Chi ha tempo non aspetti tempo e viva!

Chi ha tempo non aspetti tempo e viva!

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A Marano all’ecovillaggio Tempo di Vivere Antonio, Gabriella, Katia, Ermanno e tanti altri condividono e riscoprono il valore del tempo, della natura e dei ritmi vitali. Parlano di decrescita consapevole e scollocamento solidale. Sono rilassati e sorridenti, hanno abbandonato il loro lavoro e si godono la natura nelle dolci valli del nostro Appennino.

Non hanno paura della crisi economica e per citare il filosofo J. Krishnamurti sostengono che “Non è un sintomo di buona salute vivere ben adattati in una società profondamente malata”.
Si sono uniti per creare per creare una comunità intenzionale, autonoma e autogestita, in cui ognuno possa portare le proprie esperienze e competenze per arrivare all’obiettivo di un’esistenza basata sulla centralità del singolo, nella condivisione e nella collaborazione, che permetta una crescita individuale e collettiva.

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Una domanda sorge spontanea: la crisi economica non vi spaventa?
No, non ci spaventa perché crediamo in noi, nelle nostre capacità, professionalità, nel progetto, nel gruppo e nella rete di relazioni e collaborazioni che stiamo creando attorno a noi.

Antonio Ciao viene da Firenze, Gabriella Oliva, Katia Prati, Ermanno Salvini, Andrea Cusati e Simona Straforini vengono da Milano. Poi ci sono i piccoli Isotta e Pietro, figli di Katia ed Ermanno, e oltre agli otto residenti, molti amici condividono con loro questo viaggio per periodi più o meno lunghi.

Tutti abbiamo fretta di collocarci in questo mondo dove mancano lavoro e certezze. Perché secondo voi abbiamo bisogno di scollocarci?
Scollocarsi non significa scegliere di abbandonare un lavoro per trovarne un altro, scollocarsi significa lavorare quanto serve, cioè quanto basta a soddisfare le proprie esigenze, fare ciò che piace e ciò che si vuole fare. Trovare in sé quegli strumenti per autorealizzarsi e mantenersi economicamente in modo dignitoso e sobrio, per essere finalmente soddisfatti del proprio modo di vivere, star bene con se stessi, con gli altri e con ciò che ci circonda. Significa uscire dal circolo vizioso “lavoro-produco-consumo”. E’ un processo fatto di tante scelte, spesso non comprese, non condivise e osteggiate, che ci mette a dura prova. In sostanza, significa attuare un cambiamento del proprio modo di vedere se stessi, la vita e il lavoro. Nasce dall’esigenza di pensare fuori dagli schemi abituali per vedere nuove prospettive, attraverso potenzialità e risorse individuali, trasformando la cosiddetta crisi in un’opportunità, con l’obiettivo di ottenere il proprio Ben-Essere.

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L’Ufficio di Scollocamento Solidale pensato da Tempo di Vivere ha l’obiettivo di preservare il capitale umano e naturale per soddisfare le necessità di tutta la comunità vivente presente e futura. E’ solidale perché ci proponiamo di accompagnare le persone verso la libertà di scelta per diventare responsabili di se stessi e delle proprie relazioni, nel lavoro, nella società e in famiglia.
La nostra forza sta nel fatto di essere un gruppo di persone già scollocate con cui è possibile un confronto diretto all’interno dell’ecovillaggio. Abbiamo tutti esperienze diversificate e tra di noi ci sono professionisti della crescita personale in grado di affiancare e sostenere in ogni fase del percorso di scollocamento. Abbiamo una rete solidale di contatti, proponiamo un percorso umano e formativo a vari livelli di approfondimento che costituisce un vero e proprio viaggio alla riscoperta del sé e del proprio ben-vivere.
Scollocarsi è importante nella situazione attuale, perché spesso la propria attività lavorativa non soddisfa, non è in linea con i propri valori, attitudini e interessi e assorbe tutto il tempo e le energie e impoverisce i rapporti umani. Scollocarsi significa permettersi di riconoscere i propri talenti e le proprie passioni , ritrovare il proprio ben-essere e costruire un mondo migliore a partire da noi.

