Buon Far West a tutti!

Ed al semaforo
via libera, si va.
Ma verso dove? E chi lo sa?
(Sveglia – The Luna hard’urla)

Fermo al semaforo pedonale in attesa del verde per attraversare la strada ascolto incuriosito (e anche un po’ commosso) quella che da banale conversazione tra babbo e figliolo sembra trasformarsi nella prima lezione civica dell’anno 2015. Il bimbo chiede spiegazioni sull’uomo vestito con giacca gialla fluorescente che si aggira nel parcheggio alle porte del centro storico, ispezionando uno a uno i parabrezza delle auto in sosta. “Controlla che tutti abbiano pagato il biglietto. Noi l’abbiamo appena pagato e siamo tranquilli” spiega l’uomo di mezz’età. “E perché bisogna pagare il biglietto per lasciare la macchina?”. Con destrezza il papà replica: “Così il Comune ha i soldi per pulire le strade, per disegnare le strisce blu per terra, per far funzionare le luci di notte e per fare altri parcheggi”. Il bimbo pare convinto della risposta e anche il padre soddisfatto per essersela cavata abbastanza bene all’interrogatorio, insidioso quando si parla di mobilità e tasse.
Poi il bimbo mette in bocca una caramella e, prima ancora di cominciare a succhiarla, lascia cadere a terra la carta. “Cosa fai? Raccogli, non si può sporcare per terra” ordina il padre col petto all’infuori. E mentre il figlio ubbidiente si china a fare il suo dovere, arriva un nuovo ordine del padre: “Dai, attraversiamo veloci che non arriva nessuno”… il semaforo era rosso.

Sto ancora fantasticando su quando ascoltato in diretta, che un nuovo episodio mi costringe a riflettere: che sia la seconda (o meglio la prima) lezione civica dell’anno appena iniziato? Sono al semaforo pedonale successivo. Tutte le auto sono ferme e scatta il verde per i pedoni, quindi attraverso. Quando all’improvviso un’auto ferma sulla riga ingrana la marcia, parte e mi schiva per un pelo. “Ma come è possibile essere così suonati da passare col rosso mentre la gente attraversa? Cosa gli sarà saltato in mente? Poco male – ho detto tra me e me – c’è il photo-red, gli arriverà a breve una multa”. Poi ho continuato a riflettere sul senso del semaforo e delle “imposizioni” che regolano il nostro vivere sociale.
Il “rosso” del semaforo è un divieto a procedere oltre la linea? è una indicazione di massima su come far defluire meglio il traffico? si tratta forse di un avvertimento del sindaco che anticipa un’eventuale multa se trasgredito? è uno stimolo al nostro cervello per ricordare (a mo’ di post-it o di appuntamento in agenda) che se ognuno attraversa la strada quando e come gli pare o se oltrepassa la linea a seconda del proprio personale sentimento, inevitabilmente l’incrocio si trasforma in un Far West e gli automobilisti in guerrieri Comanche.

Le prime ore del nuovo anno sono dedicate quasi esclusivamente ai commenti sui cenoni, sui festeggiamenti, sulle previsioni meteo, sulle vacanze degli italiani. Si sentono repliche al discorso a reti unificate dell’ormai quasi ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al calo dei consumi medi per famiglia anche in tempo di saldi. Ma si è parlato anche dei “botti di capodanno” (251 feriti in Italia, 68 sono minori). Decine le ordinanze dei sindaci italiani, compreso quello di Modena, per vietare questa (pericolosa) usanza. Ma in Piazza Grande e dintorni a mezzanotte gli spari sono arrivati puntuali, come le polemiche sui quotidiani e sui social l’indomani. “Evidentemente l’ordinanza anti botti del Comune che invitata a limitare questi festeggiamenti per evitare incidenti e problemi con gli animali non ha fatto breccia” si è letto. Qualcun altro se la prende con le forze dell’ordine e col sindaco stesso: i “primi responsabili sono proprio coloro che in maniera manifesta – quando non con tacita contiguità – si dimostrano incapaci nel proprio ruolo pubblico”.

Per il 2015 – oltre alla felicità, al successo, alla pace, alla serenità e a ogni altro ben di dio – dovremmo augurarci (ognuno davanti allo specchio) un po’ di senso civico. Anzi no, un po’ di senso. Tutti, a partite dal papà che insegna al figlio ad attraversare col rosso, al pilota che nel traffico cittadino si destreggia come lo sceriffo a cavallo, a quelli che per non sparare i petardi (ma possiamo aggiungere a quelli che per differenziare i rifiuti, che per raccogliere i bisogni dei cani e le cicche di sigaretta) hanno bisogno dell’ordinanza del primo cittadino.

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