“Sono un cristiano rinato”

“Sono un cristiano rinato”

Luterani, calvinisti, anabattisti, battisti, metodisti, pentecostali, movimenti carismatici e Chiese Libere, il mondo protestante evangelico è una galassia di sigle nate dalla Riforma in poi e moltiplicatesi negli ultimi trent'anni grazie alla globalizzazione ed a un nuovo tipo di evangelizzazione. Note Modenesi ha visitato alcune delle 20 chiese evangeliche presenti in città e provincia, a cominciare dalla Chiesa Cristiana dei Fratelli di via Di Vittorio, la più antica di Modena.

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“Nietzsche è morto. Firmato Dio”, scriveva un anonimo ribaltando la famosa formula del filosofo tedesco “Dio è morto”. E infatti il necrologio di Nietzsche era largamente prematuro. Eppure da più di un secolo avevamo creduto che la religione fosse condannata dalla Storia. Sociologi, filosofi e storici, da Max Weber a Marcel Gauchet si accordavano sulla diagnosi del “disincanto del mondo”, sull’eclissi irrevocabile della presenza divina nel mondo contemporaneo.

La riscoperta del sacro

Dal XIX secolo pensavamo che la scienza avrebbe irrimediabilmente sostituito la superstizione, la tecnica soppiantato la magia, la medicina detronizzato le preghiere e la politica avrebbe avuto la meglio sul messianismo. Tutto sembrava condannare la religione. I fatti tendevano a confermare questa diagnosi: nella maggior parte dei paesi occidentali si assisteva a un declino inesorabile della partecipazione religiosa: la religione, si pensava, non avrebbe retto l’impatto della modernità.

Tuttavia da una trentina d’anni almeno, gli studiosi hanno dovuto arrendersi all’evidenza: si erano sbagliati. Una tendenza confermata da una rinascita mondiale di tutte le forme di religiosità e di una re-sacralizzazione del mondo. Dal risveglio dell’Islam allo sviluppo dell’evangelismo protestante, al rinnovamento del cristianesimo, alla diffusione di nuove religiosità in Europa dell’Est, alla moltiplicazione delle chiese in Africa, in America latina e settentrionale fino in Europa, è un pullulare di chiese indipendenti e nuovi movimenti religiosi che mettono in difficoltà le classificazioni del Cesnur (il Centro Studi sulle Nuove Religioni). E mentre la Chiesa cattolica perde fedeli e ha sempre maggiori difficoltà a trovare vocazioni sacerdotali, dappertutto in Europa e nel mondo sorgono guru, predicatori e pastori.

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“Sono un cristiano rinato”

E’ domenica mattina quando davanti alla Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli di via Di Vittorio incontriamo Salvatore e suo figlio Giuseppe. E’ quasi l’ora del “culto di adorazione” (la messa dominicale). Otto anni fa, padre e figlio si sono convertiti all’evangelismo. Giuseppe si drogava, aveva preso una brutta strada e Salvatore aveva tentato in vari modi di aiutare suo figlio. “Poi ho incontrato Gesù, ho sentito la sua presenza, ha aiutato mio figlio Giuseppe e da allora sono un cristiano rinato, un evangelico”.

Dentro alla Chiesa dei Fratelli, un ex capannone industriale, sono circa un centinaio i fedeli accorsi per il culto di adorazione: sono quasi tutti italiani, ci sono famiglie, molte donne portano il velo e seguono la funzione cantando inni religiosi. Battono le mani e i piedi, tengono gli occhi chiusi in uno slancio di fervente spiritualità. Alcuni piangono, altri allargano le braccia mentre le note di un complesso musicale giovanile riempiono la Chiesa.

Sul megaschermo passano i testi dei canti

La “Di Vittorio Band” suona melodie pop-rock fra una testimonianza di fede e i sermoni affidati ai tre “Anziani” della comunità. Tutti i fedeli possono partecipare alla testimonianza di fede e intervenire per richiedere alla band di suonare i loro inni preferiti. Dietro all’altare sobriamente decorato, come in un karaoke, c’e’ un megaschermo con i testi dei canti che esprimono una certa confidenza con Dio. “Perché Dio è nostro papà”, cantano in coro i fedeli assorti in una specie di trance estatica.

Sono circa duemila gli evangelici a Modena distribuiti in 20 strutture religiose fra Modena e provincia. La Chiesa Cristiana dei Fratelli è la comunità evangelica più antica della città. Nata nel secondo dopo guerra nel solco della tradizione protestante anglosassone, il suo fondatore si chiama Arturo Wiens, missionario americano che si è dedicato alla diffusione del Vangelo in Italia. La comunità ha una struttura egualitaria e anti-gerarchica. A guidarla ci sono tre Anziani, incaricati dell’azione pastorale, un’organizzazione che ricalca quella delle prime Chiese cristiane.

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La Bibbia? Va seguita alla lettera

L’anziano Giuseppe Berri è uno dei responsabili della Chiesa dei Fratelli:“Noi ci atteniamo alle Scritture, siamo scritturali. Non accettiamo contaminazioni né influenze culturali nel nostro culto, seguiamo esclusivamente la Bibbia e non la Tradizione che ha assorbito elementi estranei al Cristianesimo”.