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Tempo di vivere: come vivere? Qual è la vostra filosofia di vita?
La società attuale crea un’illusione di libertà di scelta e di pensiero, chiudendoci invece in “gabbie con sbarre invisibili” e, proprio perché tali, difficili da riconoscere e superare.
Siamo stati educati al senso del dovere, alla diffidenza, alla prevaricazione. Il nostro valore viene riconosciuto solo attraverso il denaro che possediamo. La felicità viene misurata attraverso ciò che possiamo comprare e mostrare. Le relazioni e l’amore sono vissuti come “anestetico” alla solitudine, come risposta al bisogno di accettazione, come punto di arrivo e di conquista, convinti che tutto ciò non richieda alcun impegno.
Tempo di Vivere nasce dalla volontà di superare il disagio e la frammentazione sociale. Il nostro ecovillaggio mette al centro la persona e le sue capacità ed è improntato ad una decrescita consapevole, in armonia con Madre Natura. Riteniamo che il primo passo sia quello di mettere in atto accoglienza, accettazione, ascolto attivo e non-giudizio, perseguendo una visione olistica rispettosa del benessere dell’uomo e dell’ambiente che ci circonda. Vogliamo essere un esempio per creare una nuova cultura e un nuovo sistema sociale in cui le diversità siano apprezzate come valori imprescindibili, così che le specificità di ognuno diventino potenzialità al servizio di tutti.

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Come mai avete scelto proprio Marano?
Ci siamo dedicati alla ricerca in Emilia-Romagna per la ricchezza sia ambientale che umana. Siamo rimasti affascinati dalla storia di apertura e accoglienza verso l’innovazione e il cambiamento tipica della popolazione, valori che caratterizzano anche il nostro progetto.
Nella nostra lunga ricerca la località “Bombanella”, nel comune di Marano sul Panaro, a soli 10 minuti dal centro abitato, ma immersa in una natura mozzafiato, è stato il luogo che più si è avvicinato al nostro sogno.

Quali domande dobbiamo porci – prima ancora di quali risposte dobbiamo darci – per vivere meglio in questa società afflitta? Ascoltare di più i tempi della natura è già una valida soluzione?
Capire che è necessario cambiare, aumentare la volontà e diminuire le resistenze al cambiamento. Impegnarsi e pianificare, attivare il piano e agire. In questo passaggio non semplice, avvicinarsi e conoscere realtà come la nostra, create da gente comune, può aiutare a sciogliere dubbie paure.
Nella società attuale il tempo che ci concediamo è sempre più ridotto. Ci si affanna, si corre, si maledice il tempo che non ci basta mai; le ore passate fuori casa aumentano, non c’è più tempo per noi, per il rapporto di coppia, con i figli e per la vita sociale. Bisogna andare in fretta e questo ci crea stress a tutti i livelli che non andiamo ad affrontare alla radice, ma nascondiamo con dei farmaci. Il Tempo è un aspetto che non consideriamo mai, ma che ci sfugge inesorabilmente.
Per tutto questo siamo convinti che seguire i tempi della natura, osservarla e riconoscerci come una parte di essa sia alla base per ritrovare il nostro equilibrio e concederci finalmente non il lusso, ma ciò che ci spetta di diritto: il Tempo per Vivere!

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Tanti i progetti in cantiere:
Autocostruzione: il 13 e 14 giugno workshop di autocostruzione di un forno in terra cruda; 3-5 luglio: workshop di autocostruzione di una cupola geodetica in bambù con giunti reciproci di Leonardo Da Vinci, guidato dall’architetto Biagio Di Carlo.
Decrescita e agricoltura sostenibile: 10-12 Luglio: Corso di Progettazione Partecipata in Permacultura con Stefano Soldati; 2-4 ottobre corso teorico-pratico di Food Forest con Elena Parmiggiani; ampliamento dell’orto sinergico già esistente; corsi di cucina naturale, di cosmesi naturale fai-da-te, di panificazione con pasta madre in forno a legna.
Benessere naturale e crescita personale: settimane di riequilibrio energetico-fisico; settimane per genitori e figli e per le coppie; corsi e laboratori di comunicazione efficace, comunicazione empatica ed ecologica; laboratori di gestione del conflitto.
Ufficio di Scollocamento Solidale (corso base e secondo e terzo livello).

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Giornalista pubblicista e addetta stampa, collaboro a diverse testate, locali e non. Scrivendo poesie sono arrivata a scrivere articoli, due mo(n)di diversi per rispondere alla mia passione per l'evoluzione del circostante. Tra versi e numeri di battute da rispettare, scrivo ciò che vedo e sento attorno a me, mi racconto, vi racconto.

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