Uno a zero, palla al centro

Uno a zero, palla al centro

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Sì, sono ancora tutti increduli, eppure la mattina di mercoledì 29 aprile era ancora tutto vero. Vera la storica promozione, vera la festa, vere le troupe nazionali che in cerca di qualche tifoso da intervistare per le rubriche sportive dell’ora pranzo. E dire che da settimane ormai la classifica non lasciava spazio a equivoci: sarà per questo che a Lotito, che due mesi fa scongiurava di non ritrovarsi tra i piedi della massima serie squadrette di provincia come Frosinone e Carpi – “Una può salì, se mi porti squadre che non valgono un cazzo, noi fra due o tre anni non ci abbiamo più una lira. Chi cazzo li compra i diritti?”, cit. -, i tifosi han risposto con un altrettanto inequivocabile “stai sereno” (che vuol dire mo’ sono tutti cazzi tuoi, per rimanere sulla stessa lunghezza d’onda).

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Martedì notte, dopo lo 0-0 contro il Bari, la folla dei tifosi biancorossi si è riversata in piazza Martiri in attesa del pullman dei giocatori – che nel frattempo festeggiavano facendo irruzione nella minuscola sala stampa dello stadio Cabassi – e ha iniziato la festa per la squadra con più vittorie totali, con più vittorie in casa, con la migliore difesa e il secondo migliore attacco della serie B 2015 (questo, lo ammetto, l’ho preso pari pari da internet).

Inutile perdersi in ovvietà – il terremoto, la maglieria che resiste alla crisi, i lambrusco, il piccolo è bello e chi più ne ha più ne metta – perché ormai è già stato detto. Gli ingredienti sono vari: e mettiamoci prima di tutto un po’ di cose che han girato per il verso giusto e che hanno permesso al Carpi di salire inarrestabile, a stagione ancora aperta, verso la vetta. Poi la bravura di mister Fabrizio Castori, che per sicurezza già si auto-ipoteca con un “E chi si muove? Io qui ho trovato un ambiente piccolo ma in realtà ‘a misura d’uomo’ dove un allenatore viene messo in condizione di lavorare al meglio senza pressioni. Amo la città e mi piace come lavora la nostra società fatta di persone per bene che non fanno mai il passo più lungo della gamba”.

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Ha i suoi meriti anche il presidente Claudio Caliumi che con l’acquolina in bocca – e si faccia vivo chi non ha fatto almeno un pensierino alla partita con le grandi, giocata in casa al Cabassi? – già pregusta la sfida contro il suo Milan, ma che generosamente rilancia sulle virtù (nel senso di attributi maschili) del direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, e sull’intero staff: “Noi siamo la dimostrazione di come le idee e la passione possano anche, a volte, avere la meglio sui grossi bilanci – osserva –. Abbiamo sempre adottato la politica dei piccoli passi pur rimanendo sempre molto ambiziosi. Quest’anno davvero siamo riusciti a creare un’alchimia perfetta fra gruppo di giocatori, tecnici e dirigenza e il risultato è sotto agli occhi di tutti”.

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Gli ingredienti di questa vittoria sono tanti insomma e se il neo sindaco Alberto Bellelli martedì sera aveva il sorriso un po’ tirato è perché ora questa grande magia aspetta il suo compimento ultimo, portare la serie A a Carpi (in quel Cabassi che ha quattromila posti ed è già in deroga per l’utilizzo in B). E questo vuol dire confusione, problemi che si aggiungono a quelli già esistenti, ma anche turismo e mercato, almeno un orizzonte progettuale in un momento in cui il “piccolo grande successo carpigiano” non è così luminoso e patinato come lo dipingono i media nazionali.

“Faremo di tutto per accontentare i nostri tifosi – ammicca Caliumi – perché è anche una nostra volontà, quella di poter giocare qui nella nostra città, ma se non dovesse essere possibile sceglieremo la soluzione più congeniale alle nostre esigenze”. Come dire: noi abbiamo segnato, ora città tocca a te. Uno a zero, palla al centro.

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COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO
La capienza minima regolamentare per gli stadi della L.N.P. è di 20.000 posti per la Serie A e di 10.000 posti per la Serie B. Tutti gli stadi devono avere solo posti a sedere numerati, con sedute conformi alle nor- 10 me UNI 9931 e 9939 relative alle caratteristiche, dimensioni e sistemi di ancoraggio. Negli Stadi di Serie A e Serie B deve essere riservato un settore avente una capienza minima pari al 5% della capienza totale per i sostenitori della squadra ospite. Ogni 10 anni deve essere prodotto un certificato di idoneità statica delle strutture (Fonte: calcioweb.eu).

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Vivo a Fossoli di Carpi con tre figli e un marito che mi sopportano da un bel po'. Sono giornalista pubblicista, collaboro a siti internet e progetti editoriali, e tra un pancione e l'altro ho fondato insieme a cinque amiche il Centro di aiuto alla vita di Carpi per sostenere le mamme in difficoltà. Anche se sono io la prima mamma in difficoltà...

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