Urologo per oltre trent’anni all’ospedale civile Sant’Agostino Estense, Giuseppe Berri è Anziano della comunità dal 2007 e si dedica ora alla predicazione del Vangelo. Uomo di scienza e ateo pentito, l’Anziano Berri ha scoperto l’evangelismo attraverso la moglie, 32 anni fa. Prima di tornare alle Scritture e all’evangelismo era cattolico. “Quasi tutti i fedeli della nostra Chiesa – afferma – sono di estrazione cattolica. La differenza sostanziale fra cattolici ed evangelici non è tanto nell’adesione a una nuova religione, si tratta di vivere un incontro personale con Gesù, di realizzare una conversione autentica”: Secondo l’Anziano Berri, “all’interno del cattolicesimo ci si accontenta di una partecipazione esteriore ai culti, passiva, si è credenti più a livello nominale che sostanziale”.

“Ho parlato con Gesù sull’Intercity”

L’esperienza diretta dei devoti con Gesù è l’elemento fondante del credo evangelico. “Ho incontrato Gesù in spiaggia – ricorda Glauco, imprenditore convertitosi 20 anni fa al culto evangelico – ha riempito un vuoto esistenziale che non sapevo di avere”. “Io ho parlato con Gesù di persona mentre viaggiavo sull’intercity – dice un altro fedele – è stata una folgorazione, l’esperienza più profonda che abbia mai provato”. Sarebbe quindi la ricerca di una relazione più personale e intensa con la religione ad essere alla base dell’adesione al culto evangelico. Una devozione e un modo di vivere il cristianesimo diverso dalle “fredde liturgie cattoliche”, osserva Glauco.

E’ un cristianesimo vissuto in maniera integrale accompagnato da una visione del mondo conservatrice, a tratti fondamentalista, termine percepito non in chiave negativa dagli evangelici che considerano le Scritture linee guida incontrovertibili nella giungla della modernità contemporanea. “Io seguo i fondamenti cristiani quindi non temo l’appellativo di fondamentalista”. Un atteggiamento che li distingue dai musulmani, per esempio, che credono nella “parificazione” dei termini Dio e Allah e nella radice comune dei monoteismi: “Paragonare il Cristianesimo con l’Islam è incongruo. Allah non è la stessa cosa di Jahvé e Gesù è l’ultimo e definitivo profeta, non Maometto”, chiosa l’Anziano che con il Comitato delle Associazione Evangeliche, la rete locale informale delle chiese di derivazione protestante, organizza un convegno sull’Islam al teatro del Sacro Cuore il prossimo 23 di ottobre. Ospite della serata: Magdi Cristiano Allam, ex vicedirettore del Corriere della Sera, convertito al cattolicesimo alcuni anni fa e fra i massimi esponenti anti-Islam del paese.

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Un insieme di chiese libere a autonome senza baricentro

Basta osservare le iniziative pubbliche organizzate dalla rete delle chiese evangeliche modenesi per farsi un’idea delle loro posizioni in ambito sociale se non politico. Venerdì 9 ottobre gli evangelici di Modena promuovono un convegno sul tema delle “teorie gender”, un dibattito intitolato:”Gender, cosa vuole insegnare la scuola ai nostri figli?” con Sandro Olivieri, ex parlamentare di fede evangelico-pentecostale e Giuseppe Grana, presidente del Centro Culturale Cattolico il “Faro” di Modena. Un’alleanza strategica tra una componente cattolica e evangelici, entrambi su posizioni conservatrici in tema di famiglia tradizionale. “Non facciamo politica, ma è chiaro che su questioni come il matrimonio omosessuale e la famiglia tradizionale siamo su posizioni simili a quelle del movimento delle Sentinelle”, dichiara Giuseppe Berri.

L’evangelismo a Modena si configura come un insieme di chiese libere e autonome senza baricentro, senza una autorità centralizzata. E’ composto da Cristiani che non si accontentano, di devoti alla ricerca di una relazione sopra le righe con Gesù e di un nuovo protagonismo nel rapporto con Dio. Testimoniano di un fenomeno in continuo aggiornamento e di un’opposizione radicale, quella fra modernità e religione, ormai superata. E’ la globalizzazione delle religioni che permette agli individui di montare la loro fede in funzione di un’offerta spirituale planetaria in costante crescita: l’esperienza personale prevale sull’adesione alle chiese istituzionali, l’emozione prende il sopravvento sulla ragione.

A meno di un chilometro di distanza da via Di Vittorio c’è la Full Gospel Church International. Sul percorso incrociamo un furgone del “Christ Love Ministry”. Sono le chiese libere a carattere etnico. Prevalentemente frequentate da africani, ghanesi e nigeriani in particolare, si riallacciano al recente sviluppo delle chiese pentecostali e dei movimenti carismatici di origine statunitense ormai presenti in tutti i continenti del mondo grazie anche alle televisioni satellitari di predicazione come God Tv. La Full Gospel Church è diretta da un pastore americano Robert Hord, e rappresenta il lato più folkloristico, esuberante e vivace del movimento protestante, ibridato da caratteri sincretici e contaminazioni culturali. Abbiamo assistito a una loro “messa” domenicale. Si tratta di veri e propri eventi, di feste con canti gospel e balli sfrenati in lode al Signore. Prima di tornare dai “Fratelli” che ci apriranno le loro porte per assistere a un battesimo evangelico, è doveroso passare dai pentecostali e assistere alle iniziative pubbliche organizzate dal Comitato delle Associazioni Evangeliche di Modena.

(Fine prima parte. Continua)

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Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

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