamici nel territorio italiano. L’Emilia-Romagna è la seconda regione dopo la Lombardia per numero di luoghi di culto musulmano con 115 edifici religiosi, a Modena ne esistono quattro: il centro islamico di via Portogallo, quello di via delle Suore, la sala di preghiera di via Munari e quella di via Alassio (una semplice “mussala” ossia una piccola sala destinata soltanto alla preghiera).

Nel 2015 i riti dell’Hajj si svolgono fra il 21 e il 26 settembre. I Centri Islamici organizzano, in concerto con le agenzie specializzate, i viaggi dei fedeli. Quest’anno sono circa cinquanta i musulmani modenesi che si recano nell’Hijaz a compiere il pellegrinaggio. Se nel Medioevo l’Hajj era un viaggio che dall’Italia poteva durare quattro mesi fra andata e ritorno, ai giorni nostri per assolvere al proprio compito di buon musulmano recandosi a Mecca e Medina è sufficiente anche una settimana. I riti del pellegrino da compiere in loco durano cinque giorni al culmine dei quali si celebra la festa dell’Eid el-Adha, la festa del sacrificio di Abramo, una delle due grandi ricorrenze del calendario islamico con l’Eid el-Fitr, la festa che chiude il mese di Ramadan.

IMG_3812

Khalid Dalouzi, un infermiere marocchino di 46 anni, si è organizzato per due settimane di viaggio in cui visiterà Mecca e Medina. Per lui non è la prima volta, ha alle spalle già tre pellegrinaggi. Padre di famiglia, Khalid Dalouzi è residente a Modena da oltre vent’anni ed è stato presidente per più di quindici anni del grande Centro Islamico di via delle Suore. Oggi è legato alla Casa della Saggezza, della Misericordia e della Convivenza di via Portogallo, la seconda “moschea” della città fondata nel 2007 e di cui è stato dirigente fino a un paio di anni fa.

“I giorni dell’Hajj ribadiscono un concetto fondamentale dell’Islam: l’uguaglianza di tutti gli uomini davanti a Dio. Questa uguaglianza non è ideale – spiega Dalouzi – la Tradizione Islamica ha prescritto ai pellegrini di portare indumenti semplici: due panni bianchi che coprono il corpo, un abbigliamento standard ispirato ai valori di umiltà e di uguaglianza”. Il pellegrinaggio riconfermerebbe la natura anticlassista e antirazzista dell’Islam.

IMG_3814

L’Hajj è un raduno di massa multietnico con milioni di persone immerse in un atmosfera di fede quasi inebriante: “E’ un’emozione straordinaria condividere la propria osservanza con credenti provenienti da tutto il Mondo che piangono dalla commozione e si abbracciano. Alcuni musulmani, appena arrivano nel sacro suolo della Mecca, baciano la terra e si prostrano in lacrime invocando la gloria di Allah. E’ un viaggio di enorme impatto emotivo”, rivela Dalouzi.

Purtroppo gli incidenti non sono rari e quasi sempre hanno conseguenze devastanti, come quello di venerdì 11 settembre, proprio a causa della forte densità di fedeli concentrati in un’area di appena 356.800 metri quadrati.

I riti da compiere una volta giunti alla Mecca rivelano le radici ebraiche e cristiane dell’Islam, non a caso presentato dai musulmani come la fine di una lunga catena di rivelazioni iniziata da Abramo e di cui Mohamed sarebbe l’ultimo e definitivo profeta. Tutti i momenti sono codificati dalla Tradizione a cominciare dal porto delle stoffe tradizionali del pellegrino, l’Ihram, fino al Tawaf intorno alla Kabaa, i giri intorno alla costruzione cubica di colore scuro posta al centro della Mecca che secondo i musulmani sarebbe stata riedificata da Abramo dopo il Diluvio Universale. Seguono le preghiere alla grande moschea della Mecca, al-Masjid al-Haram, le camminate ai piedi del monte Arafat, fra le colline di Safa e Marwa fino al punto in cui Abramo avrebbe sacrificato l’agnello al posto del figlio Ismaele. I riti si concludono con un ultimo giro intorno alla Kabaa e il canonico taglio di capelli che sancisce la fine del pellegrinaggio. Chi torna dalla Mecca torna con la testa rasata.

IMG_3826

Di solito chi va in pellegrinaggio non ha meno di quaranta anni. E’ raro trovare giovani in partenza per il pellegrinaggio. Essendo obbligatorio una volta nella vita, il musulmano medio tende infatti a procrastinare il viaggio. Costume molto curioso è la consuetudine di regalare il viaggio dell’Hajj ai propri genitori. Una pratica che si è sviluppata in Europa presso le seconde generazioni di migranti di religione musulmana e che rivela una caratteristica essenziale dell’Islam: il legame e la deferenza dei giovani nei confronti dei propri genitori e delle persone anziane in generale.

Dalla “moschea” di via Portogallo sono una ventina i pellegrini che si imbarcheranno dalla Malpensa alla volta di Jedda. Un viaggio organizzato nei minimi particolari dalla dirigenza marocchina di questo centro islamico molto curato, capace di accogliere quattrocento fedeli nei suoi momenti più partecipati. Del gruppo solo Khalid Dalouzi si è già recato in pellegrinaggio:“per gli altri sarà come rinascere e torneranno a Modena ispirati e rafforzati”. Al loro rientro, gli altri musulmani li chiameranno “el-Hadji”, un titolo onorifico dato a coloro che hanno compiuto il pellegrinaggio alla Mecca.

IMG_3847

Per i circa diecimila residenti di fede musulmana che gravitano intorno ai quattro centri islamici presenti a Modena, si apre un periodo di fede e di festa importante quanto il periodo di Ramadan. Alla fede ma anche all’identità tengono invece i fedeli che frequentano la “moschea” turca Uli Cami di via Munari, a due passi dalla stazione ferroviaria. La presenza di una “moschea” turca è una rarità nel panorama islamico non solo locale ma anche nazionale. Esse fanno riferimento a una rete di centri islamici patrocinati dallo Stato turco e istituiti nei luoghi della diaspora turca in Europa. Di questa particolare “moschea” a vocazione etnica e dei pellegrini ottomani ci occuperemo nella seconda parte della nostra inchiesta. (Fine prima puntata. Continua)

Immagine di copertina, photo credit: Mosquée Masjid el Haram à la Mecque via photopin (license).

CONDIVIDI
Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

NESSUN COMMENTO

Rispondi