Alloggi sfitti: a Modena sono 5000

C’è chi dorme per strada e c’è chi possiede case che restano vuote per anni. I dati sulle case vuote vanno per forza di cose a scontrarsi con quelli sui senza tetto e sulla cosiddetta “emergenza abitativa”. Premettiamo che tutte le indagini sulla situazione abitativa hanno una cosa in comune: non sono precise, forniscono stime basate su dati parziali, dato che sapere cosa succede dentro una casa, se c’è qualcuno o no, per quanto tempo c’è e cosa fa, resta tuttora molto difficile.

La complessità del fenomeno emerge anche dai recenti dati Eurostat relativi alla situazione europea. Ci sono case sovraffollate (17,1% in Europa, 27,3% in Italia), case vuote o sottoutilizzate (17% nei 28 paesi Ue presi in esame) e case senza bagni. Si passa quindi da chi è proprietario di una casa o più, a chi vive in affitto da solo o con altre persone, chi vive in case dove lo spazio non è sufficiente al numero degli occupanti, fino a chi non ha una casa e vive per strada.

La disponibilità di un’abitazione dignitosa, riscaldata e con i servizi igienici, è considerato un diritto fondamentale, ma anche tra le nazioni europee più ricche questo diritto non è esteso a tutti. Per quanto riguarda le case sfitte, l’Italia è tra i primi paesi: secondo dati Istat del 2011 le case vuote erano circa 7 milioni, anche se molte di queste (più della metà) sono case vacanza e infatti sono concentrate soprattutto al Sud o in zone turistiche. Non sempre è facile stabilire se una casa è effettivamente disabitata o inutilizzata, oppure sottoutilizzata. Questa difficoltà si riflette anche nella situazione modenese.

Secondo i più recenti dati del Comune di Modena la stima è che circa il 5,5% degli alloggi modenesi siano vuoti e inutilizzati. Ovvero circa 5mila unità. Una stima realizzata incrociando diversi dati, come quelli demografici e quelli delle utenze attive, utilizzata dal settore Pianificazione territoriale per le proprie politiche abitative.

I numeri non differiscono di molto da quelli della ricerca dell’istituto Cresme del 2010/2011, quando a Modena era state indicate 15mila abitazioni “vuote o sottoutilizzate” (16% dei 93mila alloggi – 16mila edifici – di tutta la città). Di queste oltre la metà risultavano occupate dai residenti, sebbene poco usate, mentre circa 2900 attesa di essere vendute o affittate, oppure in ristrutturazione. Dunque case al momento non utilizzate, ma che attendono di esserlo. Le restanti, quelle effettivamente non utilizzate né in attesa di esserlo, risultavano circa 5600.

L'edificio occupato in via Bonacorsa 20.
L’edificio occupato in via Bonacorsa 20 a Modena

Dentro la stima degli alloggi stimati come vuoti, oltre a quelli non disponibili per decisione dei proprietari che non vogliono affittarli, ci sono anche gli alloggi di fatto non abitabili perché da ristrutturare, inagibili o fortemente usurati. Questo tipo di case coincidono anche con quelle difficilmente collocabili nel mercato, visti i costi di riqualificazione.

In futuro, per rendere le stime sulle case vuote ancora più precise e basare su queste la pianificazione della città nei prossimi anni (soprattutto sul tema della riqualificazione e rigenerazione urbana), il Comune prenderà in considerazione soprattutto i dati dei consumi, visto che, in molti casi, le utenze risultano allacciate anche in case non utilizzate, mentre i consumi dovrebbero essere un dato più o meno certo sull’utilizzo o meno di un alloggio.

A Modena, prosegue l’occupazione da parte di famiglie in difficoltà del palazzo di via Bonacorsa 20, un vecchio stabile di proprietà pubblica vuoto da tempo. Spesso è il timore “che poi non paghino l’affitto” a portare i proprietari a non affittare gli appartamenti preferendo tenerli vuoti. Alla Crocetta ad esempio si trovano due palazzi con oltre 120 appartamenti vuoti. “Spaziosi e in perfette  condizioni” raccontano i pochi residenti rimasti, secondo quanto riportato in un articolo di oggi della Gazzetta di Modena.

Quello del disagio abitativo resta un problema di tutte le grandi città: “Ci sono tante case vuote e tante persone senza casa, vuol dire che c’è qualcosa che non va” ha recentemente dichiarato l’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, ricordando anche l’occupazione del’ex Poste di via Agucchi, dove si sono verificati scontri con la polizia. Un caso analogo a quello dell’ex Telecom, quando la polizia aveva sgomberato decine di famiglia, compresi un centinaio di minori.

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