Cabaret Belle Époque

Scuola Primaria “G. Rodari”

a.s. 2014-2015

Il lavoro effettuato con i piccoli drammaturghi/attori della scuola primaria “G. Rodari” è stato di ricerca, rielaborazione e riscrittura di materiali testuali prevalentemente tratti dal mondo della letteratura giovanile (Rodari) e di quella teatrale del primo novecento (Brecht). Il tutto è stato condito e confezionato dalla fantasia dei bambini.

È stata utilizzata l’idea di “cabaret” come lente di osservazione del periodo della belle epoque e delle sue contraddizioni interne (spensieratezza/oscurità).

Per ulteriori informazioni visita la pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Scena I

(sono tutti disposti nello spazio. Alcuni gruppetti sono seduti, altri in piedi, lateralmente, sul fondo. Si sentono tamburi in lontananza)

ALICE: Basta!

ANGELO: Basta!

GIULIA III: È vero, basta!

SVEVA: Ogni volta che sparano ci rimetto la pelle dalla paura.

DONATO: Si sentono spari dappertutto.

HAFSSA: È un vero inferno!

GABRIELE: Ma perché gli uomini devono per forza farsi la guerra?

WASSIM: Per le loro manie di grandezza.

GIADA: Tanto sono sempre gli innocenti ad andarci di mezzo.

MARTINA S.: Ragazzi, vi ricordate i bei tempi… prima della guerra?

SARA: Sì, come no: la Bella “POK”!

GIULIA V: Ma cosa dici? La Belle Époque! È un’espressione francese che tradotta significa: epoca bella.

MARTINA B.: Aaaah, quando regnava il benessere, l’ottimismo…

CHIARA: Tutti credevano in un futuro migliore.

DONATO: Parigi! Il centro della Belle Époque, la città modello…

MIRIAM: Di notte le strade erano tutte illuminate.

TOMMASO: Costruirono la torre Eiffel!

MARTINA P.: … E la moda francese: che sciccheria! I signori e le signore indossavano vestiti elegantissimi.

GIULIA III: Frequentavano i café, dove si incontravano e parlavano. Discutevano…

GABRIELE: (subito, continuando la frase) … di arte, di scienza, di politica… di filosofia!

WASSIM: Aprirono il Moulin Rouge!

SVEVA: Ah, la musica, i balli…

(Martina B.; Miriam, Giulia V, Giada, Martina S. imitano il Can-can: “Tatta-tatatatatatta” ♪)

GIADA: Il teatro… con le sue luci sfavillanti.

MARTIN: Le operette…

ANGELO: Le operette.

TOMMASO: Sì, le operette! Ve la ricordate la canzone che fischiettavano tutti per le strade?

DONATO: Certo! Quella che i nostri “carissimi” papà cantavano mentre si radevano la barba…

(MUSICA CIRIBIRIBIN: i bambini danzano, cantano e fanno le smorfie al pubblico, prendendosi gioco delle figure militari come in una festa da circo)

CHLOE: Quanti ricordi!

(si sentono ancora colpi di tamburo)

MIRIAM: Ora invece… spari, botti, urla… e ancora spari… bombe.

ALICE: Basta!

ANGELO: Basta!

HAFSSA: Ribelliamoci.

SVEVA: Sì, noi la guerra non la vogliamo.

MARTINA B.: Siete tutti d’accordo?

TUTTI: Sìììì!

GIULIA III: E allora andiamo… Andiamo a far sapere a tutti la nostra decisione.

GIULIA V: Fermi! Guardate! (viene avanti additando il pubblico) Quello è un generale dell’esercito. (tutti additano il pubblico)

GABRIELE: Cominciamo da lui…

GABRIELE, MARTINA B. e DONATO: GENERALEEE! (forte)

(escono tutti. Wassim e Alice escono a sinistra. Gabriele, Martina B. e Donato ovunque si trovino iniziano a marciare anche da soli fino a ritrovarsi in fila, sulla destra, pronti per iniziare la scena)

 

Scena II

(i tre militari saltellano come se giocassero a “Campana”. Wassim e Alice li disturbano come due folletti dispettosi, sghignazzando e correndo via)

GABRIELE: Generale, il tuo carro armato è una macchina potente. Spiana un bosco e sfracella cento uomini.

WASSIM: Ma ha un difetto!

ALICE: Ha bisogno di un carrista.

MARTINA B: Generale, il tuo bombardiere è potente. Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.

WASSIM: Ma ha un difetto!

ALICE: Ha bisogno di un meccanico.

DONATO: Generale, l’uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere.

WASSIM: Ma ha un difetto!

ALICE: Può pensare.

(Wassim e Alice escono di corsa a destra, gli altri marciando e battendo a tempo i palmi sul lato esterno delle cosce escono a sinistra)

 Rodari 2

Scena III

(rapidamente (!) entrano Giada, Chloe, Martin da destra, Hafssa e Giulia da sinistra. Si mettono in posizione come se giocassero a “Un, due, tre… stella!”. Il gruppo “La guerra che verra” si siede a bordo palco)

MARTIN: Ci sono cose da fare ogni giorno.

GIULIA: Lavarsi.

GIADA: Studiare.

CHLOE: (allegra) Giocare.

HAFSSA: (sbuffa) Preparare la tavola a mezzogiorno.

MARTIN: Un, due, tre… stella! (guarda tutti gli altri) Ci sono cose da fare di notte.

