Balera di primavera

Si sa, la primavera porta con se una piccola dose di leggerezza: il primo teporino estivo, i primi week end al mare, le scarpe senza calze. Il rigido inverno è ormai archiviato, facciamo i piani per le vacanze, riprendiamo la nostra salutare corsetta mattutina: volente o nolente in questo periodo ci sentiamo energici e rinnovati. Amiamo stare all’aria aperta con gli amici, i locali per aperitivi con dehors fanno il sold out anche il lunedì e i dopo-cena si allungano inevitabilmente.

Sarà quindi l’atmosfera un po’ gaia, unita allo strascico del vintage che ha invaso i nostri guardaroba e che ci piace così tanto, che ha fatto delle balere uno dei luoghi di incontro più gettonati. In città come in provincia, gente di tutte le età sta sostituendo la serata in pizzeria o al pub con una festosa serata in balera. Bandierine e lucine colorate stile panfilo anni ‘50, cibo stracotto e a buon mercato scodellato nei piatti di carta e vino Tavernello è quello che vi aspetta. Lo so, il primo approccio è abbastanza faticoso da digerire, soprattutto se siete un po’ snobboni o schizzinosi. Ma in fondo, se i nostri nonni ci hanno trascorso i loro anni migliori, deve esserci qualcosa in più.

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E infatti, non appena parte la musica, eccoli in pole position, tutti insieme. Decine di coppie, di tutte le età, che si lanciano in volteggi romantici o scatenati lindy hop. Gonne che si alzano, passione palpabile, energia sfrenata e complicità di coppia: ecco ciò che tiene in vita questo luogo dall’aspetto demodè. Tutti insieme, sotto un tetto di lucine colorate, si divertono visibilmente, danzando con il proprio partner e altri ballerini, in un unicum intrigante. Proprio come succedeva una volta, i sentimenti più originari, la voglia di divertirsi e di cuccare, sono palpabili in balera. Che siate ballerini o no, questa atmosfera difficilmente non vi farà innamorare o, perlomeno, vi ritroverete a supplicare il vostro partner di iscrivervi insieme ad un corso di ballo!

Tra i primi a capire la magia di questi luoghi e a renderli inequivocabilmente trendy furono gli stilisti di Dsquared2 che, con l’organizzazione di loro evento, consacrarono la balera di Porta Venezia a Milano ad una popolarità senza precedenti. Dopo di loro, Toilet Paper, il dirompente magazine di Maurizio Cattelan e altri brand ne seguirono l’esempio. Ma per stare nei nostri lidi, se volete vedere un vero spettacolo di allegria e piroettanti mogliere nostrane, vi consiglio di fare un salto al circolo Arci di San Vito, che raccoglie oltre 400 persone nelle serate dedicate gli anni ’50.

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E non solo: la scorsa settimana ho partecipato ad un serata al Teatro della Contraddizione qui a Milano, dove orchestra, attori e danzatori interagivano con il pubblico che veniva invitato a ballare polka, mazurka, walzer, rumba e cha cha cha! I ballerini, rigorosamente over 70, si prestavano ad insegnare con sapienza ad un pubblico di scoordinati trentenni che, ahimè, dovranno mangiare un bel po’ di crostini prima di eguagliare la loro classe! Insomma, provare per credere perché, come insegna il grande Raul Casadei:

“È la mazurka di periferia
scaccia pensieri
tanta allegria.

Ci basta un grillo
per farci sognare
metti la quarta e balla con me.

Con la mazurka di periferia
ti vien la voglia
di fare l’amor!”

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