CHLOE: Chiudere gli occhi.

GIULIA: Dormire.

GIADA: Avere sogni da sognare.

HAFSSA: Orecchie per non sentire.

MARTIN: Un, due, tre… stella! (guarda tutti gli altri) Ci sono cose da non fare mai!

GIADA: Né di giorno.

HAFSSA: Né di notte.

CHLOE: Né per mare.

GIULIA: Né per terra.

MARTIN: Per esempio?

TUTTI: (uno alla volta, velocissimo: Giulia, Hafssa, Giada, Chloe) La guerra! (escono rapidamente (!): Giada, Chloe, Martin a sinistra, Hafssa e Giulia a destra)

 

Scena IV

(giocano a battere le mani. Il primo battito inizia sul “per esempio?” della scena precedente)

MARTINA S.: La guerra che verrà… non è la prima.

MIRIAM: Prima ci sono state altre guerre.

CHIARA: Alla fine dell’ultima…

MARTINA P.: … c’erano vincitori e vinti.

MARTINA S.: Fra i vinti la povera gente…

MIRIAM: … faceva la fame.

CHIARA: Fra i vincitori…

MARTINA P.: … faceva la fame la povera gente ugualmente.

(entra Alice a cavalcioni di Sara, come un generale che guida il suo esercito, attraversando sottopalco da destra verso sinistra. Tommaso intanto si posiziona al centro della scena)

ALICE: (esaltata) Chi sta in alto dice: – Si va verso la gloria! -.

SARA: (affaticata) Chi sta in basso dice: – Si va verso la fossa -.

 Rodari 3

Scena V

TOMMASO: Eccole qua, le armi che piacciono a me: la pistola che fa solo…

SVEVA: PUM! (forte (!), da lontano. Tutti iniziano a sparare, anche chi non e in scena, in un climax di onomatopee; man mano puntano tutti su Tommaso che finge di essere colpito e cade a terra. Subito silenzio) … o BANG!, se avete letto qualche fumetto.

GIULIA: Ma buchi non ne fa…(aiuta Tommaso a rialzarsi)

MAXIM: (forte) Il cannoncino che spara senza far tremare nemmeno il tavolino. (batte il piede al centro della scena, come un militare) Il cannoncino! / Che spara! / Senza far tremare! / Nemmeno il tavolino! (il gruppo “La guerra che verra” lo segue, poi anche Giulia e Sveva. Man mano tutti ripetono come in un coro militare, sempre piu forte. Si dispongono in riga sul fondo. Tommaso li guarda, facendo il saluto militare, poi inizia il gioco:“Sacco pieno-sacco vuoto” x5 volte)

GIULIA: Il fuciletto ad aria che talvolta, per sbaglio, colpisce il bersaglio.

SVEVA: Ma non farebbe male né a una mosca né a un caporale.

TOMMASO: Armi dell’allegria! (super batti cinque!) Le altre, per piacere…

TUTTI: Ma buttatele tutte via!

(rapidamente (!) entrano tutti in scena e si posizionano sul palco. Sottopalco, da sinistra, entrano Chloe, Martina B. e Donato)

 

Scena VI

(tornano i tamburi di guerra)

CHLOE: Così finisce la Belle Époque, l’epoca in cui nasce il Cabaret, il Can-can e il Cinema.

DONATO: Così finisce la Belle Époque, l’epoca in cui l’arte prende le forme nuove dell’Impressionismo e dell’Art Nouveau.

MARTINA B.: Così finisce la Belle Époque, / annegata nella profonda ombra della Grande Guerra.

(si arrampicano sul palco e raggiungono gli altri, pronti per la canzone finale)

 

Scena VII

ANTONIO:

Se verrà la guerra, Marcondiro’ndera

se verrà la guerra, Marcondiro’ndà

TUTTI:

Sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera

sul mare e sulla terra chi ci salverà?

ANTONIO:

Ci salverà il soldato che non la vorrà

ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro’ndera

la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà?

TUTTI:

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro’ndera

ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

ANTONIO:

Buon Dio è già scappato, dove non si sa

buon Dio se n’è andato, chissà quando ritornerà.

TUTTI:

L’aeroplano vola, Marcondiro’ndera

l’aeroplano vola, Marcondiro’ndà.

ANTONIO:

Se getterà la bomba, Marcondiro’ndera

se getterà la bomba chi ci salverà?

TUTTI:

Ci salva l’aviatore che non lo farà

ci salva l’aviatore che la bomba non getterà.

ANTONIO:

La bomba è già caduta, Marcondiro’ndera

la bomba è già caduta, chi la prenderà?

TUTTI:

La prenderanno tutti, Marcondiro’ndera

sian belli o siano brutti, Marcondiro’ndà

ANTONIO:

Sian grandi o sian piccini li distruggerà

sian furbi o sian cretini li fulminerà.

TUTTI:

Ci sono troppe buche, Marcondiro’ndera

ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro’ndera

non potremo più giocare al Marcondiro’ndà.

ANTONIO:

E voi a divertirvi andate un po’ più in là

andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

TUTTI:

La guerra è dappertutto, Marcondiro’ndera

la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

ANTONIO:

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori

i boschi e le stagioni con i mille colori.

TUTTI:

Di gente, bestie e fiori no, non ce n’è più

viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera

ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro’ndera

giocheremo a far la guerra, Marcondiro’ndà…

Fine

 

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Le imprese olimpiche di Sveijk Barbu

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